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Pensioni ultime notizie differenti novità incerte tra niente e un rilancio su novità quota 100, mini pensioni, quota 41

Il percorso di introduzione di novità per le pensioni è molto complesso e tiene in considrazione una lunga serie di variabili.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 19:33): La pressione per dare una svolta, per cambiare tutta una serie di temi dopo la sconfitta dei voti è molto forte sia nell'opposizione interna che nei fedelissimi della maggioranza dove si è visto uno scontro verbale come riportavano le ultime notizie e ultimissime. Poi lo scenario pare essere cambiato con il voto inglese, ma la tensione su cosa fare dalle novità per le pensioni passando alle imposte fino all'organizzazione della struttura rimane.
E non è un caso che si parli di rinnovamento, ma non si capisca, poi, ancora esattamente cosa si intende fare veramente

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 23:45): Non bastano le mini pensioni con penalizzazioni a sanare gli errori e le incongruenze presenti nel sistema della previdenza italiana. Ed ecco allora che le ultime e ultimissime notizie sottolineano come il prossimo piano di discussioni sulle novità per le pensioni coinvolga chi ha iniziato a lavorare in giovane età e chi svolge attività prevalentemente faticose, per ora messi da parte da Palazzo Chigi.

Molte incertezze e altrettante prospettive sulle novità per le pensioni. Da parte sua l'esecutivo lavora sulle mini pensioni con penalizzazioni. Si tratta di concedere la possibilità di andare in pensione fino a 3 anni rispetto alla vecchiaia, quindi a un'età compresa tra 63 anni e 7 mesi e 65 anni e 7 mesi per gli uomini e per le dipendenti pubbliche, tra 62 anni e 7 mesi e 64 e 7 mesi per le dipendenti del settore privato e tra 63 anni e 1 mese e 65 anni e 1 mese per le autonome. Il problema è che la riduzione ipotizzata della pensione è tra il 3 e il 15% per effetto delle modalità di calcolo e somma da rimborsare, effetto parzialmente mitigato dalle detrazioni fiscali. Una quota ritenuta troppo alta anche dall'opposizione interna del Partito democratico.

Con la pensione anticipata sono richiesti 42 anni e 10 mesi di contributi agli uomini e un anno in meno alle donne. Ipotizzando di aver iniziato a versare i contributi a 20 anni, un lavoratore va in pensione a 62 anni e 10 mesi, quindi è sufficiente essere nati nei primi mesi del 1955, per una lavoratrice nel 1956. Ovviamente per chi ha iniziato a lavorare ancor più giovane, l'anticipo rispetto alla pensione di vecchiaia abbinata alle mini pensioni è maggiore: se si è incominciato a 15 anni, l'anticipata si raggiunge a 57 anni e 10 mesi (56 anni e 10 mesi le donne). Con la pensione anticipata contributiva servono 20 anni di versamenti, 63 anni e 7 mesi di età (indifferentemente per uomini e donne, pubblico o privato), e un importo dell’assegno pari almeno a 2,8 volte quello sociale (quindi poco più 1.254 euro).

Per accedervi nel 2017 si deve essere nati entro il 31 maggio del 1954. In questo caso non si ha un vantaggio in termini di età rispetto alle mini pensioni, non si deve chiedere la somma, ma l'assegno è calcolato con il sistema contributivo, meno vantaggioso di quello misto. Il problema e tra i principali punti di contestazione c'è l'esclusione da questo ragionamento di chi ha iniziato a lavorare in giovane età, rispetto a cui l'opposizione chiede l'applicazione di quota 41 (anni di contribuzione), o di chi svolge attività prevalentemente faticose, per cui c'è chi ritiene opportuna la previsione di quota 100 quale somma di età anagrafica e anni di contribuzione.

Per quest'ultimi, c'è la possibilità di andare in pensione con il sistema delle quote (somma di età e di contributi) che richiede almeno 35 anni di versamenti e comporta, in genere, un'età inferiore rispetto alla pensione di vecchiaia. Per un lavoratore dipendente con 35 anni di contributi, l'età di uscita oscilla tra 61 anni e 7 mesi e 63 anni e 7 mesi in base alla tipologia di lavoro faticoso. Occorre far presente che in caso di gestione di esuberi per crisi aziendale, l'intervento dei fondi di solidarietà o il ricorso all'isopensione, riservata alle imprese con più di 15 dipendenti, consente di ricevere un assegno di accompagnamento fino alla pensione per un massimo rispettivamente di 5 o 4 anni, sia rispetto ai requisiti della pensione di vecchiaia che di quella anticipata.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il