Riduzione Ici nella prossima Finanziaria: si discute sulle modalità ma dovrebbe essere confermata

Si comincia a stringere nel governo per individuare le modalità della riduzione dell'Ici



Si comincia a stringere nel governo per individuare le modalità della riduzione dell'Ici. Anche oggi la casa è stata al centro delle riunioni sulla Finanziaria, sia per la parte fiscale (la riduzione dell'Ici appunto) sia per il rilancio dell'edilizia popolare. Proprio di questo si è discusso nell'incontro tra Romano Prodi, Paolo Ferrero e Giulio Santagata.

Per quel che riguarda il 'piano casa' in senso stretto, bisognerà intervenire ad ottobre con un provvedimento urgente per fronteggiare la scadenza del decreto di proroga degli sfratti. In questo decreto però dovrebbero trovare posto anche finanziamenti per far ripartire la progettazione e la costruzione di alloggi popolari. Una prima stima indica intorno ai 500 milioni le risorse necessarie. Altre misure dovrebbero trovare spazio in Finanziaria, e le richieste dei vari ministri coinvolti nel piano arrivano circa a un miliardo. Anche se bisogna ancora valutare quante sono le risorse disponibili.

Quanto alla riduzione dell'Ici sulla prima casa, quasi certo che avverrà con il decreto collegato alla Finanziaria. Sulla necessità di intervenire, non dovrebbero esserci più differenziazioni nella maggioranza, anche se si discute ancora sulle modalità. Rifondazione ritiene imprenscidibile un intervento che tenga conto della progressività della tassazione. Per questo piace la proposta dei Comuni, ovvero agire attraverso una detrazione Irpef. Modalità che però non convince la Margherita: un meccanismo del genere viene giudicato complesso e tale che i cittadini non abbiano l'immediata percezione della riduzione fiscale, dal momento che l'Ici andrebbe comunque pagata e poi detratta dall'Irpef.

Comunque è su questo meccanismo che si comincia a ragionare, tanto che oggi si sono valutate varie ipotesi, a seconda della disponibilità di risorse: si va dall'esenzione per tutti, all'esenzione per chi dichiara fino a 100 mila euro, all'esenzione per chi dichiara fino a 200 mila euro. Sempre in piedi, in ogni caso, l'ipotesi del taglio diretto con successiva compensazione ai comuni del mancato introito. In questo caso nel decreto verrebbe indicato lo sconto che il singolo Comune può applicare ai contribuenti.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il