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Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 100, quota 41 resoconto incontro sindacati Governo Renzi,minoranza e Direzione domani

Attesi resoconti di nuovi appuntamenti governo e forze sociali, opposizione interna e Direttorio del Pd in programma domani 24 giugno: cosa aspettarsi per novità pensioni




E’ particolarmente atteso il nuovo incontro di oggi 23 giugno tra sindacati e governo: saranno nuovamente presenti ministro dell’Occupazione Poletti e sottosegretario alla presidenza del Consiglio Nannicini e certamente di tornerà a parlare i novità per le pensioni. . Non dovrebbero essere in discussione, come si diceva giorni fa, novità per le pensioni di quota 100 e novità per le pensioni di quota 41, ma si tornerà a parlare di novità per le pensioni basate sulla mini pensione, con l’attesa che da parte delle forze sociali vengano presentate richieste di miglioramenti e novità per il sistema che l’esecutivo sta portando avanti e che così come modulato sarebbe vantaggioso più per gli istituti di credito che per gli stessi lavoratori che vogliono lasciare in anticipo il lavoro.

Senza considerare una serie di dubbi che restano da sciogliere, dalla platea reale dei beneficiari del sistema, che inizialmente erano tutti i nati tra il 1951 e il 1953 ma che dovrebbe decisamente ridursi per scarsa disponibilità di risorse economiche e che potrebbe coinvolgere in un primo momento i disoccupati di lungo tempo, per poi estendersi ad altri lavoratori, da chi percepisce redditi pensionistici più bassi a chi li percepisce più elevati.

Si attende si resoconto di questa riunione, così come anche di quella della minoranza Pd, in programma sempre per oggi 23 giugno alle 14, e della Direzione del Pd, il cui incontro è stato anticipato da lunedì 27 giugno a domani, venerdì 24. Si tratta di appuntamenti chiaramente decisivi, soprattutto perché l’opposizione interna mira a chiedere al premier anche un anticipo del Congresso del Pd, prospettando l’elezione di un nuovo segretario per il partito perchè, come spiegato da diversi esponenti, il premier non può più mantenere il doppio ruolo di premier e segretario di partito, perché serve una figura che si occupi appositamente della gestione e dell’organizzazione del partito stesso.

E alcuni sono arrivati anche a chiedere le dimissioni del premier da segretario di partito. La necessità di una riorganizzazione è chiara all’indomani dei deludenti risultati delle comunali che sono stati particolarmente significativi, in negativo, per l’esecutivo. E’ volato il M5S nelle preferenze degli italiani, e la stessa strada sta seguendo sulla base delle intenzioni di voto dei cittadini in vista  delle prossime politiche che si terranno tra due anni, e questo balzo rappresenta la richiesta di un cambiamento da parte dei cittadini. E’ necessario, pertanto, che il governo Renzi si metta nelle condizioni di riuscire a garantire ai cittadini tale cambiamento, anche attraverso la soluzione delle tensioni interne allo stesso partito, altrimenti tutto rischia di cadere. Il primo passo concreto di un cambiamento verso gli italiani sarebbe quello di lavorare concretamente su novità per le pensioni.  

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il