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Pensioni ultime notizie quota 100, mini pensioni, quota 41 svolta per Governo Renzi può essere Vertice Ue pure per pensioni

Domani 28 giugno nuovo vertice Ue e conseguenze possibili per novità per le pensioni e occupazionali per riconquistare fiducia




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:31) Il vertice Ue e prima ancora il trilaterale è una svolta importante per il Governo Renzi sia internamente che esternamente potendo ritornarnare almeno come appare dalle ultime notizie e ultimissime al centro della scena comunitaria che conta e potendo perseguire diversi obiettivi che potrebbero avere effetti positivi anche per le novità per le pensioni a condizione che si abbia finalmente il coraggio di inserirla nei cosidetti programmi sociali.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:31): Trovano conferme le voci sulla strategia di Palazzo Chigi di approfittare delle turbolenze europee per scalare posizioni nella gerarchia decisionale. Stando alle ultime e ultimissime notizie significa che in vista della manovra di fine anno avrebbe mani più libere per perseguire i suoi obiettivi. Il punto è che l'intenzione è di intervenire sulla riduzione delle imposte e non sulle novità per le pensioni.

L’uscita dell’Inghilterra dallo’Unione europea sta creando scompiglio e confusione, sia da un punto di vista economico, sia da un punto di vista politico ma anche sociale, nonostante le ultime notizie parlino di una sorta di ripensamento da parte degli inglesi sulla scelta fatta che però, come ribadito dall’Ue, è irreversibile. Si tratta di un cambiamento radicale e storico che non si sa ancora come gestire come al meglio e di certo c’è che il nuovo vertice Ue di domani 28 giugno sarà decisamente fondamentale per il rilancio di un’Europa più unita, forte e solida e si preannunciano tanti, e diversi gli argomenti che si affronteranno di vedere per un rilancio dell'Ue in sei mesi, comprese le novità per pensioni ma non solo.

Ciò che serve è innanzitutto un'opera di rafforzamento dell'Europa stessa, considerando date cruciali come quella del referendum costituzionale in Italia, ad ottobre, che potrebbe sancire la vittoria o meno del premier, le elezioni francesi che si terranno tra 10 mesi e vedono Front National in testa ai sondaggi che se dovesse continuare così sancirebbe la caduta di Hollande e probabilmente si allineerebbe alla Gran Bretagna nell'uscita dall'Europa, e le elezioni tedesche il prossimo anno. Da nuove spinte a investimenti, a misure sociali a novità per le pensioni: queste potrebbero essere le principali linee guida da seguire in Europa per una ritrovata crescita.

Tra le proposte avanzate: provvedimenti per proteggere le fasce medie della popolazione anche con novità per le pensioni, tra piani di uscita prima con mini pensione, novità pensioni di quota 100 e novità pensioni di quota 41, e misure di elasticità sul lavoro, che significherebbero, in entrambe i casi, meno austerità; introduzione dell’assegno universale per tutti su quel modello di misura comunitaria di cui avevano parlato mesi fa anche il ministero dell’Economia italiano Padoan e la presidente della Camera Boldrini, ma su cui lo stesso ministero del Tesoro ha fatto un passo indietro ma solo se l’assegno dovesse essere strutturato solo con fondi italiani, il che sarebbe diverso da quel modello europeo che invece appoggerebbe, con fondi appunto europei e comuni.  

Con una minore austerità il premier potrebbe continuare a puntare sul piano di riduzione delle tasse, dal taglio dell’Irpef a quello dell’Ires, ma potrebbe anche aprire a novità per le pensioni per andare incontro alle ultimissime richieste avanzate da opposizione interna e Comitato ristretto, tra novità pensioni di quota 100, novità pensioni di quota 41, cancellazione delle ricongiunzioni onerose e miglioramento del meccanismo basato sulla mini pensione, anche per superare le tensioni politiche interne e poter dunque continuare a lavorare serenamente nel perseguimento degli obiettivi necessari. Il premier potrebbe ‘approfittare’ dalla crisi provocata dall’uscita dell’Inghilterra dall’Europa per una revisione dei rigidi vincoli della vecchia Manovra, puntando a spingere sulla riduzione dell’Irpef rivedendo quelle rigorose misure di cui si era parlato proprio con il premier francese qualche mese fa, e a chiedere alla Germania garanzia sulla questione immigrazione.

Per quanto riguarda la fascia media della popolazione e il rilancio dell’occupazione giovanile, sarebbe al vaglio un nuovo piano per un milione di giovani che si potrebbe chiamare Erasmus pro e che prevederebbe un investimento finanziario per dare la possibilità, una volta conclusi gli studi, di trascorrere un anno di apprendistato in un’impresa di altri paesi, dove imparare il lavoro e la lingua; e si potrebbe dare una spinta agli investimenti previsti dal cosiddetto piano Juncker, un fondo per investimenti strategici, in modo da garantire più posti di lavoro. Dal punto di vista prettamente economico, l’idea sarebbe quella di costituire una unione bancaria e dar vita ad un piano di investimenti di grande portata, con o senza eurobond, e un Ministero delle Finanze Comune in modo da rafforzare un apparato oggi forse ancora debole, considerando che si può appoggiare solo sulla Bce come organo centrale. Tra le misure previste, controllo delle frontiere esterne dell’Unione diversamente a come è stato fatto finora e costruire una polizia di frontiera comune, perché solo con un corpo unico si può ripristinare anche la fiducia tra i paesi europei; e costituzione di una Fbi europea che permetta di evitare i grossi errori accaduti tra Francia e Belgio ai tempi degli attentati di Parigi e Bruxelles, di mancanza di comunicazione e cooperazione.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il