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Lavoratori stagionali ultime notizie e prospettive novità per Naspi da Commissione e Parlamento su estensione

Richiesta di estensione della Naspi per i lavoratori stagionali: situazione, nuove norme e cosa si può cambiare per assicurare nuove tutele




Si preannunciano novità in arrivo per i lavoratori stagionali e quelli del settore turistico in riferimento all’erogazione della Naspi e a nuove regole della durata della prestazione che si chiede di estendere: Movimento 5 Stelle, Lega e parte del Pd hanno infatti presentato nei giorni scorsi in Commissione Lavoro richiesta di estensione della durata della Naspi per i lavoratori stagionali. Il problema nasce dal fatto che, secondo quanto previsto, la Naspi dovrebbe essere erogata anche a questi lavoratori per una durata pari alla metà delle settimane lavorate nell’anno, senza considera ai fini del valore della prestazione i mesi lavorati nella precedente stagione, comportando dunque un dimezzamento delle mensilità di Naspi percepite rispetto al passato.

In termini pratici, i lavoratori stagionali, per avere diritto alla Naspi devono lavorare o aver lavorato sempre 13 settimane ma nei 4 anni precedenti al momento in cui si verifica l’evento di disoccupazione. Rispetto alle precedenti norme in vigore fino allo scorso aprile 2015, devono, dunque, accumulare un anno di contribuzione nel biennio e almeno 13 settimane negli ultimi 12 mesi e ciò significa che un lavoratore prima con la mini Aspi percepiva 6 mensilità di indennità, con la Naspi percepirà l’indennità per tre mensilità. Considerando dunque le fortissime limitazioni e le difficoltà in cui sprofonderebbero migliaia di lavoratori, è possibile che la questione possa essere oggetto di discussione della prossima riunione fissata tra governo e forze sociali, in programma per domani, giovedì 30 giugno, quando si dovrebbe palare di questioni occupazionali, anche se non vi è alcuna certezza che all’ordine del giorno venga inserita anche la situazione degli stagionali.

Le richieste già presentate in Commissione sono accompagnate da un continuo pressing in Parlamento per la revisione di questa questione che genera profonda discriminazione nata dal fatto ce di per sé il lavoro stagionale rappresenta, come del resto sottolineato dagli stessi sindacati, una distorsione del nostro sistema lavoro. E’, infatti, inconcepibile che in una società moderna tantissimi lavoratori, soprattutto giovani, non abbiano alcuna tutela per occupazioni che risultano necessarie e fondamentali soprattutto in alcuni periodi dell’anno, per cui è necessario lavorare proprio per riuscire a garantire tali tutele.

Considerando dunque che per la Naspi i lavoratori stagionali sono soggetti allo stesso trattamento dei lavoratori dipendenti, percependo dunque la prestazione per un periodo pari alla metà di quello lavorato, mentre prima si percepiva l’indennità per gli stessi mesi in cui si era lavorato, e considerando che, come sottolineato dall'onorevole Arlotti del Pd, in attività stagionali soprattutto legate al turismo si lavorare per tre o a quattro mesi, con possibilità, dunque, di minime indennità di disoccupazione, è necessario che tale normativa vena rivista per garantire a questa categoria di lavoratori tutele adeguate o anche una riqualificazione occupazionale nello stesso settore turistico una volta terminato il proprio periodo di lavoro.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il