Billè (Confcommercio): Pil 2005 -0,2%, recessione è palpabile

Lo stato di recessione dell'economia italiana è palpabile con un Pil che quest'anno registrerà una flessione dello 0,2%, un deficit7Pil sopra il 4%



Lo stato di recessione dell'economia italiana è palpabile con un Pil che quest'anno registrerà una flessione dello 0,2%, un deficit7Pil sopra il 4%, un saldo della bilancia commerciale ai minimi dal 1991 e consumi delle famiglie praticamente fermi.

E' questo il quadro della congiuntura economica italiana tracciato dal presidente della Confcommercio Sergio Billè nella sua relazione annuale nella quale si sollecitano un Dpef e una legge Finanziaria di cambiamento.

"Primo, il Pil quest'anno anziché crescere diminuirà dello 0,2%, rendendo così palpabile lo stato di recessione. Secondo, gli investimenti pubblici e privati, rispetto al 2004, diminuiranno dell'1,4% mentre l'export calerà del 2,3%. Si delinea un saldo della bilancia commerciale che rischia di essere il peggiore dal 1991. Terzo, i consumi delle famiglie aumenteranno solo dello 0,1%, cioè quasi nulla. E, siccome in questa situazione il rapporto defict/Pil finirà con l'attestarsi sopra la soglia del 4%, si prospettano giorni duri, anzi durissimi, per tutti", si legge nella relazione letta alla presenza, fra gli altri, del presidente del consiglio Silvio Berlusconi, di numerosi inistri e del governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio.

Dato questo quadro, "o il nuovo Dpef e la nuova lege Finanziaria saranno di straordinario impegno e fortemente innovativi per credibilità, indirizzo, spessore e qualità di interventi o la strada che ci aspetta è quella di una mulattiera", spiega Billè. Prioritarie per la Confcommercio sono la lotta all'evasione e al sommerso e una riduzione fiscale per famiglie e imprese, senza discriminazioni fra grandi e picocle, finanziata con riduzioni della spesa corrente.

Billé chiede maggiore attenzione per lo sviluppo del settore terziario (plaudendo alle sollecitazioni del governatore Antonio Fazio su questo) e lamenta una eccessiva attenzione da parte del sistema creditizio invece, al settore manifatturiero.

"Il sitema del credito si sta svenando per cercare di tenere in piedi il settore manifatturiero. Più che giusto, ma siamo proprio sicuri che lo sviluppo verrà ancora prevalentemente da questa parte? Io qualche dubbio ce lo ho e credo dinon essere il solo", ha detto il presidente dei commercianti.
 

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