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Brexit aggiornamento tempo reale cosa è successo week-end e attese per oggi lunedì dopo referendum Inghilterra fuori Ue

Tutto quello che è successo nel week-end e che sta avvenendo dopo il referendum dell'Inghilterra e la Brexit fuori dall'Ue




AGGIORNAMENTO: Martedì il Parlamento britannico dovrà dare l'autorizzazione o meno al nuovo referendum che ha superato i 4 milioni di firme, ma come detto si controllla sulla veridicità. Non sarebbe il primo caso di un doppio referendum su affari Ue, ma risuclta comunque complesso da far passare

AGGIORNAMENTO: Confermato trilaterale Italia-Germania-Germania oggi lunedì, prima del vertice europeo di martedì-mercoledì

AGGIORNAMENTO: La Germania con la Merkel dice che non bisogna essere cattivi e di attendere i tempi della Gran Bretagna se saranno ragionevoli.

AGGIORNAMENTO: La Scozia ha ufficializzato attraverso il suo primo ministro di non procedere con l'approvazione del referendum e di bloccarlo a livello di Parlamento scozzese per poi promulgarne se necessario uno proprio per la Scozia. Non si conosce ancora come la prenderà il Parlamento Britannico.

AGGIORNAMENTO: Doveva andare a parlare oggi la Regina nel Parlamento Scozzese non è avvenuto. E al momento la Regina non ha ancora parlato sul referendum

AGGIORNAMENTO: Cameron non richiederà seconda una fonte Ue l'avvio del distacco ufficiale nel Vertice di martedì.

AGGIORNAMENTO: Le firme raccolte del referendum superano i 3 milioni, ma l'ufficio del Parlamento che dovrà esprimersi martedì, sta validando le firme di cui alcune migliaia sono false alcuni provenienti da Stati dove non risiedono quanti cittadini brittanici hanno firmato come nel caso dello Stato del Vaticano.

Saranno giorni importanti quelli delle prossime settimane per capire gli effetti Brexit su Inghilterra e Unione Europea. Si tratta di una decisione storica mai verificatasi prima che chiaramente sconvolgerà gli equilibri, già abbastanza precari ultimamente, dell’Europa, e che in parte lo ha già fatto, provocando una vera e propria tempesta sul mercato e sulle Borse, letteralmente crollate all’indomani dell’esito del referendum che ha sancito la vittoria dei Leave, e un deciso aumento sullo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi. E nei prossimi giorni seguiremo gli aggiornamenti in tempo reale di cosa succederà. Ma cosa cambierà ora per economica, aziende, studi e lavoro per gli italiani, tanto abituati a volare in Inghilterra sia per studiare che per lavorare?

Si parla, al momento, di nuove norme che si preparano ad entrare in vigore ma tanto per gli italiani che studiano e lavorano nel Regno Unito, tanto per gli inglesi che studiano e lavorano in altri Paesi dell’Ue, Italia compresa. Innanzitutto, per gli studenti che erano abituati a decidere in quale città inglese andare a studiare, preparasi e volare nel Regno Unito, ora dovranno prima adempiere a diversi compiti burocratici, procurandosi anche un visto che sarà chiaramente diverso in base alla motivazione per cui viene richiesto. Passando al caso dei lavoratori, per chi lavorerà in Inghilterra per i prossimi due anni non dovrebbe cambiare nulla, considerando che sono i due anni necessari per completare il processo di uscita ufficiale dell’Inghilterra dall’Europa, poi però entreranno in vigore nuove regole specifiche.

Secondo le attuali stime, sono circa mezzo milione gli italiani che risiedono in Inghilterra e con l’uscita dall’Ue del Regno Unito molte cose per loro cambieranno, e anche nel caso dei lavoratori, per restare in Inghilterra potrebbero essere richiesti visti e dei permessi speciali; e chi poi già da cinque anni paga le tasse in Gran Bretagna potrà richiedere un permesso di residenza e la cittadinanza britannica. Diversa invece la situazione per chi deciderà di andare a vivere in quel Regno Unito che, si sa, è sempre stato visto come il sogno europeo da tutti, come il posto delle opportunità, dove la differenza viene vista come risorsa su cui investire, ma che da domani diventerà la discriminazione, proprio in un luogo che di questa diversità ha invece sempre fatto il suo punto di forza.

Chi vorrà, infatti, andare a lavorare in Inghilterra non potrà più, come accadeva fino a ieri, fare i bagagli, trovare una sistemazione e poi trovare ilo lavoro. Sarà, al contrario, il lavoro la condizione per partire, altrimenti meglio non fare questo passo. Regole più stringenti sono attese poi per aziende e liberi professionisti, ancora da capire in maniera specifica, ma dovrebbe verificarsi un netto rialzo delle tassazioni. Si attendono poi, in realtà, primo fattore di rischio, conseguenze economiche in Italia che, da un punto di vista più tangibile, dovrebbero riguardare il turismo, considerando che sono sempre tantissimi i milioni di turisti inglesi che arrivano nel nostro Paese e che sono quelli che spendono di più, portando benefici in termini di guadagni all’Italia, per cui le regole di ingresso cambieranno e diventeranno più rigide.

Per il resto, secondo gli analisti di Standars & Poor's, l'Italia e l'Austria sarebbero i Paesi meno esposti economicamente alle conseguenze della Brexit, sia per quanto riguarda esportazioni ei beni e servizi, per cui però sarà comunque previsto un aumento dei dazi, sia per quanto riguarda il Pil, sia per quanto riguarda gli investimenti in Inghilterra. Eppure ci sarebbe da prevede che qualche effetto negativo ci sarà, per esempio sulle esportazioni, considerando l’aumento di dazi e prezzi, che le renderanno decisamente meno convenienti e secondo Intesa SanPaolo, per esempio, l'effetto Brexit sull'Italia potrebbe farsi sentire con un calo delle esportazioni fino a un valore massimo di circa 3 miliardi, su un totale di 22 miliardi di euro (il 7% dell'export nazionale). E proprio il calo delle esportazioni potrebbe avere conseguenze negative sul Pil.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il