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Brexit aggiornamento in tempo reale le decisioni e gli annunci dopo referendum Inghilterra fuori. Le previsioni per i prossimi gio

Gli osservatori sono scettici sulla possibilità di compiere progressi sostanziali nell'Unione euoropea dopo la Brexit.




Gli aggiornamenti in tempo reale sulla Brexit sono continui. L'annuncio del risultato ufficiale del referendum del Regno Unito sulla permanenza nell'Unione europea è arrivato attorno alle 8 di stamane. Alla stessa ora nel Parlamento europeo si è riunita la Conferenza dei presidenti. Attorno alle 9.30 il presidente Martin Schulz ha esposto la posizione dell'unica istituzione elettiva della costruzione europea. E alle 10.30 ha partecipato, con il presidente del Consiglio Donald Tusk e il premier olandese Mark Rutte detentore della presidenza europea di turno, alla riunione nell'ufficio di Juncker per la prima risposta istituzionale.

Ma è per lunedì che è convocata la riunione straordinaria che metterà a punto la posizione alla vigilia del vertice di martedì e mercoledì. Nelle prossime settimane, inoltre, i leader dovrebbero tornare a dibattere del rapporto dei cinque presidenti, che delinea le prossime tappe per una maggiore integrazione della zona euro. Nella coalizione europeista che al Parlamento europeo sostiene l'esecutivo Juncker, i liberali sono i più determinati a chiedere una riforma dell'Unione europea. Ma il Ppe frena. La priorità alla luce della Brexit è quella di frenare l'effetto domino, che può scattare a partire da Olanda, Francia e Finlandia. Ma con la Spagna senza governo, con l'Italia alle prese con un referendum costituzionale e con le elezioni in Germania e Francia nel 2017 un vero processo di riforma non potrà essere avviato prima di un anno.

Il problema adesso è che non c'è solo la dissoluzione dell'Europa, ma anche quella del Regno Unito dietro gli scenari del referendum sulla Brexit. A mordere il freno è soprattutto la Scozia, dove le pulsioni indipendentiste continuano a covare sotto la cenere. Ma anche l'Irlanda del Nord. Due territori di confine, entrambi caratterizzati da popolazioni favorevoli in netta prevalenza al legame con l'Unione europea: visto tanto come garanzia economica, quanto come contrappeso al secolare potere di Londra e al malsopportato dominio demografico degli inglesi nel regno. A partire da Edimburgo, che dopo aver tentato due anni fa senza successo di "liberarsi del giogo" della Union Jacknon esclude affatto di riprovarci.

Il governo locale, guidato dagli indipendentisti dell'Snp della first minister Nicola Sturgeon, ha fatto sapere chiaro e tondo che l'ipotesi è sul tavolo, laddove mai la maggioranza inglese imponesse l'addio all'Unione europea contro la volontà degli scozzesi. L'impressione è che siamo solo alle battute iniziali.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il