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Pensioni ultime notizie quali novità Governo Renzi per novità quota 100, mini pensioni, quota 41

La prospettiva dell'introduzione delle mini pensioni con penalizzazioni potrebbe non essere l'unica di Palazzo Chigi.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:45): Si era partiti con grandi proclami soprattutto per andare verso le esigenze dei cittadini Ue con una Ue meno austera. E con una grande attenzione verso il sociale con la speranza di poter ottenere libertà su investimenti e novità per le pensioni legate perlomeno ad occupazione e un assegno universale europeo (ministero del Tesoro e Boldrini) e sostegno dei più indigenti. Al momento al secondo giorno del Vertice Ue si parla solo di istituti di credito e di risposte da dare in 6 mesi come confermano le ultime notizie e ultimissime. 

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:45): Le idee sono chiare: sfruttare il periodo di crisi in Europa per recitare una parta da protagonista, spuntare maggiori margini di manovra in vista della prossima manovra e andare in scia della predisposizione comune di intervenire sul terreno del sociale. Lo riferiscono anche le ultime e ultimissime notizie che aprono così interessanti spiragli sulle novità per le pensioni.

Di positivo c'è quella velocità invocata dal vertice a tre post Brexit che potrebbe fare chiarezza sulla possibilità di introdurre vere novità per le pensioni. Non bisogna perdere tempo per avviare i negoziati che porteranno all'addio di Londra all'Unione europea per spazzare via l'incertezza. I leader di Germania, Francia e Italia hanno lanciato un segnale di rispetto tanto alle istituzioni di Bruxelles quanto agli altri Stati membri. Ma al contempo fissano una vera e propria road map su cui l'Unione dovrà prendere da settembre misure concrete, che andranno verificate al 60esimo anniversario del Trattati di Roma. E tra queste, oltre a sicurezza interna ed esterna, migrazione e gioventù, ci sono anche crescita dell'economia e coesione sociale.

Qui entrano in gioco le possibili novità per le pensioni in Italia in sede di scrittura della manovra, rispetto a cui il premier prova a giocare un ruolo da protagonista e a ottenere maggiori margini di manovra rispetto ai rigidi vincoli di bilancio. Se si riuscirà ad andare al di là delle mini pensioni ipotizzate da Palazzo Chigi, come l'affiancamento delle misure di quota 100 per chi svolge attività prevalentemente faticose o di quota 41 per chi ha iniziato a lavorare in giovane età, è da dimostrare. Anche e soprattutto perché l'esecutivo ha spiegato a più riprese come più che le pensioni, la priorità in sede di manovra è piuttosto sulla riduzione delle imposte.

Per ora l'esecutivo non si sblocca dall'ipotesi delle mini pensioni, il cui presupposto è quello dell'età: è infatti necessario trovarsi a non più di tre anni dalla pensione. Il meccanismo scatta per gli ultra 63enni, in prima battuta i nati negli anni 1951, 1952, e 1953. La durata massima è di tre anni e l'entità dell'assegno non dovrebbe superare il 95% dell'ipotetica pensione di vecchiaia maturata. L'opzione scelta per le agevolazioni fissa a cinquemila euro di pensione lorda la soglia sopra il quale non scattano le detrazioni fiscali. Considerando l'attuale andamento dei tassi e il quadro finanziario è possibile ipotizzare l'applicazione di un tasso annuo nominale (Tan) del 3% sulle mini pensioni.

All'ipotesi di Tan si aggiungerebbe un'assicurazione contro il rischio di premorienza con un premio del 30% sul valore delle mini pensioni. Il costo per il pensionato, cioè l'incidenza della rata media di rimborso sull'assegno, spalmata su 20 anni, potrebbe oscillare tra l'1,4% e il 5% l'anno. In questo contesto l'Europa gioca un ruolo decisivo. Tra le priorità della Commissione Juncker c'è l'impegno a completare il mercato unico europeo, fondato sulla libertà di movimento di merci, capitali, persone, e a semplificare il quadro normativo che, negli anni, ha prodotto un eccesso di regolamentazione. Possibile concausa, tra l'altro, del crescente euroscetticismo o comunque dell'atteggiamento di sempre maggiore diffidenza nei confronti della burocrazia comunitaria. L’uscita di Londra, uno dei Paesi più attivi su questo fronte, non metterà la parola fine a questa tendenza.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il