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Pensioni ultime notizie quota 100, mini pensioni, quota 41 Poletti, Nannicini, sindacati e riunione minoranza Fassino, Bersani

Al via una giornata abbastanza intensa oggi giovedý 23 giugno: appuntamenti in programma ed effetti per possibili novitÓ pensioni




Si preannuncia una giornata abbastanza intensa quella di oggi, giovedì 23 giugno, quando sono in programma due importanti riunioni: alle 15 quella nuova tra governo e forze sociali, alla presenza del ministro dell’Occupazione Poletti e del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Nannicini; un’ora prima, alle 14 circa si riunirà la minoranza che, insieme alla questione estensione della Naspi, dovrebbe affrontare diverse altre questioni e decisamente cruciali. Queste dovrebbero prevedere non solo novità per le pensioni, perché certamente di tenderà a ribadire l’urgenza di pensare a novità per le pensioni di quota 100 e quota 41, visto che sarebbero destinate a specifiche categorie di persone che sono state fortemente penalizzate dalle norme pensionistiche attualmente in vigore, ma anche altri punti riguardanti l’organizzazione politica del partito.

E’ noto, infatti, come dimostrano le ultime notizie di questi ultimissimi giorni post elettorali, che l’opposizione interna abbia manifestato più volte la volontà e la richiesta di anticipare il Congresso del Pd, con l’elezione del nuovo segretario di partito, e le dimissioni del premier da segretario. Secondo diversi esponenti della minoranza e l’ex premier D’Alema, è necessaria una figura che si occupi esclusivamente del partito ed è chiaro come il premier non possa più continuare a rivestire questo doppio ruolo, anche se lui stesso ha più volte risposto che non intende lasciare al momento la carica di segretario del partito. Ma occorre che il premier abbandoni le sue velleità di potere se vuole davvero riuscire a riconquistare consensi e voti in vista del referendum costituzionale di ottobre che egli stesso ha segnato come prova del nove della sua permanenza all’esecutivo.

Indipendentemente dalle eventuali vittorie personali, secondo Matteo Richetti, è arrivato il momento che il Pd si ricompatti per ridare al Paese nuove certezze ed equilibri, eliminando le diseguaglianze sociali, partendo dall’introduzione di aiuti sociali, come l’assegno universale. Dalla stessa parte il governatore della regione Piemonte Chiamparino e l’ex sindaco Piero Fassino, che hanno ultimamente preso le distanze dalla strada intrapresa dal premier, ritenendo fondamentale rimettersi in gioco per dimostrare ai cittadini che il Pd è ancora il partito capace di rappresentare i loro bisogni, nonostante le ultime delusioni, che hanno pesato soprattutto su Fassino,a sorpresa, non confermato alla guida di Torino, dopo anni di un governo cittadino esemplare. Ha vinto Chiara Appendino del M5S ed è chiaro come si tratti di un voto non sulla persona, visti i risultati conseguiti in città da Fassino, ma sullo schieramento politico, nonostante lo stesso premier continui a dire che non è così, che il voto delle elezioni non è stato un voto di protesta.

Non può esserci sbaglio più grosso di questa considerazione: sarebbe bene, dunque, che il premier ascolti e prenda atto di quanto emergerà dalla riunione di oggi della minoranza. Anche Roberto Speranza, tra i candidati a nuovo segretario, ha ribadito la necessità di un cambiamento netto all'interno della maggioranza se si vuole arrivare al referendum di ottobre senza scontri interni. Del resto, è una cambiamento richiesto già da settimane dall’ex premier Bersani, particolarmente deluso dai risultati conquistati dal Pd alle ultime comunali di domenica scorsa, e che dovrebbe partire dall’ascoltare, e risolvere, realmente le necessità più urgenti dei cittadini, che rappresentano poi il vero consenso per la politica. E le necessità si concentrano soprattutto su questione pensioni e occupazione. E proprio le novità pensioni saranno nuovamente al centro della riunione di oggi tra governo e sindacati: si parlerà del nuovo sistema di uscita prima basato sulla mini pensione, alla luce degli ultimi dettagli forniti, che hanno scatenato ancor più polemiche su questo meccanismo, con l’attesa che dalle forze sociali arrivino nuove richieste di miglioramenti, a netto favore dei cittadini, visto che come impostato attualmente questo sistema non sembra essere poi così vantaggioso per i lavoratori che decidono di andare in pensione prima.   

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il