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Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 100, quota 41 Governo Renzi subisce attacco D'Alema e Prodi per equità

Prodi e D’Alema contro premier e gestione del partito e necessità di novità pensioni per riportare equità sociale: le richieste di cambiamento




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:47): Cresce il pressing dell'opposizione interna del Partito democratico sul suo segretario premier. L'invito, stando alle ultime e ultimissime notizie, è di intervenire anche sulle novità per le pensioni nel contesto di un ripensamento dell'attività dell'esecutivo e della riscrittura dell'agenda delle priorità. E il presidente del Consiglio sta cominciando a studiare un piano B.

Gli ex premier Prodi e D’Alema si affiancano all’opposizione interna contro il governo, le ultime scelte e posizioni del premier, che andrebbero decisamente riviste, in clima di collaborazione e cooperazione, se non si vuol del tutto affondare la maggioranza. Dalle ultime notizie emergono due posizioni decisamente forti, tanto da parte di Prodi, quanto da parte di D’Alema, ma si tratta solo delle ennesime voci che chiedono al premier una svolta, che potrebbe partire da soluzioni delle tensioni con l’opposizione interna e definizione di novità per le pensioni per tutti, capaci di risolvere le distorsioni create dall’attuale legge e che, a livello sociali, stanno causando non pochi problemi, e di ridare equità a tutti. Di questo stesso avviso è Matteo Richetti, che ritiene sia arrivato il momento di rimettere in equilibrio un sistema chiaramente distorto, che è diventata necessaria l’introduzione di una misura a sostegno degli indigenti, rilanciando l’assegno universale. E’ lo stesso piano di aiuti sociali che aveva proposto Piero Fassino con il suo programma elettorale, convinto di voler continuare a fare bene nella sua città, indipendentemente dagli scontri interni di partito.

La sua sconfitta è stata, però, molto deludente e in pochi si aspettavano che non sarebbe stato riconfermato sindaco di Torino. E lui, insieme al governatore del Piemonte Sergio Chiamparino,  che per quanto riguarda le novità per le pensioni ha già avviato nella regione un piano di uscita prima basato sulla mini pensione per gli over 50, manifestando malcontento nei confronti di ciò che il premier sta facendo e delle sue posizioni, ha spiegato l’evidenza di rimettersi in gioco, tutti insieme, alla riconquista della fiducia del Paese, cambiando strategie e puntando su quelle novità, da pensioni a tasse e occupazione, che effettivamente vogliono i cittadini. Prodi stesso ha chiaramente spiegato che servono nuove politiche perché l’esecutivo nei prossimi due anni non si logori del tutto. In questo tempo, vale a dire fino alle prossime politiche del 2018, è possibile infatti lavorare per una ripresa ma anche cadere del tutto. E tutto dovrebbe ricominciare da una equa distribuzione di redditi e risorse, che adesso certamente non c’è.

E’ necessario ristabilire equilibrio e eguaglianza e per farlo bisognerebbe partire, come più volte spiegato anche da noi, da politiche occupazionali per tutti, da correzioni dell’attuale legge pensioni attraverso novità che sappiano risolvere le distorsioni createsi soprattutto per determinate categorie di persone, penalizzate e discriminate dalle norme in vigore. E stiamo parlando principalmente di lavoratori impegnati in attività faticose o di chi lavorar dall’età di 14 e 15 anni e per effetto dell’allungamento dell’età pensionabile è costretto a lavorare fino a 66 anni e sette mesi, per cui si chiedono da tempo novità per le pensioni di quota 100 e novità per le pensioni di quota 41. Solo se l’esecutivo tornerà a perseguire gli obiettivi detti, allora riconquisterà consensi, a partire dai livelli locali.

E questa è la spiegazione per cui Fassino, pur avendo governato Torino sempre bene, ha perso, è perché in ogni caso sé naturale l’associazione con il potere centrale. Ed è con questo concetto che sostanzialmente viene meno la posizione del premier che sin dai primi risultati delle votazioni ha continuato a dire che non si trattava di un voto di protesta. In realtà, è stata proprio espressione da parte dei cittadini della necessità di cambiamento, quello stesso cambiamento urgentemente richiesto anche dall’ex premier D’Alema. In questi ultimi giorni è tornato ad attaccare il premier, dichiarando in maniera esplicita, contrariamente rispetto a quanto aveva detto nelle scorse settimane, che se non cambierà la gestione del Pd voterà no al prossimo referendum costituzionale di ottobre. Ha inoltre detto altrettanto chiaramente che non è più possibile che il premier rivesta anche la carica di segretario del partito, perché è necessario che qualcuno si occupi esclusivamente della gestione del partito, precisando però che non avvierà alcuna scissione politica all’interno del partito stesso.

E rispondere alle esigenze dei cittadini significa anche lavorare per quelle novità per le pensioni che, per quanto possibile, e nonostante i problemi economici, si avvicino di più a quanto chiesto, piuttosto che orientarsi su un sistema basato sulla mini pensione, come quello che sta portando avanti proprio l’esecutivo, che non piace, non è per nulla conveniente e, come molti hanno spiegato, sostiene ancora una volta il sistema degli istituti di credito piuttosto che realmente i cittadini che per raggiungere la loro agognata e meritata pensione, dopo una vita di lavoro, devono chiedere un anticipo, e da restituire anche con interessi, il che evidentemente risulta un paradosso.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il