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Pensioni ultime notizie quota 100, quota 41, mini pensioni rinvio Governo Renzi ulteriore Direzione con clima sempre più teso

Ancora rimandata a lunedì prossimo 4 luglio la nuova riunione della Direzione del Pd: cosa potrebbe accadere, prospettive novità pensioni e non solo




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 16:12): Sarà lunedì la direzione tra il Governo Renzi e l'opposizione e le novità per le pensioni potrebbero essere un tema molto forte come quello sociale non solo come riferiscono le ultime notizie e ultimissime da parte dell'opposizione interna ma anche da alcuni correnti fedeli a Renzi stesso. Certo, occorrerà capire se nella tanto attesa Direzione si parlerà di temi e programmi o solo della struttura, direttorio e segratario che comunque avrebbe un impatto anch'essa sullenovità per le pensioni in base alle singole decisioni dei nuovi esponenti che si potrebbero fare avanti con una diversa senbilità proprio sul tema delle novità per le pensioni

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:33): Resta ora da capire se lo slittamento della direzione del Partito democratico rispetto alla data iniziale abbia esasperato gli animi. Stando alle ultime e ultimissime notizie, il clima resta teso e l'opposizione interna è pronta a fare la voce grossa, anche in riferimento alla novità per le pensioni, come confermato dalle ultime infuocate affermazioni pubbliche.

Prima rinviata a questo venerdì primo luglio, quindi nuovamente spostata a lunedì prossimo 4 luglio, la nuova Direzione del Pd si preannuncia decisamente importante, sia per capire quali sono le intenzioni di maggioranza e premier stesso, sia per capire le posizioni delle opposizioni interne, con cui continuano gli scontri e le tensioni. Stando alle ultime notizie, in vista del prossimo referendum costituzionale fissato per il prossimo mese di ottobre, soprattutto all’indomani del referendum inglese che ha sancito l’uscita dell’Inghilterra dall’Unione europea, appare sempre più necessario rivedere e dinamiche politiche che potrebbero aprire ad una nuova organizzazione capace di lavorare esclusivamente in vista del bene comune del Paese. Il rischio, se infatti non cambia la gestione del partito, è che il Pd cada a favore di un Movimento 5 Stelle che sta già conquistando le preferenze degli italiani, come dimostrato dagli esiti delle ultime comunali, risultato che il premier continua, però, a non vedere come una sconfitta, motivo, forse, per il quale il premier, nonostante le diverse richieste arrivate dall’opposizione interna, ha dichiarato di non voler lasciare la carica di segretario del partito.

Ma di fronte a questa posizione, l’ex premier D’Alema torna ad attaccare duramente, ribadendo che se il premier non lascerà la segreteria del Pd e se non metterà a punto misure sociali, voterà no al referendum di autunno. Il cambiamento della strategia di lavoro servirebbe, infatti, non solo per evitare che l’esecutivo cada, ma per riconquistare fiducia e consensi da parte dei cittadini, orientandosi soprattutto verso aiuti sociali, come l’assegno universale, e novità per le pensioni, non solo in riferimento al sistema di mini pensione, ma anche per novità pensioni di quota 100 o novità pensioni di quota 41, misure che contribuirebbero anche a risolvere quelle ingiustizie sociali create proprio dalle nuove norme pensionistiche. Del resto, proprio sulla necessità di soluzione delle iniquità sociali ha rilanciato anche il ministro della P.A. Madia, che proprio nella sua primissima conferenza stampa aveva parlato della necessità di prepensionamenti agevolati per gli statali da estendere in un secondo momento anche ai privati, proprio per evitare discriminazioni.

Stessa posizione espressa dall’ormai ex sindaco di Torino Fassino e dal presidente della regione Piemonte Chiamparino, insieme al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, che da sempre appoggia il premier, ma che ha messo in dubbio il suo sì al referendum costituzionale se non cambierà qualcosa sull'Italicum, e che nella sua Puglia ha già dato il via, come del resto accaduto anche in altre regioni, all’assegno universale per tutti. Anche Roberto Speranza ritiene che il premier non possa più continuare a mantenere il doppio ruolo di premier e segretario di partito, perchè serve un’unica figura che si occupi esclusivamente del partito. Per Speranza, l’unica soluzione di cambiamento sarebbe quella di portare avanti il dialogo con le forze sociali e aprire alle richieste dell’opposizione interna che, per quanto riguarda in particolar modo le pensioni, riguardano novità per le pensioni di quota 100 e novità per le pensioni di quota 41.

Sono diverse dunque le posizioni di stessi esponenti del Pd contro il premier, sono diverse anche le attuali divergenze con la coalizione, mentre continuano ad arrivare richieste da parte del Comitato ristretto per le pensioni, che in questi ultimi giorni ha chiaramente detto che non voterà più alcuna fiducia e che servono misure sociali, come l’assegno universale, a prescindere dalle novità per le pensioni, che non contemplerebbero, tra le richieste, il sistema basato sulla mini pensione, per l’anticipo di tre anni per l’uscita dal lavoro, con penalità fino al 15% e piano di restituzione dell’anticipo in 20 anni, piano che si presenta decisamente poco vantaggioso, cui ricorrerebbero in pochi, continuando a bloccare l’ingresso dei più giovani nel mondo occupazionale. Insieme a novità di quota 100, quota 41 e cancellazione delle ricongiunzioni onerose, se proprio non possibili, il Comitato chiede una revisione della mini pensione, sia per quanto riguarda le penalità a ridurre dal 15 all'8% sia per quanto riguarda gli anni di nticipo per l’uscita da aumentare, invece, da te a quattro.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il