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Un primo sondaggio che dava i favorevoli alla permanenza del Regno Unito nell'Unione europea è stato poi sconfessato dagli autori.




Ultime ore per il referendum sulla Brexit. I cittadini del Regno Unito hanno tempo fino alle 22 (ora locale) per decidere se rimanere o uscire dall'Unione europea. La situazione è piuttosto incerta e, almeno per ora, non sembra essersi profilata una vera maggioranza. In assenza di rilevazioni ufficiali, gli orientamenti degli elettori variano molto. Un primo sondaggio che dava i favorevoli alla permanenza nell'Unione europea con un 47% contro il 43% è stato poi sconfessato dagli autori. I risultati ufficiali saranno noti solo alle prime luce di domani, ma noi di businessonline.it forniremo aggiornamenti in tempo reale su quanto accade ovvero previsioni e orientamenti.

Si ricorda che ammonta al 67% la quota degli elettori britannici che al referendum del 1975 dissero sì al mercato comune mentre ammonterebbe a 30 miliardi di eruo la manovra extra in caso di Brexit secondo il cancelliere dello scacchiere. Nel caso in cui dovesse prevalere il Leave si prospetta il cosiddetto venerdì nero in Borsa: la sterlina rischia il crollo. Il rischio nel medio periodo è una svalutazione fino al 20% in 10 anni. All'inizio c'è incertezza e l'incertezza non piace ai mercati.

Cominciano le pressioni politiche sul premier David Cameron perché si dimetta. Martedì si tiene il Consiglio europeo: è questa la prima occasione utile per Londra per appellarsi all'articolo 50 (la clausola di recesso dall'Unione europea). Scatta il biennio di negoziati sulle condizioni di uscita dall'Unione europea. Nel 2017 si vota in Francia e Germania: l'Europa rischia l'effetto domino exit. Se entro i 2 anni si è giunti a un accordo, non appena entra in vigore, il recesso diventa effettivo. L'accordo finale deve essere approvato dal parlamento britannico, da Strasburgo e dal Consiglio europeo a maggioranza qualificata. Se non si è giunti a un accordo, il recesso entra comunque in vigore dopo due anni. Oppure se c'è il consenso sia di Londra che del Consiglio europeo, il termine può essere prorogato.

E da Bruxelles il presidente della Commissione europea mette in guardia: "Chi è fuori, è fuori, nessun altro compromesso è possibile". E se la Gran Bretagna rimane nell'Unione europea? In estate Bruxelles propone le riforme per il freno di emergenza, la sospensione dei benefici del welfare britannico per i cittadini provenienti dal resto dell'Unione europea. Dall'autunno Strasburgo e gli Stati membri esaminano e adottano le riforme. Tra un anno la Gran Bretagna assume la presidenza del Consiglio europeo. Nel 2018 viene ridiscussa la Europa a due velocità chiesta da Londra.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il