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Brexit aggiornamento tempo reale gli impatti su Italia, Europa e mondo referendum Gran Bretagna. Dove seguire diretta siti web

Il premier britannico David Cameron si è dimesso, ma non subito per non creare ulteriore confusione e maggiore incertezza.




Tutta Italia sta seguendo con attenzione le prime ore della Brexit. Nelle prime ore di oggi sono stati resi noti i risultati ufficiali del referendum che hanno certificato la volontà dei cittadini della Gran Bretagna di uscire dall'Unione europea. La decisione ha gettato nel panico le borse e le cancellerie europee. Il Parlamento europeo ha riunito la Conferenza dei presidenti, l'equivalente della capigruppo del parlamento italiano. Il presidente Martin Schulz ha esposto la posizione dell'unica istituzione elettiva della costruzione europea, sottolineando come da una prima analisi del voto, la maggioranza dei giovani si è invece espressa per rimanere.

A breve parteciperà, con il presidente del Consiglio Donald Tusk e il premier olandese Mark Rutte detentore della presidenza dell'Unione europea di turno, alla riunione nell'ufficio di Juncker per la prima risposta istituzionale. Ma è per lunedì che è convocata la riunione straordinaria del Collegio dei commissari che metterà a punto la posizione alla vigilia del vertice di martedì e mercoledì. Il premier David Cameron si è dimesso, ma non subito per non creare ulteriore confusione e maggiore incertezza, ma solo in autunno. Per aggiornamenti in tempo reale, invitiamo a seguire questa pagina, in cui pubblichiamo update tempestivi su quanto sta accadendo, ma anche i principali siti di informazione generalista.

Dopo il referendum sulla Brexit, il primo problema è quello di gestire i mercati. Secondo il Wall Street Journal le banche centrali sono pronte a dispiegare liquidità per far fronte alle inevitabili carenze dopo che nelle ultime tre settimane è calata di un terzo nei bond sovrani europei. Molte conseguenze dal sì alla Brexit, anche in Italia, dipenderanno dalle banche centrali. Uno scenario possibile vede il rialzo a catena dei tassi. Il crollo della sterlina non può che fare schizzare l'inflazione. Bank of England potrebbe alzare i tassi, invertendo la rotta rispetto al quantitative easing portato avanti dal 2008. Il rialzo potrebbe influenzare la Federal Reserve, che potrebbe aumentare i tassi anche negli Stati Uniti.

L'Europa assisterebbe a una fuga di capitali verso Stati Uniti e Regno Unito e la Banca centrale europea potrebbe ripensare la strategia di tassi zero. Il differenziale con i Bund tedeschi ovvero lo spread è già in salita, ma la corsa ai titoli di Stato tedeschi, considerati bene rifugio nonostante rendimenti prossimi a zero, potrebbe farlo ulteriormente crescere. Secondo uno studio del Global Counsel Ue, risentirebbero più della Brexit i Paesi con sistema bancario più legato a quello britannico: Olanda, Irlanda e Cipro e, a seguire, Portogallo e Grecia. L'Italia sarebbe fra i meno colpiti.

Londra potrebbe adottare una tattica diversa, non notificando ufficialmente ai partner dell'Unione europea l'intenzione del governo britannico di recedere dall'Unione, ma comunicando solo il risultato del referendum. In questo modo manterrebbe un maggiore potere negoziale, non sarebbe sottoposta al termine di due anni e potrebbe continuare le trattative a oltranza, mantenendo i diritti di uno stato membro.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il