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Pensioni ultime notizie incontro novitÓ Sindacati-Ministero, direttorio, vertice Ue novitÓ mini pensioni, quota 41, quota 100

I tanti fronti di conforto aperti rendono incerte le prospettive sull'introduzione di novitÓ per le pensioni nel sistema italiano.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 15:47): E' inziato l'incontro alle ore 15 tra Sindacati e Ministero dell'Occupazione. A differenza di altre volte si farà a porte chiuse. I temi che verranno trattati saranno sulle novità per le pensioni sia nella revisioni delle mini pensioni che per quanto riguarda il collegamento non onerose e semplificato dei contributi. E poi una parte su quota 41 anche se le distanza paiono lontante tra i due elementi. Verrà affrontata anche la fiscalità ovvero la no tax area estesa e lo sblocco delle perequazioni oltre che l'aumento delle pensioni più basse con una revisione delle imposte come confermano alcune ultime notizie e ultimissime (prima questi elementi non dovevano essere trattati ora da alcune fonti sembra di sì)

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:30): Succede che al vertice di Berlino Angela Merkel vuole prendere tempo sulla Brexit mentre, il premier italiano, come confermato anche dalle ultime e ultimissime notizie, vuole cambiare l'Europa e lo vuole fare da protagonista. Significa che se il livello di leadership dovesse salire, allora l'Italia potrebbe spuntare maggiori margini di manovra in vista della definizione della prossima manovra, con interessanti conseguenze anche sulle novità per le pensioni.

C'è anche la complicazione della gestione della fase di uscita della Gran Bretagna dall'Unione europea a rendere più complicato il quadro dell'azione di governo in generale e in riferimento alle novità per le pensioni. Il premier ha voluto parlare anche agli italiani in merito alle turbolenze sui mercati e in maniera indiretta in seguito alle preoccupazione del ministro dell'Economia sull'impatto della Brexit sulla crescita del Prodotto interno lordo con inevitabili ripercussioni in vista della scrittura della prossima manovra. A detta del presidente del Consiglio non c'è alcun rischio per il nostro Paese. E la Brexit, ha assicurato, non influenzerà sul referendum costituzionale.

Anche il Tesoro, dopo aver riunito il comitato per la salvaguardia della stabilità finanziaria, si affretta ad assicurare che la Brexit avrà effetti limitati sull'economia reale italiana, che il sistema bancario è solido e che il mercato dei titoli di stato è stabilizzato dai programmi della Bce e dal percorso di aggiustamento delle finanze pubbliche. Parole che il ministro avrebbe ripetuto anche al suo staff: l'Italia resta un paese meno esposto di altri nei confronti della Gran Bretagna che subirà, invece, le conseguenze principali della Brexit. Alla vigilia del decisivo vertice di Berlino dove Angela Merkel sembra voler prendere tempo sulle procedure di uscita di Londra, il premier va all'attacco dell'opposizione, sostenendo che l'Italia è in prima fila per cambiare l'Europa.

Ma mentre sta cercando di affrontare la crisi ricavandone benefici in termine di nuove risorse per ridurre le imposte e portare a casa la vittoria al referendum costituzionale d'autunno, è proprio dall'opposizione interna al Partito democratico che si deve guardare. Proprio quella che avrebbe dovuto affrontare lo scorso venerdì in occasione della direzione, saltata in seguito all'esito del referendum britannico. Le contestazioni che li vengono mosse tirano in ballo anche la scarsa incisività dal punto di vista sociale, oltre che la mancata introduzione di vere novità per le pensioni. Di positivo viene invece indicato l'avvio del dialogo con le forze sociali, che proseguirà domani con il nuovo tavolo su pensioni e lavoro.

C'è però incertezza perché Palazzo Chigi insiste nell'indicare le mini pensioni con penalizzazioni lo strumento più adatto per migliorare il sistema delle pensioni in Italia. Per l'opposizione interna al Partito democratico e le stesse forze sociali, la misura non basta. Sono infatti troppo le incognite legate a questo provvedimento, dalla ristretta platea dei beneficiari alle stesse penalità applicate ai lavoratori che decidono di uscire prima, dal pagamento degli interessi a banche e assicurazioni che metteranno a disposizione l'importo necessario per permettere il congedo un po' prima rispetto a quanto previsto dall'attuale legge previdenziale, fino ad arrivare all'esclusione dal provvedimento di chi ha iniziato a lavorare in giovane età e di chi svolge attività prevalentemente faticose.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il