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Referendum Costituzione si apre alle novità per l'Italicum ma si rischia la crisi Governo Renzi con sfiducia centristi

Se non cambia la legge elettorale approvata in parlamento, il Nuovo centrodestra si dice pronto a uscire a uscire dalla maggioranza.




Il premier insiste: se perde il referendum costituzionale di ottobre (ma la data non è stata ancora fissata) è pronto a fare un passo indietro. Ma è anche nel merito dei cambiamenti prospettati che si sta consumando un duro faccia a faccia all'interno della maggioranza che sostiene il governo. Il Nuovo centrodestra, la seconda gamba su cui si regge l'esecutivo, è pronto a sfilarsi se non cambia la scrittura della legge elettorale, l'Italicum, mandando l'esperienza di Palazzo Chigi a gambe all'aria. Approvata un anno fa, tornerà in Parlamento per modifiche su possibili punti incostituzionali. Sinistra italiana ha inserito nel programma dei lavori di settembre della Camera una mozione apposita.

Ma perché approdi davvero in Aula, sottolineano dal Ministero delle Riforme, il testo dovrà però poi essere messo in calendario. Ma in ogni caso sarebbe solo un atto di indirizzo. La modifica più richiesta dalle opposizioni è al momento l'introduzione del premio di maggioranza alla coalizione e non alla lista. Lo chiedono Forza Italia, gli alfaniani e anche il presidente del gruppo Misto Pino Pisicchio e forse un pezzo di maggioranza del Partito democratico, in particolare dai franceschiniani. L'opposizione interna al Pd ha poi sempre affermato che è il combinato disposto di Italicum e riforma costituzionale a non funzionare. Se Renzi non apre a modifiche alla legge elettorale un pezzo della sinistra potrebbe non sostenere il referendum.

L'Italicum assegna un premio di maggioranza (340 seggi su 630) alla lista che supera il 40%. Se nessun partito raggiunge tale percentuale, si svolge un secondo turno tra le due liste più votate, per l'assegnazione del premio. Alla Camera entrano tutti i partiti che superato il 3%. Nei 100 collegi ciascun partito presenta una lista di 6-7 candidati: il capolista è bloccato cioè è eletto automaticamente se scatta il seggio: le preferenze valgono per gli altri. È possibile che un candidato si presenti in più collegi, fino a un massimo di 10 Potranno votare per corrispondenza i cittadini italiani che sono all'estero per almeno tre mesi o per motivi di studio.

Ma ieri il premier ha rilanciato la linea dura da Bruxelles: "Se perdo vado via, come accade in tutta Europa. Non divento un pollo di batteria che fa finta di niente, come loro". E sulla sua e-news annuncia una gigantesca campagna di informazione, diecimila comitati liberi entro settembre e un porta a porta per convincere gli italiani. E a Massimo D'Alema, che gli chiede di lasciare la segreteria Pd, replica secco: "Non ditelo in Italia, ma in Europa il leader del partito di maggioranza è anche il primo ministro: funziona così nelle democrazie occidentali".

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il