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Pensioni ultime notizie illustrate novità mini pensioni, quota 100, quota 41 spiegate da novità Di Battista, Letta,Fedriga,Buscema

Le ultime posizioni di Buscema, Letta, Fedriga, Di Battista su novità pensioni e modifiche dell’attuale legge: ipotesi e idee




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 11:07): Buescema nella sua analisi ha detto che per la spending review si è fatto molto avendo un giudizio positivo seppur con una serie di indicazioni negative. C'è da ricordare che altri come Cottarrelli e non solo avevano parlato, invece, di una forte delusione e diversi studiosi come confermano le ultime notizie e ultimissime ne hanno lasciato l'incarico. E la revisione della spesa è molto importante almeno su due frangenti diversi per le novità per le pensioni, il primo perchè in parte può riguardare il cambiamento di alcune tipologie, il secondo perchè senza revisione della spesa è più difficile migliorare l'intero sistema delle pensioni.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:12): Interessanti affermazioni da parte di Letta che esprime le sue preoccupazioni per quanto riguarda il sociale, ma non si esprime sulle novità per le pensioni con delle soluzioni specifiche, specificando però che i bilanci in una fase così delicata devono rimanere in equilibrio e quelli nostri migliorare per non essere soggetti a crisi esterne finanziarie più degli altri. E per quanto riguarda le ultime notizie e ultimissime sui bilanci ha parlato anche Buscema analizzando uno degli elementi più importanti per le novità per le pensioni e non solo ovvero la spending review

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:01): Dal tono delle dichiarazioni dei principali attori politici viene fuori come il confronto sulle novità per le pensioni stia per raggiungere toni accessi. L'esecutivo ha infatti lanciato la proposta delle mini pensioni con penalizzazioni e da pagare, ma le ultime e ultimissime notizie riferiscono di un dibattito in corso con le forze sociali e di critiche su critiche dalle opposizioni.

E' ancora decisamente aperto il dibattito sulla questione previdenziale italiana e sulle novità per le pensioni al vaglio dell'esecutivo, tra sistema di uscita prima basato sulla mini pensione che sta portando avanti l'esecutivo, e novità per le pensioni di quota 100 e novità per le pensioni di quota 41, senza dimenticare la questione della richiesta di cancellazione delle ricongiunzioni onerose, rilanciate da forze sociali e Comitato ristretto. Le ipotesi di modifica dell’attuale legge pensioni, come le ultime notizie continuano a confermare, sono sempre tante e diverse, più volte è stata messa in dubbio la volontà di intervenire sulla legge attuale, da tanti, soprattutto i tecnici del Tesoro, particolarmente protetta, ma il problema resta quella di una mancanza di risorse economiche necessarie, tanto che negli ultimi tempi si è tornato a parlare di una spending review fondamentale anche per l’attuazione di novità per le pensioni, ma si tratterebbe di una revisione di spesa da portare effettivamente avanti e da non dimenticare nel tempo, come accaduto, per esempio, lo scorso anno.

Angelo Buscema, presidente di coordinamento delle Sezioni Riunite della Corte dei Conti in sede di controllo, ha sottolineato, infatti, come la spending review fatta sia nei progetti ottimale e soddisfacente ma nei fatti deve essere consolidata e portata avanti, soprattutto per guidare sempre più verso l'alto quella crescita economica e del Pil che finora è stata decisamente lenta e modesta. Per Buscema, la soluzione sarebbe quella di intervenire su diversi fronti, a partire da uno snellimento degli enti pubblici, a volte inutili, e che potrebbe comprendere anche quel piano di riduzione e tagli delle agevolazioni fiscali, già al vaglio dell'esecutivo, e che permetterebbero di recuperare ulteriori coperture. Dello stesso avviso di necessità di una spending review accurata e reale, è anche Letta che potrebbe, a sorpresa, tornare, come rivelano le ultime notizie, ad essere uno dei premier o sfidanti premier che però al momento non sembra voler fare nulla per le pensioni.

Letta ritiene, infatti, che sia necessario mantenere al momento i bilanci sotto controllo e per combattere la disoccupazione propone un nuovo progetto di Erasmus pro, che permetterebbe ai neolaureati europei di fare un anno di apprendistato in un’impresa di uno dei Paesi membri dell’Ue, il che significherebbe aprire sempre più opportunità lavorative. E se Letta ritiene che non sia ancora il momento giusto di ‘investire’ per l’attuazione di novità per le pensioni, dal canto suo Massimiliano Fedriga della Lega rilancia sull'idea di un referendum sulla scia di quello indetto in Inghilterra per lasciare ai cittadini la decisione di scegliere il proprio futuro. Se infatti riuscirà ad indire un referendum per l’uscita dall’Europa, potrebbe essere il primo passo per rilanciare poi ulteriori questioni da cambiare, a partire dalle novità per le pensioni che, come ben sappiamo, la Lega vorrebbe completamente rivedere, facendo però passare nel frattempo novità pensioni come quota 100 o quota 41.

Fedriga, infatti, ha più volte espresso perplessità e si è dimostrato spesso critico nei confronti della novità pensioni basata sulla mini pensione che l’esecutivo sta portando avanti, soprattutto per il coinvolgimento delle banche e per le elevate penalizzazioni che più che essere una correzione dell’attuale legge pensioni per permettere al lavoratore di avere libertà di uscita prima rispetto all’attuale requisito anagrafico, lo priverebbe di godere di quanto guadagnato nel corso della propria vita.

Se Fedriga punta ad un referendum in Italia stile Brexit, Alessandro Di Battista del M5S, dalla parte della Lega sulla totale revisione dell'attuale legge pensioni, da sempre, ha proposto di indire un referendum che chieda ai cittadini se sono d'accordo o meno per tagliare le cosiddette pensioni d'oro, cioè quelle più elevate che vengono erogate agli alti esponenti istituzionali, dell'80%. Probabilmente, ha sottolineato Di Battista, l'80% sarebbe una percentuale elevata, ma per non perdere i propri vantaggi, probabilmente gli stessi interessati più che vedere tanto dimezzati i propri assegni, rilancerebbero, puntando magari su un taglio del 40%, che comunque significherebbe forte riduzione, primo passo verso il raggiungimento dell'equità sociale e nuove risorse da parte.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il