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Pensioni ultime notizie e prospettive novità attese incontro Governo Renzi-sindacati,minoranza Pd,direzione mini pensioni,quota 41

Non è solo l'opposizione che preme ma è la stessa maggioranza interna a chiedere cambiamenti. Novità per le pensioni in vista?




Sono giorni di lavori straordinari nel Partito democratico con inevitabili riflessi anche sulle novità per le pensioni mentre le forze sociali sono pronte a fare il punto con l'esecutivo sulle mini pensioni con penalizzazione e su altre ipotesi di miglioramento della legge in corso. Si comincia oggi con due riunioni preparatorie: alle 17 l'opposizione interna, bersaniani in testa, si incontrerà. Cercheranno di definire un'azione comune in vista dell'incontro in direzione in cui, a iniziare dal risultato negativo dei ballottaggi, si discuterà dell'attività di Palazzo Chigi, di cosa è stato fatto e non fatto, anche in riferimento alle pensioni, e delle prospettive future. Summit anche per i giovani turchi.

Domani si terrà la direzione del Partito democratico: il segretario ha intenzione di usare il lanciafiamme. Si attende quindi una riunione molto calda con i suoi detrattori interni. Anche in questo caso, l'analisi si concentrerà sul risultato delle elezioni, che ha visto il Pd soccombere in roccaforti storiche, oltre a perdere Roma e Torino. Ma essendo sempre d'attualità la questione delle pensioni e rispetto a cui l'opposizione interna si è sempre dimostrata piuttosto battagliera, è facile immagine come il confronto possa allargarsi su tutti i principali temi d'attualità. Si registra infatti l'affondo del presidente della commissione Lavoro della Camera dei deputati, sempre attivo sulle pensioni: le ultime elezioni rimettono al centro la questione sociale per cui "dobbiamo recuperare un profilo di sinistra".

Ebbene, stando alle ultime notizie, dentro il Partito democratico si allarga il fronte di chi pensa che i modi dell'attuale gestione non siano adeguati e i risultati insufficienti. Non è solo l'opposizione che preme ma la stessa maggioranza interna, quella che fa capo al segretario, ha qualcosa da ridire dopo la sconfitta elettorale. Il problema è proprio queste: le richieste di cambiamento salgono anche dai suoi. Richetti è andato addirittura in televisione invocando modifiche vere.

Ma il premier segretario del Partito democratico risponde no a chi gli chiede di mollare la poltrona alla guida del Pd. Al massimo, si racconta, se dovesse perdesse la sfida referendaria mette in conto la formazione di un governo tecnico per portare a casa la manovra, le cui prospettive sulle novità per le pensioni verrebbero inevitabilmente ridotte, ma non pensa proprio di dimettersi dal vertice del partito. Resterà segretario in modo da ripresentarsi poi alle assise che si terranno il prossimo anno.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il