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Dalla nuova riunione con le forze sociali di domani 28 giugno al vertice Ue, al nuovo Direttorio Pd: importanti appuntamenti in programma e possibili effetti novità pensioni




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 23:12): Dal nervosismo europeo in seguito all'uscita della Gran Bretagna dall'Unione, rispetto a cui l'esecutivo punta a un ruolo attivo, alle intenzione bellicose dell'opposizione interna del Partito democratico che sollecita interventi sul sociale: le ultime e ultimissime notizie continuano a raccontare come per diverse ragioni in prossimi possono davvero essere giorni decisivi per le pensioni.

Sono decisamente tante le ultime notizie particolarmente importanti per l’andamento politico, ed economico, tanto di Italia quanto d’Europa, e con particolare riferimento all’Italia sono diverse anche le discussioni in programma che potrebbero prospettare scenari di cambiamento per le novità per le pensioni. Potrebbero infatti attendersi cambiamenti dalla nuova riunione in programma domani, martedì 28 giugno, tra esecutivo e forze sociali: al centro della discussione le novità sulle pensioni, come confermato dalle ultimissime notizie, ma che non dovrebbero vertere esclusivamente sul piano basato sulla mini pensione che non convince del tutto, soprattutto alla luce delle ultime notizie su penalità al 15% e anticipo da restituire in 20 anni, con ancora diversi nodi da sciogliere su entità di interessi, detrazioni per limitare le penalità, copertura dell’assicurazione come garanzia.

Tra le altre novità per le pensioni che certamente saranno rilanciate dalle forze sociali, novità pensioni di quota 100, novità pensioni di quota 41, soprattutto per quelle categorie di persone che hanno iniziato a lavorare troppo presto o che sono impiegate in attività faticose; cancellazione delle ricongiunzioni onerose, miglioramenti del piano di mini pensione, sia per le penalità al 15% da abbassare al massimo all’8%, sia per i tempi di anticipo di uscita da aumentare da tre a quattro anni, richieste appoggiate anche dal Comitato ristretto per le pensioni a Montecitorio. A queste novità pensioni potrebbero affiancarsi quelle misure di aiuto sociale su cui sta particolarmente puntando l’opposizione interna per continuare a sostenere la maggioranza, perché se non si dovesse procedere in tal senso minaccia la rottura. E’ possibile anche che se nulla si potrà realmente fare per novità pensioni di quota 100 e novità pensioni di quota 41, allora le forze sociali potrebbero insistere per una mini pensione senza alcuna penalizzazione o modulata in maniera diversa per quelle categorie di lavoratori.

Altro appuntamento particolarmente atteso e che certamente avrà impatto su diverse questioni, comprese le novità per le pensioni, è il nuovo vertice Ue di domani 28 giugno. Si tratta di un appuntamento che si preannuncia fondamentale per il rilancio di un’Europa più forte, soprattutto in vista di eventi cruciali che potrebbero cambiarne il volto, dal referendum costituzionale di ottobre in Italia, alle elezioni in Francia, tra 10 mesi, e in Germania, l’anno prossimo. Diversi i provvedimenti su cui punta per in rinnovamento europeo, tra cui soprattutto misure sociali, che vengono sempre più invocate da più parti, e che potrebbero prevedere sostegni alla fascia più debole della popolazione, novità pensioni, tra mini pensione che l’esecutivo sta portando avanti, quota 100 e quota 41, in caso di un minore austerità europea; nuove misure di rilancio per l’occupazione e introduzione dell’assegno universale per tutti ma basato sul modello di tipo comunitario.

Si tratta di provvedimenti su cui si potrebbe rilanciare in maniera concreta arrivando ad approvazioni ufficiali solo se la stessa Europa allentasse le redini delle politiche austere che finora, del resto, non si sono rivelate poi così utili. Se così fosse, e potrebbe essere anche un effetto della Brexit per evitare che altri Paesi già euroscettici seguano l’esempio dell’Inghilterra e indicano un referendum per lasciare ai propri cittadini la decisione di rimanere o lasciare l’Europa, in Italia il premier avrebbe nuovi margini di intervento sia sulle novità per le pensioni, che finalmente dimostrerebbero la loro convenienze visto che avrebbero come diretto risultato quello di un rilancio dell’occupazione giovanile possibile attraverso i prepensionamenti dei lavoratori più anziani e pienamente rispondente alle esigenze dell’Ue stessa che da sempre ritiene che nuove aperture del mercato occupazionale debbano essere tra gli obiettivi dell’Italia, sia sulla riduzione delle imposte, con possibilità di taglio dell’Irpef già dal prossimo anno. Per il presidente del Consiglio italiano, dunque, la Brexit potrebbe rappresentare un evento di cui sarà necessario capire le reali conseguenze in modo da vedere se effettivamente permettere di andare oltre l’austerity e ritornare a lavorare con un po’ più di libertà, anche se parecchi dei vincoli imposti all’attuazione di tutte le misure al vaglio del nostro esecutivo dipendono, a prescindere, da vincoli di bilancio decisamente rigorosi.

Venerdì prossimo primo luglio è, invece, in programma il nuovo incontro della Direzione del Pd, occasione durate la quale insieme a probabili riassestamenti interni, tra nuova segretaria e questione del doppio incarico del premier, si ritornerà a discutere dei cambiamenti relativi e richiesti per il piano di mini pensione, con particolare riferimento alle penalità del 15% da abbassare all’8%. E mentre si è attesa dei prossimi appuntamenti sopra e appena citati per capire quali potrebbe esserne gli effetti sulle novità da attuare nel nostro Paese, e mentre si cerca ancora di capire quali saranno le reali conseguenze della Brexit e come si riorganizzerà l’Europa sia con l’Inghilterra che al suo interno stesso, l’attenzione oggi è particolarmente alla Spagna dove Podemos, contrariamente alle aspettative di qualche giorno fa, è stato superato dal Pp di Rajoy alle elezioni spagnole, vedendo svanire il suo sogno di diventare primo partito della sinistra.

A sostenere il partito del premier, secondo diversi esperti, è stato l’effetto Brexit che, come del resto sperava lo stesso premier uscente, avrebbe potuto spingere, come accaduto, una parte degli elettori a votare quella certezza che, seppur rigida, non pone dilemmi e dubbi alla maggior parte dei cittadini spagnoli, rispetto all'avventura di Podemos di voler completamente sovvertire il sistema, appartenenza all’Europa compresa. Ma ci si chiede come mai questo sentimento, visto che all’indomani dei risultati dei Leave in Gran Bretagna, la Spagna era tra i primi Paesi che, insieme a Danimarca, Olanda e Francia, si era detta pronta ad indire un referendum per la richiesta ai propri cittadini di uscita dall’Ue. Cosa è cambiato in questi giorni? Potremmo aspettarci che dopo i primissimi effetti Brexit si faccia dietrofront sull’euroscetticismo tornando a preferire il progetto Europa? E se così fosse l’austerità diventerebbe ancor più forte o comunque si allevierebbe?  

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il