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Pensioni ultime notizie quota 100, mini pensioni, quota 41 non si dimette Governo Renzi se perde referendum costituzionale

Cosa succederà in caso di sconfitta del premier al prossimo referendum costituzionale, caos dimissioni e conseguenze per novità pensioni




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:30): Potrebbe esserci un passo indietro e la permanenza del Governo Renzi nonostante una eventuale sconfitta sul refrendum costituzionale come riportano le ultime notizie e ultimissime. Non nc'è nulla di ufficiale, è bene  precisarlo, e il condizionale è d'obbligo. E' chiaro che ci sarebbero ripercussioni anche sulle novità per le pensioni come vedremo

Indetto il referendum costituzionale per il prossimo mese di ottobre, il premier Renzi aveva annunciato che, indipendentemente dagli esiti delle comunali andate decisamente male, in caso di sconfitta in autunno avrebbe lasciato la scena politica, affermazioni che in realtà hanno avuto il loro tempo, considerando che proprio qualche giorno fa lo stesso premier sembra aver fatto dietrofront, dicendo che anche in caso di sconfitta al referendum non si dimetterebbe. E Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera e membro del direttorio del Movimento 5 Stelle, avrebbe anche confermato, come riportano le ultime notizie, che in caso di sconfitta al referendum non sarà certo il M5S a chiedere nemmeno le dimissioni del premier, perchè, secondo Di Maio, diventerà fondamentale il ruolo del presidente della Repubblica Mattarella, in qualità di garante della Costituzione. La decisione di Mattarella sarebbe fondamentale per capire con che sistema si andrà alle prossime elezioni, perchè se il referendum non passasse, non passerebbe nemmeno l'Italicum e si voterebbe con il proporzionale.

Tuttavia, in vista del referendum costituzionale di ottobre  potrebbero aprirsi diversi scenari: il primo, in caso di sconfitta al prossimo referendum d’autunno, potrebbe prevedere l’ipotesi, che sembrerebbe nelle intenzioni innanzitutto del leader di Ala Verdini, di chiedere all’attuale presidente del Senato Pietro Grasso di diventare premier di un governo istituzionale fino alle prossime elezioni. Ma si tratta di una ipotesi solo accennata considerando che lo stesso Verdini ha ribadito che continuerà ad appoggiare l’esecutivo e il voto del sì al referendum stesso. Anche se il risultato del referendum dovesse essere una vittoria, si potrebbe pensare comunque a Grasso a capo di un governo istituzionale che potrebbe permettere un’alleanza Pd-moderati verdiniani-alfaniani, che avrebbe anche un deciso impatto su novità per le pensioni.

Per Grasso, infatti, la questione pensionistica è primaria, così come è primaria la revisione dell’attuale legge da adeguare alla situazione lavorativa attuale, che certo non è rosea per i giovani di oggi, è pesante per i lavoratori già impiegati costretti a lavorare sempre più a lungo, e in riferimento a sostegni sociali che le fasce più deboli della popolazione, il che chiaramente rimanda alla necessità di introduzione di misure come l’assegno universale per tutti. Altra novità pensioni che sarebbe sostenuta da Grasso è la revisione delle elevate pensioni agli altri esponenti istituzionali, misura che ha più volte ribadito come importante per ristabilire equità sociale.

Passando al secondo possibile scenario, Renzi non si dimette a sarebbe a capo di un governo di transizione fino alle prossime elezioni politiche del 2018 quando saranno i cittadini a scegliere i propri capi e probabilmente fino ad allora, proprio per riconquistare voti ed elettori, potrebbe puntare su questioni importanti come taglio delle tasse annunciato e novità per le pensioni reali che non prevedano però l’uscita con quella mini pensione che non convince affatto, ma anche novità pensioni di quota 100 e novità pensioni di quota 41, e assegno universale, provvedimenti che realmente farebbero capire ai cittadini come si lavori esclusivamente per il loro bene.

Ma si tratta anche di provvedimenti che, nel caso in cui si prospettasse il terzo scenario ipotizzato (anche se piuttosto difficile) e vale a dire con la nomina a premier  del ministro dell'Economia Padoan al posto di Renzi, sarebbero decisamente bloccati e per le novità per le pensioni non ci sarebbe alcun futuro, considerando che proprio il ministro dell’Economia è sempre stato contrario a tutte le novità per le pensioni e lo ha anche ribadito recentemente, continuando a sostenere che l’attuale legge pensioni debba rimanere così com’è ancora per un po’, garantendo sostenibilità finanziaria e tenuta dei conti pubblici, pur consapevole delle rigidità e dei problemi che causa. Al momento, però, è necessario che si continui ancora per un po’ così.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il