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Pensioni ultime notizie pi¨ vicini novitÓ Governo Renzi 15 miliardi per novitÓ quota 100, quota 41, mini pensioni

L'introduzione delle misure sulle novitÓ per le pensioni, lavoro e Irpef sono condizionate dalla effettiva disponibilitÓ economica.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 23:07): Anche le stime riferite dalle ultime e ultimissime notizie di queste ore confermano l'intenzione dell'esecutivo di strappare un margine di circa 15 miliardi di euro in vista della scrittura della prossima manovra. Le notizie positive sembrano però arrestarsi qui per chi spera nella previsione di novità per le pensioni perché la maggior parte delle nuove risorse sarebbe destinata ad alleviare la pressione fiscale.

Le crisi economiche rappresentano evidentemente occasioni per rilanciarsi se è vero che dalle turbolenze europee il presidente del Consiglio sta cercando il modo di guadagnare punti in termini di leadership e di spazi di manovra economica in vista della prossima manovra finanziaria. Ci sono anche le prime cifre che circolano a Palazzo Chigi, 15 o forse 20 miliardi di euro, parte dei quali può essere investita sulle novità per le pensioni. Un primo progetto c'è già ed è quello delle mini pensioni con penalizzazioni e interessi da pagare a banche e assicurazioni. Ma evidentemente si può fare di più sia in riferimento a chi svolge attività prevalentemente faticose, come quota 100 ad esempio, o a chi ha iniziato a lavorare in giovane età, con quota 41 ad esempio.

Non tutto è però così scontato perché, come lasciato trapelare da tempo, la priorità in caso di disponibilità di risorse economiche, potrebbe essere assegnata alla riduzione delle imposte, in particolare quelle sui redditi medi. E poi c'è la partita del rinnovo del contratto degli statali che prima o poi va giocata e risolta. L'esecutivo ha da tempo dichiarato la volontà di mettere sul piatto una cifra non superiore a 300 milioni di euro, peraltro da distribuire non a pioggia ma sulla base di merito e produttività. A mettersi di traverso ci sono però le forze sociali, secondo cui la somma ipotizzata è troppo bassa per dare seguito in maniera adeguata alla sentenza con cui l'Alta Corte ha ordinato lo sblocco dei contratti dei dipendenti pubblici.

Insomma, i soldi non bastano mai, considerando che da una prima stima, le misure sulle novità per le pensioni, lavoro e Irpef previste inizialmente, hanno un costo pubblico di 7 miliardi di euro. Una cifra a cui aggiungere altri 11 miliardi di euro per portare il deficit all'1,8% messo nel mirino. Prima ancora che ragionamenti di tipo economico, sarà decisiva la volontà politica, ma ci sono due aspetti interessanti che lasciano immaginare come un sostegno di rilievo possa arrivare dall'Europa e da questo periodo di crisi. Il primo è l'aria di necessità di una svolta che si respira, associata a una brezza di populismo diffuso.

Il secondo è che tra le priorità sottolineate dai leader Merkel, Hollande e Renzi nella dichiarazione congiunta c'è quella della creazione di una economia e di una coesione sociale forti. L'Europa - hanno messo nero su bianco - deve mantenere la sua promessa di prosperità per i propri cittadini. "Abbiamo bisogno prima di tutto della crescita per combattere la disoccupazione e creare lavoro", in particolare per i giovani, e degli investimenti per garantire la forza delle nostre economie nella concorrenza mondiale. E naturalmente in un'ottica si staffetta generazionale, le misure sul lavoro devono andare di pari passo con le novità per le pensioni. Il successo del modello europeo, che combina forza economica e protezione sociale, ha bisogno di un quadro regolatorio adeguato: migliori politiche per l'imprenditoria e la partecipazione di tutti alla vita attiva; il rafforzamento di ricerca, innovazione e formazione, che giocano un ruolo chiave.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il