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Pensioni ultime notizie da confronto novità dopo Prodi e D'Alema minoranza per novità mini pensioni, quota 100, quota 41

Sono tante le incertezze all'interno del Partito democratico, ma anche le prospettive sulle novità per le pensioni.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:32: Il risultato delle elezioni amministrative è un duro colpo al premier e segretario del Partito democratico, oltre che alle sue graduali proposte di introdurre novità per le pensioni. Le ultime e ultimissime notizie continuano a ribadire che l'opposizione interna del Pd sia decisa ad andare fino in fondo mentre il segretario è alla ricerca di uno slancio fresco dopo queste
sconfitte.

In vista della direzione del Partito democratico convocata per venerdì 24 giugno 2016, il clima si fa sempre più incandescente e le ripercussioni, oltre che per l'attività del partito e dunque dell'esecutivo, sono anche per le pensioni. Da una parte c'è infatti quell'ala maggioritaria che fa riferimento al premier segretario, che non vuol sentir parla di ipotesi di quota 41 o quota 100 per modificare l'impianto previdenziale. E, anzi, il solo scenario indicato è quello delle mini pensioni, ancora da definire nei dettagli, da far passare con la prossima manovra. Dall'altra c'è un'opposizione interna, decisa riprendere la guida del partito con il prossimo congresso e convinta a cambiare in profondità l'attuale legge previdenziale.

E nel mezzo ci sono amministratori locali e presidenti di Regione, come Sergio Chiamparino in Piemonte, Enrico Rossi in Toscana e prima ancora Vasco Errani in Emilia Romagna, che procedono in autonomia, per quanto possibile, sulla strada delle novità per le pensioni. Romano Prodi, già presidente della Commissione europea e per due volte premier, non si tira indietro nello spiegare come ci sia un problema sociale che, evidentemente, coinvolge anche le pensioni e parla di classe media ovvero di "chiunque avesse una sicurezza anche modesta sulla propria vecchiaia e sul futuro dei figli. Ma il pensionato che diceva orgoglioso io non ce l'ho fatta, ma mio figlio è laureato", ora non lo dice più. E ancora, intervistato da Repubblica: "L'ascensore sociale si è bloccato a metà piano e dentro si soffoca".

Da parte sua, Massima D'Alema, che prima delle Comunali di Roma è stato al centro di una polemica: secondo alcune indiscrezioni, la sua intenzione era di votare Raggi e non il Pd Giachetti. Lui ha smentito e dopo il voto ha detto: ho seguito le indicazioni del mio partito. E su Fassino, sconfitto a Torino e tra l'altro da sempre favorevole a cambiamenti più veri sulle pensioni, argomenta al Corriere della Sera che "non meritava la sconfitta né di sentirsi dire, dopo aver sostenuto Renzi, che abbiamo perso perché avevamo volti vecchi".

Ma il premier non può permettersi che la guerra deflagri, indebolendo la campagna referendaria. E al di là delle minacce di Bersani, che chiede di cambiare toni sul referendum, anche tra i fedelissimi si sta facendo largo l'idea della necessità di una campagna referendaria meno aggressiva. Disponibili a cercare una tregua con la minoranza ma non a cedere, almeno per ora, a una revisione sull'Italicum. Eppure la vittoria delle opposizioni in 19 dei 20 ballottaggi in cui è arrivato in queste amministrative, evoca nel Pd, specie nella minoranza, il fantasma di un risultato analogo anche in una futura elezione politica con l'Italicum, il che spinge diversi parlamentari a proporre un ritocco.

Il che rende plausibile che il dossier rimanga in freezer almeno sin dopo il referendum anche se Bersani ha chiesto di annunciare una modifica prima di quella data. L'idea è quella di spostare il premio di maggioranza dal partito alla coalizione, ma questo comporta un cambio di linea politica. Un cambiamento che implica almeno un passaggio congressuale.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il