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Brexit aggiornamenti tempo reale i vertici europei e le affermazioni dei leader da Renzi a Merkel referendum Inghilterra fuori Ue

I leader europei continuano a scommettere sull'Unione e a fare del Regno Unito un partner di primo piano. I negoziati sono informalmente aperti.




Dentro o fuori dall'Europa? La Gran Bretagna ha fatto la sua scelta: rimane fuori. È Brexit. Chiuse le urne, dove è stata registrata una affluenza molto alta, l'arrivo del verdetto è arrivato all'alba di venerdì. Eppure i sondaggi nella notte, in assenza degli exit poll, davano in vantaggio il sì all'Europa. Perfino i mercati avevano scommesso sul remain. La realtà è stata ben diversa e il day after Brexit è carico di tensioni e preoccupazioni. In fin dei conti è inevitabile considerando che mai prima d'ora era successo che un Paese decidesse di abbandonare l'Unione europea.

Il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker è rimasto in costante contatto telefonico da Bruxelles con gli altri leader europei, da Matteo Renzi ad Angela Merkel, intenzionata a mantenere i buoni rapporti con il Regno Unito, a François Hollande. Nei palazzi delle istituzioni europee si mette in pratica quanto era stato messo in conto. Il premier italiano scommette su un futuro europeo: "Il 25 marzo 2017 ricorderemo i 60 anni della firma dei primi trattati europei: vogliamo arrivare a questo compleanno coinvolgendo e facendoci coinvolgere da tutte le istituzioni europee e segnando un lavoro comune di condivisione e unità perché noi italiani sappiamo cosa significa avere la responsabilità verso la storia. Essere responsabili verso la storia non significa solo avere responsabilità verso il passato, ma soprattutto verso il futuro".

L'uscita della Gran Bretagna dall'Unione europea avrà comunque ripercussioni sull'economia globale. Il ministro dell'Economia italiano Pier Carlo Padoan lo continua a sottolineare: il tema è stato prioritario nell'agenda dei lavori dell'ultimo G-20. Le preoccupazioni si appuntano sul possibile effetto a catena. L'economia britannica, molto integrata con i flussi commerciali e degli investimenti diretti a livello mondiale, potrebbe subire un contraccolpo e rallentare fino a subire, secondo lo scenario della Bank of England, una recessione tecnica. Ciò non sarebbe privo di conseguenze per l'economia europea, quella dei Ventotto e della Eurozona, la cui ripresa è sempre più debole e molto esposta alle variabili geopolitiche. Brexit è appunto tra queste e tra i cosiddetti rischi al ribasso contemplati dalla Banca centrale europea vi è dell'uscita di Londra dall'Unione europea.

A proposito, la Brexit ha un "precedente" che risale a 500 anni fa, quando Enrico VIII voltò le spalle a Roma e fondò la Chiesa anglicana. Una decisione maturata dopo aver tentato invano di ottenere l'annullamento delle nozze. Oggi ci sono "le suppliche frustrate ai nostri partner Ue per limitare la libertà di movimento del lavoro" scrive Rupert Gavin che sul Financial Times tratteggia analogie e differenze tra le due campagne.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il