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Pensioni ultime notizie illustrate novitÓ mini pensioni, quota 41, quota 100 da novitÓ Boccia, Guerini, Cominardi, De Angelis

Le ultime posizioni di Barboni, Cominardi, Guerini, Boccia, De Angelis su novitÓ per le pensioni e recenti affermazioni e richieste




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 14:55): Accanto alla mozione, si cerca di evitare il referendum da parte di alcuni dei più vicini al Premier come Guerini e Boccia, voto che viene visto come possibilità importante per le novità per le pensioni perchè in caso di sconfitta si andrebbe a nuove elezioni, anche se proabilmente Mattarella non lo permeterebbe da subito. E in tanti sono convinti che nonostate le ultime notizie e ultimissime sulle pensioni, la vera svolta ci potrà essere per le novità per le pensioni stesse con le elezioni.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 12:33): Nella giornata odierna vi sarà nel pomeriggio la mozione del Movimento 5 Stelle che ancora una volta sarà presentata prima nel Comitato Ristretto e poi se riceverà appoggio delle altre forze come novità per le pensioni come confermano le ultime notizie e ultimissime. Sarà importante vedere se ci sarà un seguito e un appoggio anche da Pd e Lega. Per il Pd è giusto ricordare che nel Comitato Ristretto vi sono sopratutto le opposizioni interne

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:36): Nelle affermazioni che abbiamo raccolto per le novità per le pensioni ritroviamo alcune delle ultime notizie e ultimissime di alcuni temi fondamentali, in sintesi:

- novità pensioni con la mozione del Movimento 5 Stelle di Cominardi che sarà presentata da Cominardi domani
- novità pensioni con la protesta e l'attivisimo dei Comitati delle gente comune in costante crescita raccontate questavolta da Baroni e De Angelis
- novità pensioni legate a doppio filo con la possibilità di nuove elezioni e la vittoria del no al referendum e le decisioni che si tendono a prendere per evitarle da Boccia a Guerini (e non solo)

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:30): Continuano a essere questi i giorni cruciali per l'individuazione delle migliori misure per intervenire sulle novità per le pensioni. Non tanto e non solo perché è il corso il confronto tra forze sociali e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Quanto perché, come riferito dalle ultime e ultimissime notizie, questa è la fase preparatoria della prossima manovra.

Aumentare le pensioni più basse e anticipare l'uscita per coloro che sono stati bloccati a lavoro dall'entrata in vigore dell'attuale legge che ha allungato l'età pensionabile per tutti: solo il mese scorso il premier annunciava queste novità per le pensioni che in tanti avevano di nuovo letto come mossa elettorale in vista delle scorse comunali, per cui comunque non sono servite. E se sul piano di uscita prima effettivamente qualcosa sta facendo anche se si tratta di un sistema basato sulla mini pensione che non convince perchè troppo limitato, troppo penalizzante e poco vantaggioso per i lavoratori stessi, sull'aumento delle pensioni inferiori tutto sembra essersi bloccato. Ancora una volta solo parole rimaste tali senza alcun fatto ed è per questo che  Claudio Cominardi del M5S si prepara a presentare una nuova risoluzione giovedì prossimo proprio per una nuova richiesta di aumento delle pensioni più basse. Ma non solo.

Ad accompagnare questa richiesta, in modo da adeguare all’inflazione tutti i trattamenti previdenziali, ci sarà anche quella di un rilancio della necessità di introduzione dell’assegno universale, un aiuto sociale che, come già sottolineato diverse volte, è gi in vigore in quasi tutti gli altri Paesi europei e che è diventato simbolo del cambiamento che il M5S vuole portare avanti. Ed effettivamente se a Torino e a Roma, dove si sono imposti sindaci del M5S e dove la misura è stata annunciata proprio da loro a livello locale, dovesse davvero essere introdotto potrebbe rappresentare un ennesimo passo pubblicitario per lo stesso Movimento che dimostrerebbe così ai cittadini di realizzare ciò che annuncia e che ogni promessa non resta mera parola.

Il vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini, che continua a sostenere la riforma costituzionale del premier, dicendosi pronto a discuterla, pur consapevole che bisognerebbe evitare che anche in Italia si verifichi una situazione di incertezza come quella spagnola di qualche giorno fa, quando si pensava che Podemos potesse superare il riconfermato Rajoy, ed evitare anche che si diffonda un sentimento di euroscetticismo come quello che in Inghilterra ha portato al referendum della Brexit, ma resta ben fisso sulle posizioni di sostegno al premier che, a quanto pare, difficilmente cambierà qualcosa nell’immediato, il che significherebbe chiudere, per ora, anche a novità per le pensioni diverse da quelle che lui stesso starebbe portando avanti. Nulla, dunque, per ora su novità pensioni di quota 100, novità pensioni di quota 41 o anche assegno universale.

Chi invece pensa ad un possibile rinvio del referendum costituzionale, fissato per il prossimo ottobre, è Francesco Boccia, che lo sposterebbe alla prossima primavera, per evitare che tra pochissimo tempo, quando ancora caos e scompiglio certamente regneranno, ci si possa ritrovare davanti ad una sfida che potrebbe essere davvero difficile per l'esecutivo da vincere. Il problema è che, come sottolineato dallo stesso premier, i tempi vengono stabiliti dalla legge per cui al momento non è possibile spostare il referendum alla prossima primavera e ciò significa che il prossimo autunno si voterà per l'Italicum e si discuteranno le misure che rientreranno nella prossima Manovra.

Forse lasciare il referendum in autunno potrebbe rappresentare quella spinta per eventuali novità per le pensioni: il premier ha necessità di riconquistare gli elettori, sia per il voto del referendum, sia per riconquistare consensi in vista delle prossime politiche del 2018, al momento a rischio a causa della crescita di preferenze che il Movimento 5 Stelle sta registrando, dato chiaramente emerso anche dai risultati delle ultime comunali. E nonostante il premier continui a dire che non si tratti di un voto di protesta, in realtà emerge chiaramente la volontà degli italiani di virare verso altre strade e capire se quanto promesso finora si sarà in grado di farlo o meno. E proprio per questo l'esecutivo ha bisogno di puntare su temi cari ai cittadini, da tasse a pensioni e occupazione, queste ultime due strettamente legate.

Il rinvio del referendum all’interno della maggioranza è voluto soprattutto da coloro che stanno lottando per la realizzazione di novità per le pensioni e che probabilmente voteranno no per dimostrare la loro frustrazione e perché pensano che solo con un nuovo governo si potrebbero davvero cambiare le pensioni, anche se, nonostante problemi e ipotesi di governi tecnici post referendum, sembra difficile che si possa andare subito al voto. Più probabile, invece, che si prospettino diversi scenari: il primo sarebbe quello per cui in caso di sconfitta al referendum d’autunno, si designi il presidente del Senato Pietro Grasso premier di un governo istituzionale fino alle prossime elezioni, personalità voluta da parte della coalizione che al momento comunque continua ad appoggiare premier e referendum. Ma l’arrivo di Grasso avrebbe particolare influenza sulle novità per le pensioni, perché il presidente del Senato ha sempre considerato prioritario risolvere la questione pensioni soprattutto perché legata al problema dell’occupazione giovanile oggi bloccata.

Ma Grasso spinge anche sulla necessità di aiuti sociali per le fasce più deboli della popolazione, con chiari riferimenti all’urgenza di introduzione dell’assegno universale. Il secondo scenario potrebbe essere quello in cui il premier non si dimette, nemmeno in caso di sconfitta al referendum così come aveva annunciato, restando però alla guida di un governo di transizione fino alle prossime elezioni politiche del 2018 e in vista delle quali per riconquistare voti ed elettori potrebbe rilanciare su temi cruciali come come taglio delle imposte e novità per le pensioni, guardando anche a misure come novità pensioni di quota 100, novità pensioni di quota 41, assegno universale. Altro scenario, che però precluderebbe ogni possibilità di cambiamento per le pensioni, sarebbe quello di una possibile nomina del ministro dell’Economia come premier, il che chiaramente non lascerebbe alcuna speranza di novità pensioni, visto che da sempre il ministro dell’Economia ne è contrario.

Vania Barboni del Comitato contributivo femminile, che ha maturato 39 anni di contributi, che attualmente usufruisce della Naspi perchè a causa della crisi l'azienda in cui lavorava ha chiuso, dopo aver incontrato diversi problemi per un eventuale ricollocamento, che sappiamo già difficile ad una certa età, ha oggi 57 anni di età e 35 anni di contributi e potrebbe andare in pensione prima con le norme del sistema di uscita prima per le donne pur con penalizzazioni troppo elevate, che arrivano quasi al 25%, cosa che farebbe nonostante non conveniente ma non avendo alternative, considerando che la migliore soluzione per la sua situazione sarebbe quella di uscita con quota 41 che però al momento l’esecutivo non sembra considerare ancora realmente. Il presidente del Comitato ristretto, dal canto suo, ha auspicato che continuando il confronto dell’esecutivo con le forze sociali si arrivi alla soluzione della novità pensioni di quota 41 che lui stesso da tempo persegue.

Alfiere De Angelis, lavoratore entrato nel mondo occupazionale a 15 anni, con una carriere contributiva discontinua, dopo 43 anni di lavoro con 39 anni di contributi, sarebbe dovuto andare in pensione a giugno 2017 con 40 anni di contributi ma invece andrà in pensione nel 2020 a causa delle norme pensionistiche attuali che hanno allungato l’età pensionabile per tutti, e sottolinea come si continui a dire che non esistono i soldi per una revisione delle attuali regole mentre, secondo le stime, si dovrebbero risparmiare ben 900 miliardi di euro (fino al 2050) che De Angelis si chiede in cosa saranno investiti e cosa ci potrebbe essere di tanto più importante che impiegare le risorse esistenti per aiutare i lavoratori pensionandi di oggi soprattutto di determinate categorie di persone.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il