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Pensioni ultime notizie cosa comporta novità Governo Renzi-Fondo Istituto Credito per novità mini pensioni, quota 41, quota 100

Il legame tra banche e novità per le pensioni è sempre più stretto ma l'esecutivo accelera soprattutto sulle prime.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 19:33): Non ci sono dei collegamenti tra le novità per le pensioni e quelle deli istituti, ma certo viene normale domandarsi se i soldi si possono sempre trovare per tutto e andare oltre le norme per tanti temi, anche importanti, ma mai per queli etici e sociali come al momento rappresentano le novità per le pensioni sia per chi ne avrebbe già diritto, chi lo ha visto sfuggire per poco e chi è rimasto senza occupazione senza contare i giovani. I costi non sono così eccessivi anche per inziiare a fare qualcosa a fr vedere la buona volontà, dunque per chè tutto e mai le novità per le pensioni?

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:45): L'ordine delle priorità nelle strategie dell'esecutivo è chiaro ed emerge con forza dalle ultime e ultimissime notizie. Non ci sono le novità per le pensioni al centro dell'attenzione, ma il salvataggio delle banche subito e, in prospettiva in vista della manovra, la riduzione delle imposte. I tempi di intervento dimostrati in questi mesi ne è l'ennesima dimostrazione.

Sono giornate di passione per le banche con l'esecutivo che accelera sugli eventuali interventi di sostegno con una serie di strumenti da usare caso per caso in modo da assicurare la stabilità finanziaria, senza però ricorrere a un piano sistemico sul settore. Il piano è ben più ampio di quel che sembra e le ripercussioni si avranno anche in sede di manovra e dunque sulle possibilità di introdurre novità per le pensioni. Al di là del merito dei provvedimenti che saranno approvati, appare evidente come per alcune questioni Palazzo Chigi riesce ad andare al di là dei rigidi vincoli europei. Una prima prova si è avuta con la cancellazione della prima rata Tasi e con la conferma dell'abolizione Imu sulle abitazione principali.

Peccato solo che la stessa solerzia non sia mai emersa sul fronte delle novità per le pensioni. Per le banche, seppur fondamentali per gli equilibri economici, l'atteggiamento è diverso. Più che acquisire la maggioranza degli istituti, vista la scarsità delle risorse pubbliche, una delle ipotesi sarebbe la costituzione di un fondo Atlante 2, con la presenza della Cassa depositi e prestiti. Lo scudo della Banca centrale europea protegge i titoli di Stato, assicura il regolare svolgimento del mercato dei cambi e dei sistemi di pagamento e inonda i mercati di liquidità a tasso zero, ma non può coprire le quotazioni azionarie.

In questo contesto l'esecutivo e le autorità di vigilanza hanno a disposizione uno spartito di strumenti, ma solo come ipotesi estrema potrebbero essere previsti interventi sul capitale, che però porrebbero serie sfide sulla gestione degli stessi istituti da parte dello Stato. L'Abi, che ha chiesto una riunione urgente della Federazione bancaria europea, ribadisce come gli istituti italiani "hanno la capacità e la potenzialità per farcela da soli". E il governo ha posto la fiducia sul decreto banche alla Camera che deve dare il via libera dopo l'ok del Senato. Il legame tra banche e previdenza italiana verrà maggiormente alla luce se andrà in porto l'ipotesi delle mini pensioni con penalizzazioni ovvero la concessione della possibilità del ritiro fino a tre anni prima grazie a una somma messa a disposizione dalle stesse banche e da restituire integralmente, in piccole rate e con gli interessi.

E a dimostrazione di quanto gli istituti di credito siano sempre più centrali nelle strategie dell'esecutivo c'è quel rinnovato impegno al completamento dell'unione bancaria, un progetto chiave per il futuro dell'euro, che però stenta a essere completato. Delle tre gambe su cui si deve reggere la nuova architettura ovvero vigilanza unica sulle banche dell'area euro, organismo e fondo di risoluzione per gli istituti in crisi e garanzia unica sui depositi, solo la prima è stata completata ed è operativa. Il fondo di risoluzione resta per ora senza le risorse necessarie e la garanzia unica sui depositi è bloccata dalle resistenze tedesche. L'uscita della Gran Bretagna, che non era comunque parte dell'unione monetaria, non avrà un impatto diretto su questo negoziato.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il