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Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 100, quota 41 Governo Renzi incertezza aumenta con no segretari e caos interno

e' ancora forte il caos interno al Pd e diverse le posizioni dei suoi esponenti tra maggioranza e minoranza: questione nuove segretari e necessità novità pensioni e non solo per consensi da cittadini




Continua ad essere forte il caos all’intero del Pd e, alla vigilia della nuova riunione della Direzione del Pd che, come confermano le ultime notizie, è stata anticipata da lunedì 27 giugno a domani, venerdì 24, non sono certo positive le ultimissime notizie. Il premier è convinto che i risultati delle comunali di domenica scorsa non indichino una protesta contro il governo centrale ma la richiesta di un cambiamento che per essere sostenuto, ha detto, il premier deve essere effettuato in base alle necessità dei cittadini stessi, il che significherebbe partire da novità per le pensioni, per poi lavorare su occupazione e imposte, temi che il premier sa essere fondamentali che su cui lavorare in maniera sempre troppo grossolana, come dimostrano le ultimissime notizie sul sistema basato sulla mini pensione che, portato avanti dall’esecutivo, ma per sempre meno persone e sempre meno vantaggioso, dovrebbe essere rivisto.

E dovrebbero essere accolte anche le richieste da parte di coloro che rilanciano su novità per le pensioni di quota 100 e novità per le pensioni di quota 41, senza nascondersi dietro il grande problema della mancanza di risorse economiche perché, se è vero che questa difficoltà sussiste, è anche vero che esattamente come fatto per altri provvedimenti, volendo, i soldi si potrebbero recuperare ed essere sommati ad un po’ di coperture già esistenti. L’ostacolo vero, dunque, è la volontà. Non c’è accordo su come lavorare per la definizione di soluzioni comuni e condivise così come non c’è accordo all’interno del partito su come andare avanti. La minoranza chiede che venga anticipato il Congresso Pd e che Renzi si dimetta dalla carica di segretario del partito con conseguenze elezione di un nuovo segretario che si occupi esclusivamente della gestione del partito stesso.

Ma i grandi nomi che erano stati proposti dicono no: sia il presidente della Regione Toscana e candidato alla segreteria nazionale del Pd Enrico Rossi che il governatore del Lazio Nicola Zingaretti hanno infatti detto no all'ipotesi di diventare nuovi segretari del partito, soprattutto perché hanno deciso di impegnarsi a favore dei territori locali ed essere associati alla maggioranza potrebbe portare a disastri come quello subito da Fassino a Torino. Le priorità, per Rossi, dovrebbero essere quelle di mettere a punto una nuova Manovra con misure a sostegno delle fasce più deboli e nuove opportunità lavorative; e per Zingaretti quello di lavorare sul territorio insieme al nuovo sindaco Virginia Raggi.

Anche il ministro della P.A. Madia, ammettendo che c’è un problema nel Pd che deve essere risolto, è consapevole del fatto che per recuperare consensi occorre innanzitutto ascoltare i bisogni della gente, in maniera concreta. E ciò da cui bisognerebbe partire, come spiegato dall’ex premier Prodi, sono le ingiustizie sociali vissute dagli stessi cittadini e che per essere risolte non possono prescindere dal mettere a punto non solo novità per le pensioni ma anche provvedimenti di sostegno per le fasce più deboli, posizione condivisa nettamente anche dal capogruppo Pd alla Camera Rosato.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il