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Brexit aggiornamenti tempo reale referendum Inghilterra e movimenti politici Belgio, Francia, Spagna per referendum fuori Ue

Altri Stati potrebbero chiedere le stesse eccezioni che sono finora rimaste in vigore per la Gran Bretagna. Effetto domino?




La paura è adesso quella di un effetto domino e che la Brexit sia solo il primo passaggio. Cosa succede negli altri Paesi europei? L'Olanda bocciò la Costituzione europea, ora il leader dei populisti Wilders chiede il referendum per la Nexit. La Danimarca ha una forte componente euroscettica e potrebbe essere tentata dal referendum. La Svezia ha un asse commerciale e politico con Londra e potrebbe pensare allo Swexit. La Polonia potrebbe chiedere eccezioni ai Trattati e minaccia un referendum. L'estrema destra austriaca dell'Fpö vuole il referendum sull'exit. In Ungheria, Orbán ha difficili rapporti con l'Unione europea e potrebbe chiedere eccezioni ai trattati. In Francia, se eletta presidente nel 2017, Le Pen ha promesso un referendum sull'Unione europea.

Non solo, ma anche altri Stati, pur rimanendo nell'Unione europea, potrebbero chiedere le stesse eccezioni che sono finora rimaste in vigore per la Gran Bretagna. Quali? No Euro: il Paese non aderisce alla moneta unica europea e non potrà essere obbligato ad adottarla nemmeno in futuro. No Schengen: il Paese rimane fuori dall'area di libera circolazione delle persone. Per entrare in Gran Bretagna bisogna esibire il documento di identità. No alla Carta dei diritti fondamentali: non è stata firmata per evitare che le leggi britanniche potessero essere impugnate davanti alla Corte di Giustizia europea. E ancora: autonomia su giustizia e affari interni. Tutto quello che si decide in sede europea su queste materie non si applica in Gran Bretagna, a meno che il Paese non decida autonomamente di aderire.

In Italia, secondo il sondaggio realizzato da Ixè per Agorà, prima della Brexit, il 68% vorrebbe rimanere nell'Unione europea. Occorre però precisare che questa rilevazione è stata effettuata prima della Brexit che inevitabilmente finirebbe per influenzare le nuove scelte dell'elettorato nazionale.

Il referendum britannico sull'appartenenza all'Unione europea fu deciso nel 2013 dal premier David Cameron: il suo partito conservatore era sotto pressione per la crescente popolarità dello Uk Independence Party, che l'anno successivo vinse le elezioni europee con in agenda la cosiddetta Brexit, l'uscita della Gran Bretagna dalla Ue. Cameron promise il referendum ai sostenitori euroscettici del suo partito: votate per i conservatori alle elezioni politiche del 2015 e nel giro di due anni faremo un referendum sull'in-out, dopo una rinegoziazione della posizione di Londra nell'Unione europea. Cameron vinse le elezioni di maggio 2015.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il