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Brexit referendum Inghilterra fuori da Ue aggiornamento in tempo reale. Richiesto nuovo referendum.Rischi per Italia, cosa succede

Seggi aperti in Inghilterra per il voto sul referendum per la Brexit: quando, come e chi vota. Neìiente exit poll ma direttamente risultato ufficiale domani mattina




AGGIORNAMENTO:  E' stato richiesto un nuovo referendum dcon oltre 170 mila firme in poche ore prima che questo venga approvato in Parlamento. E il Parlamento inglese con 170 mila ne deve rispondere, deve dare una risposta. Cosa si dice in questa nuova richiesta (con firme che continuano ad aumentare?). Il vecchio referendum deve essere invalidato perchè la distanza è troppo minima per un argomento così importante e che nel nuovo referendum ci deve essre una distanza tra le posizioni di 7-10 punti (da decidere) e una affluenza superiore al 75%. I tecnici dicono che sarà rifiutato dal Parlamento, ma le firme continuano ad aumentare

AGGIORNAMENTO: Una serie di dichiarazione del pomeriggio, tutte italiane di Berlusconi, Renzi e Camusso

Berlusconi: "La decisione del popolo britannico conferma le ragioni del grido d'allarme che per primi avevamo lanciato fin dal 2011, nell'incomprensione generale, sul progressivo distacco fra questa Unione Europea e le ragioni, gli interessi, le passioni dei popoli che la compongono. Il più bel sogno della nostra generazione sta fallendo sotto i nostri occhi".  "Proporrò quindi al PPE un congresso straordinario per lanciare un manifesto di rifondazione dell'Unione Europea, fondata su un metodo nuovo, che parta dal basso, dalla condivisione, dalla partecipazione, dalla sussidiarietà."

Camusso: "Visto le notizie del mattino, il mio pessimismo è quasi cosmico: la frattura, avvenuta stanotte con il voto per l'uscita della Gran Bretagna dall'Europa, corre velocemente anche nelle teste delle persone e porta disastri perché è la soluzione apparentemente più facile per risolvere i problemi, e quando le Borse smetteranno di precipitare, molti pensano che si tornerà al tran tran quotidiano, ma non sarà così". 

Renzi: "L'Italia è tornata solida, il nostro Paese ha il dovere di offrire questa solidità anche agli altri partner europei e per questo siamo impegnati fin da domani, a iniziare dai ministri degli esteri, e poi lunedì a Berlino in un incontro con Merkel e Hollande"."Oggi è un giorno senza precedenti, un giorno non facile. Ma l'Europa ha dimostrato nel corso della sua storia di essere più forte di ogni e qualsiasi difficoltà".


AGGIORNAMENTO: E' da sottolineare che il referendum deve essere rettificato e i vertice europei hanno chiesto che venga fatto subito. Vi sono alcune ultime notizie e ultimissime che dicono che alcuni indipendentisti vorrebbero aspettare per vedere le reazione dell'Ue e capire se c'è margine di trattativa. Ma al momento sembra assolutamente di no.

AGGIORNAMENTO:  Cosa succederà ai cittadini italiani residenti a Londra e in Inghilterra? Nulla al momento, per almeno due anni le autorità hanno detto che tutto continuerà tranquillamente. Grande rabbia tra i giovani e laurerati inglesi e la Scozia e l'Irlanda del Nord minacciano di uscire dalla Gran Bretagna. Al momento lo spread rimane sotto i 170 punti, mentre le Borse diminuiscono le perdite iniziali ma sotto tutte tra il -6% e il -7%. 

AGGIORNAMENTO:  Riunione nel week-end prima del vertice Europeo di martedì-mercoledì. Le borse europee riducono le perdite, ma c'è molta oscillazione e nervosismo. Da un sondaggio prima della Brexit, la maggioranza degli italiani voterebbe il rimanere in Europa.

AGGIORNAMENTO: Cameron si dimette.

AGGIORNAMENTO: Convocate in tutto Europa sia a livello nazionale che a livello Ue riunioni di emergenza dopo la vittoria della Brexit. Occorre prima di tutto arginare il panico delle Borse con lo spread che è andato a 170 in Italia e con titoli tedschi con rendimento negativo a -0,15. Tutto quello che, insomma, si voleva evitare. Vediamo se scatterà un piano di emergenza. Nel frattempo in Italia la Lega chiede un referendum per l'uscita, così gli indipendentisti di Francia, Belgio. Mentre Scozia e Irlanda del Nord sarebbero pronti a chiedere a loro vlta l'uscita dall'Inghilterra. Tutti gli ultimi aggiornamenti vi terremo aggiornati in tempo reale.

Inglesi chiamati oggi, giovedì 23 giugno, al voto sul referendum per la Brexit: Leave o Remain, cioè lasciare o restare nell’Unione Europa? Questo il quesito referendario cui dovranno rispondere i cittadini del Regno Unito e ad oggi i possibili risultati sono davvero difficili da ipotizzare, perché il popolo inglese è nettamente diviso sulla questione, tra coloro che ritengono sia meglio rimanere in Europa e chi invece è dalla parte del cambiamento e dell’uscita dall’Europa. Nel corso della giornata, forniremo aggiornamenti in tempo reale sull’andamento delle votazioni, ricordando che si può votare fino alle 22, 23 ora italiana, eventuali previsioni, non ci saranno exit poll, per cui si attenderà direttamente, e con grande curiosità, il risultato finale che però si dovrebbe conoscere però solo domani mattina per le 7. Il risultato definitivo sarà annunciato dalla presidente della Commissione elettorale, Jenny Watson, a Manchester.

Sono chiamati al voto complessivamente oltre 46 milioni di cittadini britannici e dei Paesi del Commonwealth che abbiano compiuto 18 anni e risiedano nel Regno Unito, che vivono all’estero da meno di 15 anni e i cittadini dei territori d’oltremare come Gibilterra. I cittadini europei residenti nel Regno Unito non possono votare, ad eccezione di quelli nati in Irlanda, a Cipro e Malta. Il referendum è stato indetto per volere del premier britannico David Cameron, schierato sul fronte del Pro-Ue, che durante la sua campagna elettorale promise di convocare un referendum sulla permanenza nell’Ue in caso di vittoria, annuncio che fu dato per rispondere alle richieste del Partito dell’indipendenza del Regno Unito, l’Ukip di Nigel Farage, e di una parte dei conservatori, che più volte avevano sottolineato come l’Inghilterra non si fosse mai realmente e direttamente espressa sulle relazioni con l’Ue.

Secondo gli ultimissimi sondaggi, diffusi a seggi già quasi aperti, il fronte del sì al rimanere in Europa sarebbe stato in vantaggio su quello del no (Leave), per Yougov le percentuali sarebbero del 51% contro il 49, mentre per Comres sarebbero del 54% contro il 46. Solo pochissime ore fa, invece, la situazione sembrava completamente diversa con il fronte del Leave (lasciare l’Europa) in leggero vantaggio. E’ chiaro come, non potendo ipotizzare come si risolverà questo referendum, cresca l’attenzione per capirne il risultato e i principali protagonisti della scena europea, economia e politica, si stanno già muovendo per qualsiasi sia l’esito del referendum inglese. In ognuno dei due casi, infatti, vi sarebbero ripercussioni e vale la pena, secondo esperti ed analisti, di non farsi trovare impreparati.

Se dovessero vincere coloro che vogliono lasciare l'Europa, affinchè questo processo di uscita si concluda, ci vorranno all'incirca due anni, in cui gli assetti di organizzazioni economiche, politiche, commerciali e migratorie cambieranno, ma nel frattempo la stessa Inghilterra, fino al completamento dell'uscita in due anni, dovrà comunque continuare a rispettare le norme europee, senza però poter prendere parte ad alcun eventuale negoziato. Il fronte del Remain in Europa sottolinea l'importanza di far parte di una Ue che, nonostante le difficoltà e i problemi sottolineati dal fronte del Leave, rappresenta comunque una sicurezza per il Paese sotto diversi punti di vista, dal terrorismo ad accordi commerciali. Ma ciò che spinge il fronte del pro Brexit a chiedere di uscire dall'Ue è il timore di un contagio della crisi economica che si sta sempre più allargando tra i Paesi Ue ma soprattutto il timore di un elevato numero di immigrati pronti ad arrivare in Inghilterra. Una curiosità da conoscere sull'esito di questo referendum, è che non si tratta di un risultato vincolante, vale a dire che, paradossalmente, i parlamentari, in caso di non appoggio del voto finale, potrebbero anche decidere di ignorare il risultato del referendum, anche andando contro la volontà pubblica espressa dai cittadini.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il