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Pensioni ultime notizie peggiori novità nel DEF Governo Renzi con Brexit per novità mini pensioni, quota 41, quota 100

L'aspetto negativo sulle novità per le pensioni sono le ripercussioni della Brexit anche sulla crescita del Pil italiano.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 19:07): La brexit può dare vita anche ad oppurtunità con una minore austerity per le novità per le pensioni e diversi argomenti, ma ora come hanno affermato anche esponenti del Tesoro occorre da subito vedere gli impatti che avrà sul Pil e sullo spread e quindi il costo del debito pubblico come riferiscono le ultime notizie e ultimissime che spiegano come si attenderanno alcuni movimento a livello europeo per inserire alcuni dati nel DEF che sappiamo già che in generale parte male e che per le novità per le pensioni malissimo. Anche se è probabile che c'è un dato verrà subito messo in negativo, o per meglio dire rivisto, ovvero il Pil nell'area esportazioni soprattutto.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 23:02): I conti del bilancio del Def con la nuova riscrittura potrebbero essere peggiori del previsto per la Brexit che, seppur non certi, condizionerà eventuali impatti su Pil e altri dati economici che vengono presi in considerazione nella stesura  del Def. E se i dati, numeri scritti nero su bianco, sono già negativi per le novità per le pensioni non potrebbero che peggiorare facendo riiferimento alle ultime notizie e ultimissime

Non c'è dubbio che l'uscita dalla Gran Bretagna dall'Unione europea avrà ripercussioni sull'economia in Italia e sulle prospettive per le pensioni. Di che tipo è difficile da delineare con precisione poiché quello della Brexit non ha precedenti. Nell'immediato, però, qualcosa cambierà subito. Nello scenario programmatico del Documento di economia e finanza 2016, i tassi di interesse a lungo termine dovrebbero aggirarsi attorno a quota 1,67 per poi salire a 1,91 nel 2017. Lo spread è in questo momento al di sotto di quota 200, ma gli analisti di mercato hanno ipotizzato un aumento fino a un massimo di 300 punti base. In caso di aumento dei tassi la spesa per interessi sul debito calerebbe meno del previsto.

L'aspetto negativo sulle novità per le pensioni sono le ripercussioni anche sulla crescita del Pil italiano. L'obiettivo di una aumento del Prodotto interno lordo dell'1,2% in termini reali nel 2016 verrà assai probabilmente corretto al ribasso con la Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza 2016 di fine settembre. Mentre secondo l'Istituto nazionale di statistica l'inflazione dovrebbe rimanere appena negativa o vicino allo zero ancora nei mesi estivi, con un possibile recupero a partire dall'autunno. Il quadro potrebbe peggiorare in caso di forte instabilità finanziaria e rendere più difficile la manovra di fine anno in cui, tra l'altro, Palazzo Chigi medità di introdurre le mini pensioni con penalizzazioni.

Il Ministero dell'Economia ha previsto una perdita fino al 5,5% del Prodotto interno lordo. Si tratta però di uno scanerio che non tiene in considerazione alcuna contromisura da parte del Governo britannico. Una delle poche certezze numeriche di Brexit era la riduzione del bilancio comunitario con una perdita del 10% per i fondi destinati alla coesione. E non proprio un caso che sia saltata la diffusione delle previsioni economiche di Confindustria. Come spiegato dal numero uno degli industriali, i dati vanno riattualizzati e ricontestualizzati. Il punto più critico riguarda il debito pubblico, giunto al 132,7% del Pil nel 2015 e di cui era attesa la discesa già quest'anno.

Il percorso di riduzione del rapporto tra debito e Prodotto interno lordo fissato nel Documento di economia e finanza 2016 di aprile prevede un obiettivo a fine 2019 del 123,8%, di 9 punti percentuali inferiore ai livelli attuali. Con l'uscita dalla Gran Bretagna dall'Unione europea, l'allargamento degli spread potrebbe spingere a rivedere questo scenario. In questo contesto diventano decisivi i modi con cui la Banca centrale europea affronterà i problemi economici. Il quantitative easing, pur trattandosi di una misura di politica monetaria non convenzionale, non è una misura d'emergenza ma un piano d'acquisto sul mercato di titoli di Stato e bond societari non finanziari, lanciato nel marzo del 2015 per far risalire l'inflazione.

Ma sarà importante anche il modo con cui la stessa Unione europea affronterà i problemi. Ma occorre stare attenti a non nascondersi dietro la Brexit per giustificare la mancanza di interventi, novità per le pensioni comprese.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il