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Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 41, quota 100 Coletta, Toscano, Nosenzo, Renzi, Pinotti, Titti di Salvo

Le ultime posizioni e affermazioni di Coletta, Nosenzo, Andrea il Toscano, ministro Pinotti e Titti Di Salvo su novità pensioni e priorità per i cittadini




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 11:32):  Sotto dopo la lettera di Andrea abbiamo visto anche le affermazioni durante le interviste sulle novità per le pensioni di altri appartenenti ai Gruppi Facebook come Coletta e Nosenzo, ma vi sono state nelle ultime notizie e ultimissime anche novità per le pensioni riguardanti le forze della maggioranze. Come quella della Pinotti, che parla con una certa sicurezza dell'aumento delle pensionji più basse, dato che, però, sembra in contrasto con le ultime evoluzioni anche nelle trattative con le forze sociali. Certo, però, fino a 10 giorni fa sembrava il più realizzabile.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 17:45): Vedremo man mano tutti i dettagli delle novità per le pensioni spiegate dai singoli esponenti sia dei Gruppi Facebook per le novità sulle pensioni da Pinotti e Titti di Salvo approfondendo le ultime notizie e ultimissime illustrate. Iniziamo con la lettera di Andrea detto il Toscano che ha ricevuto la risposta del consigliere del Premier.

Adesso mi riferisco a Lei, Prof. Nannicini, e prendo atto che, a differenza del suo amico Renzi, si è preso la briga e l’onere di rispondere ad una mia lettera, e di questo la ringrazio.
Dovrà scusare il mio lessico, ma come già le ho scritto, ho iniziato a lavorare a 15 anni per cui ho solo la terza media ed è la ragione per cui, talvolta, rischio di essere logorroico e non ho la capacità di sintesi come invece hanno i politici, che con tre righe esprimono il loro concetto. 
Quello che non mi sono mai spiegato da 25 anni a questa parte è che se qualcuno dice delle verità, anche scomode, viene tacciato di populista e magari anche di demagogo. Ma cosa c’è di meglio che la verità?
Per cui, secondo me quelle affermazioni sono figlie solo della paura di parlarne a cuore aperto. A fare il punto vero sulla situazione, entrando nel merito, saltando a piè pari la teoria generale. L’ho chiamata teoria perché, nel nostro caso, quello dei lavoratori precoci, se ne parliamo in senso generale, non entrando nella specificità delle situazioni, si rischia di rimanere nella pura e semplice teoria evitando, artatamente di fornire soluzioni assennate.
Lei ci consiglia di non considerare quello che i giornali scrivono perché non vicino alle ipotesi a cui state lavorando. Ma è proprio questo che ci fa paura. Ogni qualvolta ci siamo affidati a quanto la politica stava facendo per noi, i risultati non sono stati a noi favorevoli. Lo sono stati solo per lo Stato e per il mantenimento dello status quo, a meno che fossero rivolti, me lo faccia dire, alla Casta.
Per questo noi vigileremo, saremo oltremodo ossessivi su quanto state facendo e su quanto i giornali scriveranno, chiedendovi conto di qualsiasi ipotesi, anche della più remota e, magari anche della più sconsiderata come l’APE. Inoltre lei ci informa che “le risorse dello Stato sono scarse e dobbiamo investire sul futuro della nostra economia. può non condividere le priorità del governo, ma le assicuro che sono prese dopo attenta riflessione e con senso di responsabilità”. Allora io le chiedo, con grande senso di responsabilità: è giusto in questo momento pensare all’abolizione del bollo auto, che da solo vale 6/7 miliardi? E’ giusto pensare ad un contributo di solidarietà che abbia i canoni della Costituzionalità e che sia magari anche transitoria, ma che serva allo scopo? 
Quando penso allo Stato, io lo vedo come il buon padre di famiglia. E cosa fa il buon padre di famiglia quando ai propri figli mancano le scarpe? Non gli dice, come è stato fatto finora: siete troppi, quindi i soldi per le scarpe ci sono solo per me, voi dovete farne a meno. Ma gli dice invece: io faccio a meno delle scarpe, ma i miei figli debbono averle, costi quel che costi. Questo dice il buon padre di famiglia.
Per cui Sig. Presidente, e ora mi rivolgo a Lei, prenda spunto da questo ben misero esempio, perché è quello giusto, è quello che un figlio si aspetta dal padre.
Altrimenti, come ha potuto toccare con mano nelle elezioni amministrative, i figli le girano le spalle, non le riconoscono questo titolo, e non glielo riconosceranno in futuro. 
Non dovete fare lo sbaglio di pensare che quello che chiediamo (in pensione con 41 anni di contributi senza penalizzazioni) sia frutto di mancanza di voglia di lavorare o di aspirazione a non fare più niente nella vita. E’ frutto solo dalla naturale antropologia delle persone. Il nostro fisico, dopo 41 anni e più di lavoro è naturalmente usurato ed ha la necessità di riposarsi, altrimenti, come ogni motore, rischia di rompersi in maniera più importante, con la conseguenza che, per ripararlo, occorrano più soldi che per una normale manutenzione.
Proprio perché teniamo al nostro motore, le comunico che controlleremo tutto quello che proporrete come soluzione, avvertendovi che i 41 anni non sono negoziabili perché nascono da una giustizia sociale che fino ad oggi è stata calpestata nel nome degli altrui benefici, concessi a piene mani. Come ho già detto, noi non venderemo nessuno per comprarci quel futuro che ci spetta di diritto! Vorrei dirvi ancora : STATE SERENI, ma questo lo scoprirete vivendo !!
Andrea Detto il Toscano

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 20:31): Numerose e interessanti sono le affermazioni che abbiamo come sempre raccolta tra le ultime dette, ma nello stesso spesso poco conosciute e che vogliamo mettere in risalto. Questo volta, ancora una volta, vogliamo far conoscere il pensiero di alcuni esponenti dei gruppi Facebook e territoriali che si impegnano per le novità per le pensioni accanto alle ultime notizie e ultimissime sempre per le novità per le novità di pensioni di esponenti differenti

In questi giorni, più che mai, il dibattito sulle novità per le pensioni è particolarmente acceso e tra nuove richieste da parte del comitato ristretto e il nulla di fatto nell’ultima riunione con le forze sociali, si inseriscono nuovi protagonisti pronti a chiedere all’esecutivo cambiamenti reali per le pensioni. Le ultime notizie si concentrano particolarmente sulle condizioni in cui sono costretti a vivere sia coloro che sono entrati sin da giovanissimi nel mondo del lavoro, e stiamo parlando di chi ha iniziato a lavorare a 14, 15 anni e che per effetto dell’allungamento dell’età pensionabile per tutti, pur avendo maturato 40 anni di contributi, è comunque costretto a rimanere a lavoro, e coloro che svolgono occupazioni faticose, e per cui risulta impossibile proprio da un punto di vista fisico continuare a fare lo stesso lavoro fino all’età oggi richiesta.

E’ proprio per questi diritti di uscita che continuano a farsi sentire gli esponenti dei gruppi sui facebook (sotto vi sono i link dei GRUPPI che vi invitiamo a visistare e conoscre) di quota 100 e quota 41, a partire da Maria Coletta che, durante il presidio svoltosi lo scorso 14 giugno a Bari dal comitato 41 di Bari, è tornata a rilanciare con forza la necessità di approvazione di novità pensioni di quota 41 anni sia per garantire il diritto alla pensione agli interessati sia per aprire nuove porte del mondo lavorativo, oggi decisamente in stallo, ai più giovani. Ad affiancare Maria Coletta, Mauro Attilio Nosenzo, anche lui esponente dei quota 41, che ha chiesto ancora una volta all’esecutivo finalmente di andare in pensione ma non aspettando il raggiungimento dell'attuale pensione di anzianità che lo costringerebbe a restare a lavoro ancora fino al 2023 quando avrebbe 67 anni, e oltre, pur avendo già maturato i 40 anni di contributi, ma con quota 41, ponendosi decisamente contro quel sistema di uscita prima basato sulla mini pensione che invece l’esecutivo sta portando avanti.

E questa posizione da parte di diverse persone, non solo rientranti dei gruppi online ma anche di altre forze politiche, sta diventando sempre più forte alla luce delle ultime notizie negative sull’andamento della politica dell’esecutivo. E anche i sindacati, dopo il recente silenzio in merito, probabilmente sono pronti a rilanciare su questo meccanismo. Fa parte del gruppo Facebook online dei quota 41 anche Andrea Detto il Toscano che, sull'esempio di quanto fatto da altri esponenti dei gruppi online di quota 100 e quota 41, ha inviato una lettera al premier Renzi e al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Nannicini, da cui ha anche ricevuto diretta risposta, sottolineando come la gravosa questione di tutti i lavoratori che sono entrati nel mondo occupazionale giovanissimi, cioè a 14, 15 anni, sia, dopo ben due anni di discussioni in cui emergono sempre più forti le urgenze di fare qualcosa di concreto, ancora una questione torica per cui sta risultando più che difficile mettere a punto una soluzione definitiva.

Di fronte al problema della mancanza di risorse economico, considera 'sconsiderato' il sistema basato sulla mini pensione, e quindi anche gli investimenti sprecati in esso, e ritiene che volendo, e come abbiamo più volte detto anche noi, i soldi si potrebbero ricavare da altri provvedimenti, come l'applicazione di un contributo di solidarietà sulle pensioni più elevate, ma il cui ricavato sia poi effettivamente impiegato per provvedimenti di equità sociale. Ed è proprio per perseguire questa equità sociale, che Andrea ha fatto sapere a premier e a sottosegretario che i quota 41 continueranno a rilanciare su questa soluzione fino a quando non otterranno risposte positive dall’esecutivo.

Tutte queste affermazioni e idee sulle novità per le pensioni le abbiamo raccolte dai seguenti gruppi:

Diritti Negati Lavoratori Precoci Esodati
Giovani, Lavoro, Pensioni
Lavoratori precoci, lavoratori Giovani

Protagonista del dibattito previdenziale di questi ultimissimi giorni anche il ministro della Difesa Pinotti che ha fatto particolare riferimento a novità per le pensioni più basse da aumentare con la prossima Manovra. Il ministro avrebbe, infatti, confermato che nella nuova Manovra arriveranno incentivi fiscali per far crescere gli importi delle pensioni più basse, una certezza che, però, non sembra essersi affermata poi come tale in queste ultime settimane, quando sembra che sul tavolo dell’esecutivo, in riferimento a novità per le pensioni, ci sia solo l’uscita prima con mini pensione. Proprio in riferimento a quest’ultimo sistema, l’onorevole Di Salvo, che fa parte del Comitato ristretto per le pensioni a Montecitorio, ha spiegato che nelle intenzioni dell’esecutivo ci sarebbe effettivamente la volontà di modificare l’attuale legge pensioni e risolvere ingiustizie e distorsioni venutesi a creare, da una parte, ma dall’altra si sta rivelando un percorso piuttosto complicato e per la mini pensione ciò che servirà sarà un reale confronto con le forze sociali, in modo da gestire al meglio le risorse economiche disponibili, tra differenziazioni delle uscite in base alla tipologia di occupazione svolta, implicando dunque i quota 100 e i quota 41, e necessari aumenti delle pensioni più basse.

 

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il