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Pensioni ultime notizie prospettive e novità Vertice Ue 27, incontro governo Renzi-sindacati oggi aggiornamenti in tempo reale

Anche l'Italia è impegnata nel ridare slancio all'integrazione europea. Tra i tasti da schiacciare c'è anche quello delle novità per le pensioni.




L'impressione è che ogni giorno possa essere quello giusto per individuare uno spiraglio importante per le novità per le pensioni, compreso quello di oggi martedì 28 giugno 2016. Sia a livello europeo dove sono in corso contatti tra i vertici dei principali Paesi per l'individuazione della migliore strategia per il rilancio dell'Unione europea in seguito all'uscita della Gran Bretagna, tra cui la previsione di misure sociali per il territorio, e sia a livello nazionale per via del nuovo incontro tra forze sociali e Ministero del Lavoro sulle pensioni. Il messaggio scaturito dal vertice di Berlino è chiaro ed è un ultimatum a Londra da parte dell'Europa.

Angela Merkel, Francois Hollande e Matteo Renzi ritengono necessario avviare al più presto i negoziati che porteranno all'addio britannico alla Unione europea perché "niente è peggio dell’incertezza". Ma per avviare i negoziati serve la richiesta ufficiale di uscita del Regno Unito. Prima di allora, niente colloqui. All'inedito vertice a tre, che si è tenuto alla vigilia del primo Consiglio dell'Unione europea dopo il sì alla Brexit, i leader di Germania, Francia e Italia lanciano un segnale di rispetto tanto alle istituzioni di Bruxelles quanto agli altri Stati membri. Ma al contempo chiedono misure concrete, da settembre, su sicurezza interna ed esterna, crescita dell'economia e della coesione sociale, con riflessi sulle pensioni, immigrazione, giovani.

Nel documento approvato, si legge nero su bianco, che le priorità sono sicurezza interna e ai confini esterni; un'economia forte e una forte coesione sociale; un programma ambizioso per i giovani. Si tratta di orientamenti che vanno letti anche alla luce dei lavori di Palazzo Chigi sulla prossima manovra, le cui novità per le pensioni saranno legate al riassetto degli equilibri europei. Tra i dossier per ridare slancio all'integrazione europea c'è proprio quello su crescita e occupazione. L'austerità imposta dalla crisi del debito sovrano ha avviato la discussione su come aprire i rubinetti della politica fiscale a livello centrale per far ripartire la crescita.

Dopo il varo del piano Juncker, finalizzato a mobilitare investimenti strategici per 315 miliardi di euro nel settore delle infrastrutture, è diventato centrale il dibattito sulle regole di bilancio per non soffocare la ripresa. Parallelo a quello della crescita è il nodo della disoccupazione. Alla vigilia del referendum britannico, durante il question time alla Camera, il ministro dell'Economia ha riproposto uno dei suoi cavalli di battaglia: l'assegno universale come parte di un progetto sulle novità per le pensioni, ma sostenuto economicamente dall'Europa.

In buona sostanza si tratta di un meccanismo comune per mitigare la disoccupazione ciclica, strumento attuabile a trattati invariati per fare un passo avanti verso il rafforzamento della dimensione sociale dell'Eurozona. Il meccanismo funzionerebbe con un fondo finanziato in parte da una capacità fiscale comune e in parte con risorse nazionali.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il