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Brexit referendum Inghilterra ed effetti su economia, politica, occupazione in Italia e nel mondo aggiornamenti in tempo reale

Per l'Italia il problema non è legato all'impatto negativo che Brexit può avere sui rapporti economici e commerciali bilaterali con il Regno Unito.




La domanda posta sulla scheda è stata semplice: "Il Regno Unito deve continuare a essere un membro dell'Unione europea o lasciare l'Unione europea?". Gli elettori hanno potuto scegliere tra due risposte: Restare (Remain) membri dell'Unione europea, o lasciarla (Leave). E in maniera altrettanto chiara, la maggioranza degli elettori, seppure con poco scarto, ha scelto per l'abbandono. In questo contesto si segnala il sondaggio realizzato da Ixè per Agorà, prima della Brexit, secondo cui il 68% degli italiani vorrebbe rimanere nell'Unione europea. A ogni modo, per l'Italia il problema non è tanto legato all'impatto negativo che Brexit può avere sui rapporti economici e commerciali bilaterali con la Gran Bretagna.

Nell'Unione europea esistono Paesi molto più esposti in questo senso, come l'Olanda o la stessa Germania. Il nostro Paese, come ha sottolineato il Ceo di Intesa Carlo Messina, potrebbe subire i contraccolpi legati alla percezione, da parte della speculazione, di rinnovata debolezza dell'eurozona, con tutte le implicazione che ciò potrebbe avere sullo spread Btp-Bund. È il rapporto ancora sfavorevole tra debito e Pil a rendere l'Italia potenzialmente vulnerabile in caso di nuovi attacchi. In ogni caso la situazione non sarà mai così drammatica come nel 2011 e l'aumento dello spread potrebbe essere di 50-70 punti base rispetto ai livelli attuali.

Rispetto al passato, poi, c'è eventualmente la possibilità di attivare il piano Omt di acquisto dei titoli di Stato. In caso di Brexit il Tesoro italiano aveva formulato uno scenario avverso con una perdita fino al 5,5% del Prodotto interno lordo. Si tratta però di uno scenario che non prevede alcuna contromisura da parte del Governo britannico. Una delle poche certezze numeriche di Brexit era la riduzione del bilancio comunitario con una perdita del 10% per i fondi destinati alla coesione.

Gli strumenti d'emergenza principali in mano alle banche centrali sono gli swap valutari tra i grandi istituti d'emissione. Sono linee di credito con le quali, ad esempio, la Banca centrale europea fornisce liquidità in euro alla Federal Reserve e viceversa. Lo strumento serve a evitare appunto crisi di liquidità nel sistema finanziario in caso di paralisi del mercato interbancario. In coincidenza con il referendum, nel caso dell'eurozona la Banca centrale europea ha lanciato la prima di una serie di aste di liquidità a lungo termine destinate a finanziare l'economia reale, le cosiddette Tltro2. Questo si aggiunge, sempre per quanto riguarda l'area euro, al programma tuttora in corso di Quantitative easing.

Facendo un passo indietro nel tempo, il Regno Unito, che comprende Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord, ha 64,5 milioni di abitanti. È nato nel 1800 con l'Atto di Unione del Regno di Gran Bretagna e il Regno d'Irlanda. Nel 1922 la gran parte dell'Irlanda si separò costituendo uno Stato autonomo. Al suo modello di democrazia parlamentare moderna si sono ispirate le altre nascenti democrazie dei Paesi europei occidentali. È il quinto Paese al mondo per potenza economica, dopo Stati Uniti, Cina, Giappone e Germania. Dopo il successo delle Olimpiadi Londra è diventata la città più visitata al mondo, superando Parigi e New York (Roma non è nelle prime dieci).

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il