Iran e Francia: sempre più forte lo scontro sul nucleare con addirittura minaccia di una guerra

Alle parole del ministro degli Esteri francese che prospettava una possibile guerra contro l'Iran, risponde criticamente la diplomazia europea. Mentre il direttore dell'Aiea rilancia la strada del negoziato



«Bisogna prepararsi al peggio e il peggio è la guerra» perché «un Iran con l'atomica sarebbe un vero pericolo per il mondo intero». Dichiarazioni di fuoco che al contrario di quanto ci si potesse aspettare non sono state pronunciate da G.W.Bush, da sempre fautore della politica del pugno di ferro verso la corsa atomica di Teheran, bensì dal ministro degli Esteri francese Bernard Kouchner. Il capo della diplomazia di Parigi, che pure vanta un passato da militante socialista, domenica durante un'intervista rilasciata a Le Figaro, si è detto convinto che verso le aspirazioni nucleari del regime di Ahmadinejad non bisogna esitare, arrivando a prospettare, oltre alle scenario di un impegno militare, anche il boicottaggio delle imprese francesi verso le commesse iraniane. Un suggerimento che ha destato la risposta amareggiata dell'agenzia di stampa iraniana Irna, la quale non ha perso tempo ad indicare nella Francia sarkozista la nuova ancella degli interessi americani in Oriente, ma che ha anche fatto vacillare la tradizionale immagine che Parigi si è costruita proprio nell'Est del mondo, soprattutto in seguito alla sua strenua opposizione all'interveno americano in Iraq. Lo stesso capo dell'agenzia atomica iraniana, Reza Aghazadeh, ha lamentato il cambio di rotta parigino, polemizzando sul fatto che i Paesi occidentali «hanno sempre scelto la via del confronto invece di quella della comprensione e dei rapporti cordiali con la grande nazione iraniana».

E se le parole di Kouchner non sono piaciute a Teheran, altrettanto critica è stata la risposta della diplomazia europea, con il ministro degli Esteri Massimo D'Alema che ha espresso la sua opposizione ad ogni soluzione militare, e con l'austriaca Ursula Plassnik e il portavoce del governo tedesco Ulrich Wilhelm che hanno contesto apertamente il diplomatico francese. Facendo gli onori di casa durante la riunione dell'Aiea convocata a Vienna, lunedì, per discutere proprio del problema di quale strada percorrere per contenere l'espansione nucleare iraniana, la Plassnik si è dimostrata aspramente critica verso il collega francese: «non capisco perché abbia sentito il bisogno di ricorrere a una retorica marziale in questa fase», ha dichiarato, aggiungendo come al contrario ora appare indispensabile «portare avanti gli sforzi per una soluzione negoziale», che le sembra ancora praticabile. «La comunità internazionale deve seguire questa strada con persistenza e pazienza», ha concluso. Anche la Germania ha ribadito che, come membro del Consiglio Onu con diritto di veto, non prenderà in considerazione nessuna opzione diversa da quella diplomatica per la crisi del nucleare iraniano. «Una soluzione diversa - ha detto il rappresentante tedesco- è fuori discussione». Dal canto suo, comunque, la cancelliera tedesca ha tentato di stemperare la polemica per bocca della sua portavoce Martin Jaeger, insistendo sul fatto che le parole del ministro francese vanno lette come la volontà di segnalare la serietà del comportamento iraniano affinchè non sia sottovalutato. Una strada tentata dallo stesso premier François Fillon, il quale ha voluto rassicurare sulla volontà diplomatica di Parigi, rimarcando solo come la tensione con l'Iran «sta toccando il suo punto estremo». Su un possibile embargo economico, il capo di governo si è detto favorevole, chiedendo in questo senso un maggiore impegno dell'intera Europa. Non caso, e proprio per tentare la via della chiusura economica verso l'Iran, lo stesso ministro francese al centro della polemica è volato a Mosca per incontrare il suo omologo russo Sergei Lavrov. Una iniziativa salutata per ora favorevolmente dagli stessi Usa, visto che il Segretario alla Difesa dell'amministrazione Bush, Robert Gates, domenica ha assicurato che «per il momento» l'America è disponibile a spingere «sulla diplomazia», ma anche affermato che «tutte le opzioni restano sul tavolo».

Al vertice dei mediatori dell'Aiea comunque le parole di Kouchner non hanno avuto alcuna eco positiva, tanto che il direttore dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica, Mohamed El Baradei ha definito le parole del ministro francese «propaganda che ricorda la vigilia dell'attacco contro l'Iraq». «Non parlerei dell'uso della forza» ha precisato El Baradei spiegando che tale opzione sarebbe presa in considerazione solo come ultima possibilità e comunque non senza l'autorizzazione del Consiglio di sicurezza dell'Onu.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il