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Brexit aggiornamento in tempo reale a livello mondiale tra Borse, reazioni, economia, politica dopo referendum Inghilterra uscita

Il futuro dell'Unione europea passa dunque dal vertice del 28 e del 29 giugno per rispondere alla sfida della Brexit.




Bruxelles e l'Italia sono alle prese con il risultato del referendum sulla Brexit che ha sancito l'uscita del Regno Unito dall'Unione europea. Il punto di partenza è che la storia dell'Europa è cambiata. Il primo problema è quello di gestire i mercati, e le banche centrali sono pronte a dispiegare liquidità. La capitale dell'Unione europea cerca di mantenere il suo aplomb e sta continuando a lavorare, ma niente è come prima. Il presidente della Commissione, Jean Claude Juncker, ha mantenuto in agenda i suoi appuntamenti intervallati da continui contatti telefonici con Matteo Renzi, Angela Merkel e gli altri leader europei.

Il futuro dell'Unione europea passa dunque dal vertice del 28 e del 29 giugno, quando i leader discuteranno di migration compact e della nuova strategia globale della politica estera: rafforzamento della sicurezza interna e esterna sono tra le priorità indicate da Parigi e Berlino per rispondere alla sfida della Brexit. Quello che è andato in scena è stato un conflitto di visioni nutrito d'interessi, di colpi bassi e di argomenti di pancia, specie sul dossier dell'immigrazione, in una campagna referendaria che ha spaccato il Paese, ha diviso i 46,5 milioni di aventi diritto al voto e scatenato nel Partito conservatore del premier e nel governo una "guerra civile" intestina a cui forse neppure la sentenza referendaria metterà la parola fine.

Ma è stato anche uno scontro d'ideali e di scommesse politiche, al di là degli aspetti più velenosi di una stagione segnata negli ultimi giorni persino da un omicidio politico, il primo di un deputato britannico dai tempi dell'Ira, nel 1990: quello della parlamentare laburista Jo Cox, paladina dei migranti e dell'integrazione europea, uccisa da un estremista di destra esattamente a una settimana dal voto. Le conseguenze sono già alle viste. Metà dei fondi pensione europei subirebbero conseguenze negative per via della Brexit.

Lo rivela uno studio della società di ricerca economico-finanziaria Pure Group, secondo il quale il 46% dei principali fondi europei accuserebbero il colpo dell'uscita del Regno Unito dall'Unione europea mentre circa il 36% resterebbe più o meno indifferente. La ricerca molto approfondita e documentata prevede un aumento della volatilità dei principali strumenti finanziari europei e il rischio di un aumento dei tassi d'interesse che peserebbe soprattutto sui mercati finanziari emergenti nei prossimi mesi. In generale, secondo gli esperti Pure Group, la maggior parte degli investitori resta incerta sugli effetti della Brexit vista la varietà degli fondi di investimenti in loro possesso.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il