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L'affluenza al referendum sulla Brexit sembra alta e in alcuni seggi si registrano già le code degli elettori.




Urne aperte oggi giovedì 23 giugno 2016 in Gran Bretagna per il referendum sulla Brexit ovvero l'uscita del Paese dell'Unione europea. Secondo l'ultimo aggiornamento in tempo reale, l'affluenza è alta e in alcuni seggi si registrano già le code degli elettori nonostante le previsioni meteo non favorevoli e le difficoltà con i mezzi pubblici. Sarà possibile esprimere la preferenza fino alle ore 22 (le 23 in Italia), ma non ci saranno exit poll. I risultati ufficiali saranno disponibili solo domani mattina, ma nella notte sono attese le prime proiezioni. Stando agli ultimi sondaggi sarà un testa a testa, ma il fronte del Remain è in netto recupero su quello del Leave.

Per Yougov lo ha già suprato, 51% contro 49% mentre per Comres lo ha già distanziato, 54% contro 46%. Se vincerà la Brexit non sarà "un evento apocalittico" ma nel breve periodo lo "scossone all'economia non sarebbe indifferente", con ricadute anche in Italia, soprattutto in alcune regioni e settori: vino e turismo sono i punti su cui si potrebbero concentrare le maggiori criticità. L'analisi è di Nomisma, secondo cui se Oltremanica calassero consumi e investimenti, si contrarrebbe inevitabilmente la domanda per beni importati e servizi. Il Regno Unito pesa per l'Italia per il 5,4% dell’export, per lo più nel manifatturiero. Si va dal minimo di 0,2% del tabacco al massimo del 13% delle bevande. Il vino in particolare nel 2015 ha avuto un export per 745 milioni, il 14% del totale italiano. Il mercato britannico è importante anche per il mobile (10%).

Ma si possono ipotizzare quali sarebbero territori più colpiti economicamente in caso di Brexit? Ebbene, secondo Nomisma sarebbe la Basilicata la regione percentualmente più esposta. Va in Gran Bretagna infatti quasi il 15% dell'export lucano: soprattutto auto Fca Made in Melfi. Con un'esposizione in Gran Bretagna superiore al 10% dell'export regionale seguono poi anche il manifatturiero dell'Abruzzo (10,6%, 778 milioni) e agricoltura e pesca campani (12,6%, 55 milioni). Anche se in termini assoluti, e non percentuali, la parte del leone la fanno sempre le regioni del Nord, con Lombardia che esporta Oltremanica per 5,3 miliardi di euro, seguita da Veneto e Emilia Romagna a 3,4 e Piemonte a 2,4.

Nomisma poi si spinge anche a ipotizzare cosa succederebbe se i turisti britannici diventassero domani sera extracomunitari: il loro potere d'acquisto potrebbe soffrirne. E va ricordato che il Regno Unito è il quarto mercato italiano per provenienza, con 3,1 milioni arrivi e 11,9 milioni presenze nel 2014. Sono tanti turisti, e soprattutto sono i più "spendaccioni" tra quelli comunitari, con una spesa giornaliera procapite media di 123 euro.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il