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Pensioni ultime notizie quota 100, mini pensioni potenziale ruolo magistratura e sentenza tribunale attesa

Attesa nuova sentenza Alta Corte e possibili effetti novità pensioni: continuano ad essere importanti tribunali e magistratura




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 23:27): Cresce l'attesa per il prossimo 5 luglio, giorno in cui l'Alta Corte è chiamata a pronunciarsi sul decreto per lo sblocco delle rivalutazioni delle pensioni superiori tre volte il minimo. Stando alle ultime e ultimissime notizie si tratta di un passaggio fondamentale per le prospettive sulle novità per le pensioni per l'impatto economico che una decisione di questo tipo potrebbe avere sui conti pubblici.

Le novità per le pensioni, come abbiamo già visto nel corso di quest’ultimo anno, passando anche attraverso tribunali e magistratura, con quest’ultima ultimamente sempre più in una posizione di attacco nei confronti dello stesso premier, confermata anche dalle ultime notizie sull'inchiesta sulle banche popolari e relativo decreto preparato dallo stesso esecutivo, nell'ambito del quale proprio la magistratura ha voluto sentire il premier che avrebbe negato di conoscere notizie riservate finite poi nelle mani di investitori e spiegato che della questione privatizzazione si era parlato anche prima che scoppiasse questo caso.

Dai tribunali sono, intanto, arrivate già alcune soluzioni per i lavoratori della scuola che erano stati bloccati nel loro percorso verso la pensione dall’attuale legge; mentre la magistratura già tempo fa ha espresso approvazione per il progetto di novità per le pensioni proposto dall’Istituto di Previdenza, dicendosi particolarmente favorevole al ricalcolo delle pensioni e spiegando che la soglia oltre la quale bisognerebbe intervenire dovrebbe essere quella dai 5mila euro in su, ma appoggiando anche altre misure, come l’assegno universale per gli over 55 e sistemi di uscita prima come novità per le pensioni quota 100, assegno universale ma anche estensione del contributivo donna anche al mondo maschile.

Per la magistratura, inoltre, sarebbe fondamentale tagliare le cosiddette pensioni d’oro per un maggiore equilibrio e una maggiore equità del sistema previdenziale italiano; e tagliare la spesa assistenziali, entrambi provvedimenti che consentirebbero di recuperare ulteriori soldi da impiegare in successivi interventi per le pensioni per tutti, senza penalizzare nessuno. E’ stata poi la Corte Costituzionale, nell’aprile del 2015, a ritenere illegittimo il blocco delle rivalutazione delle pensioni superiori tre volte il minimo costringendo, di fatto, l’esecutivo a rimborsare i pensionati che negli ultimi anni non aveva non goduto della perequazione prevista e loro spettante, ancora in attesa però di essere attuate totalmente. La stessa Consulta ha sostenuto la norma del decreto legge Madia che cancella il al trattenimento in servizio oltre i limiti di età per la pensione nella Pubblica amministrazione. La Corte costituzionale ha dichiarato infondate le questioni di incostituzionalità sollevate a proposito di alcuni casi relativi a docenti universitari e avvocati dello Stato. Il provvedimento, secondo l’Alta Corte, favorirebbe il ricambio generazionale a lavoro, cosa decisamente importante per un rilancio occupazionale giovanile.

Ma le sentenze dei mesi scorsi sono sempre state rese note in un clima, diciamo, positivo, o meglio, di speranza: l’esecutivo era compatto e d’accordo sul fatto che alcune norme dell’attuale legge pensioni andassero corrette. Le discussioni erano realmente concentrate su novità pensioni di quota 100 e quota 41, soprattutto per sostenere chi ha iniziato a lavorare prestissimo e chi è stato impegnato, e lo è ancora, in occupazioni faticose; ma anche su novità pensioni con mini pensione per tutti e non in base alle attuali condizioni; così come su novità pensioni con assegno universale. Tutta questa unione però nel corso dei mesi è venuta meno: tra maggioranza e opposizione interna sono iniziati scontri che certo non hanno reso il clima di lavoro disteso e sereno, con il risultato di divergenze anche sulle novità pensioni da attuare.

Sembra, innanzitutto, sia stato dimenticato dall’esecutivo l’assegno universale e mentre la maggioranza porta avanti il piano di uscita prima con mini pensione per i nati tra il 1951 e il 1953 con coinvolgimento degli istituti di credito, l’opposizione interna spinge su novità pensioni di quota 100 e novità pensioni di quota 41. Ma le risorse economiche, spiegano dalla maggioranza, non sono disponibili per poter mettere in atto ogni piano, per cui si lavora in base ai soldi che ci sono. Anche questo ostacolo, però, crea divergenze, perché sono stati diversi gli esponenti politiche che, innanzitutto, hanno dichiarato che parte delle risorse ci sarebbero e che per altri provvedimenti l’esecutivo è sempre stato in grado di recuperare i soldi mancanti e ci si chiede come mai non si faccia lo stesso per le novità per le pensioni, considerando che seguendo questa strada si riuscirebbe anche a riconquistare l’elettorato.

Secondo quanto riferiscono ora le ultime notizie, il prossimo 5 luglio, è attesa, sempre l'Alta Corte, la sentenza sul decreto per lo sblocco delle rivalutazioni delle pensioni superiori tre volte il minimo, considerando che dopo la già sopra citata sentenza dello scorso aprile di illegittimità del blocco della perequazione, deciso dal governo Monti, le pensioni sono state rivalutate solo parzialmente, vale a dire per le pensioni comprese tra tre e sei volte il minimo, lasciando fuori le altre superiori. Se venisse confermata la rivalutazione per tutti, certo non sarebbe una buona decisione per le altre novità per le pensioni, perchè significherebbe che l'esecutivo sarà obbligato a trovare le risorse necessarie per attuare la sentenza dell'Alta Corte, sottraendo, probabilmente, soldi ai fondi già esigui destinati alla previdenza. E sempre il prossimo 5 luglio, sempre l’Alta Corte deciderà anche sulla costituzionalità del contributo sulle pensioni superiori a 14 volte il trattamento minimo, su cui potrebbe essere applicato un prelievo del 6, 12, o 18% a seconda del valore dell’importo.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il