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Brexit come e quando si vota, orari referendum.Previsioni chi vince, exit poll, risultati ufficiali, spoglio schede, aggiornamenti

Cresce l'attesa i risultati ufficiali sulla Brexit ovvero sapere chi vince al referendum. Ecco gli orari e come fare.




Domani giovedì 23 giugno 2016 si vota per la permanenza o l'uscita della Gran Bretagna dall'Unione europea. I cittadini britannici dovranno scegliere tra il Remain (Restare) o il Leave (Lasciare). Tra i sostenitori del Leave, l'ex sindaco di Londra, Boris Johnson e il partito nazionalista Ukip. A favore del Remain il premier David Cameron, la maggioranza del Partito laburista, lo Scottish National Party, e i Lib-dem. Il Financial Times dà Remain e Leave pari al 44% e i sondaggi aggiornati vanno sostanzialmente nella stessa direzione. Le urne sono aperte fino alle 22 (ore 23 in Italia), ma non ci saranno exit poll per cu per conoscere i risultati ufficiali sulla Brexit ovvero sapere chi vince al referendum, occorre attendere solo le primissime ore della mattinata di venerdì.

In ogni caso, seguiremo l'appuntamento elettorale da vicino e proporremo aggiornamenti in tempo reale con un'accurata diretta testuale. I principali timori sono a livello economico, sia sull'Europa e, di riflesso, anche sull'Italia. Tuttavia, la Fed e la Bce ribadiscono di essere pronte a gestire l'emergenza Brexit, ma tanto Janet Yellen quanto Mario Draghi si soffermano sul clima di incertezza che avvolge le prospettive di crescita. Consapevoli che un eventuale voto inglese per l'addio all'Unione europea potrebbe fare da innesco a una catena di eventi in grado di offuscare l'orizzonte.

È in questo scenario, che ribadendo la cautela sui prossimi rialzi dei tassi d'interesse statunitense che appaiono sempre più lontani, la presidente della Fed parla di significative ripercussioni economiche nel caso di Brexit ed è pronta ad agire se necessario. Ma negli Stati Uniti, parecchi investitori sono più preoccupati dalla considerevole incertezza sulla crescita Usa segnalato da Yellen al Senato. Persino Hillary Clinton, in piena campagna elettorale, paragona il rischio Brexit a quello di una vittoria di Donald Trump, magari pensando a quanti voti potrebbe spostare una gelata sulla crescita innescata da Londra da qui al voto di novembre.

Un quadro simile, con tutte le aggravanti del caso, è quello tratteggiato per l'Europa da Draghi che sottolinea: "Siamo pronti a fronteggiare l'impatto dell'eventuale Brexit" aggiungendo che la Bce è ugualmente pronta a mettere in campo un rafforzamento del piano di acquisto di titoli anche se le misure attuali dovrebbero far risalire l'inflazione. Draghi ammette anche che "l'incertezza resta alta, e i rischi al ribasso per la crescita sono ancora significativi, a causa del continuo stato di fragilità dell'economia globale e degli sviluppi geopolitici". Il primo dei quali, per Francoforte, è proprio la Brexit.

Non mancano le cassandre, e se il mercato sembra prestare loro scarsa attenzione è probabilmente perché le Borse hanno già segnato una fortissima correzione. Resta alto poi il rischio nell'immediato di un crollo della sterlina talmente forte da destabilizzare i mercati, mandando in avvitamento borse e, salvo l'azione calmierante della Bce, titoli di Stato.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il