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Pensioni ultime notizie quota 100, mini pensioni, quota 41 il Def peggiorerà dove già ci sono pochi soldi per le pensioni

L’esito del referendum inglese potrebbe avere effetti negativi su Def italiani e miniori risorse ancora per novità pensioni: scenari e possibilità




Il referendum inglese ha deciso l’irreversibile uscita del Regno Unito dall’Unione Europea e sono attesi impatti negativi, tanto nell’immediato, come hanno già dimostrato gli andamenti delle Borse mondiali, quanto nel lungo periodo, considerando che prima che si concluda definitivamente il processo di uscita dell’Inghilterra dall’Ue ci vorranno due anni, in cui saranno riviste certamente alcune norme politiche ed economiche ma durante i quali, nel frattempo, il Regno Unito dovrà continuare a rispettare le attuali norme europee. Inoltre, stando alle ultime notizie, lo spread è a 170 punti, aumentano i costi del debito, che invece erano riusciti a garantire risparmi nel lungo periodo, e il peggiorerà certamente il Def italiano, per cui sarà necessario capire cosa si farà. E in questo contesto di immediati peggioramenti, anche il Pil potrebbe subire contraccolpi, del resto, subito dopo i risultati del referendum inglese, sono arrivate le nuove previsioni di stima sul Pil da Confindustria.

Nelle sue precedenti stime sul Pil fino al 2018, il Centro studi di Confindustria non aveva chiaramente messo in conto rischi collegati all’uscita dell’Inghilterra dall’Europa, per cui è necessario ricontestualizzarsi, il che potrebbe significare un ulteriore peggioramento di una situazione economica già non decisamente rosea per il nostro Def, considerando la scarsa disponibilità di soldi e le coperture sempre più esigue per la realizzazione di novità per le pensioni, e che potrebbero subire ulteriori cali, chiudendo del tutto le porte a possibilità di approvazione di novità per le pensioni, anche minori. Secondo i calcoli, infatti, per riuscire a realizzare tutte le misure che l’esecutivo vorrebbe tra novità pensioni, compresi aumenti delle pensioni più basse e cancellazione delle ricongiunzioni onerose, e tagli delle imposte, servirebbero circa 8 miliardi di euro che già ci si chiedeva dove recuperare, visto che bisogna già trovare 11 miliardi per ridurre il deficit come ‘promesso’ proprio all’Europa.
 
Molto comunque di tutto ciò che accadrà dipenderà da diversi fattori, innanzitutto da come la Bce affronterà i problemi economici e difficilmente avranno effetti importanti se arriveranno nel breve periodo; quindi capire come la stessa Ue affronterà eventuali problemi nel breve periodo; quindi se la stessa Ue concederà maggiore più libertà, il che potrebbe aprire nuovi scenari di cambiamento, anche se sembra difficile che tali cambiamenti possano interessare il Def, ma nell'ipotesi più positiva, l'Italia con una maggiore libertà da parte dell'Ue, potrebbe avere un via libera anche per ulteriori interventi per novità per le pensioni. In tal caso, giocherà un buon ruolo anche la volontà politica perché, volendo, sarà possibile rivedere il documento economico almeno fino alla fine del prossimo mese di settembre, considerando che le misure che rientreranno nella nuova Manovra, in approvazione come sempre a dicembre, dovranno essere presentate a Bruxelles ad ottobre.
 
Tuttavia, bisognerà anche capire (e sperare) se tale situazione non sarà usata come giustificazione per non fare nulla, anche sulle novità per le pensioni, e non solo su novità di quota 100 o novità di quota 41, ma sullo stesso sistema di mini pensione che se pur l’esecutivo sta portando avanti, continua a non convincere. Ma si tratta di uno scenario che sarebbe stato prospettato solo da opinioni dei più scettici. Ci si chiede, però, perché gli scenari debbano essere sempre negativi e le situazioni che si verificano non possano essere occasione per stupire e pensare a novità che soddisferebbero i cittadini, proprio per cercare di riconquistarne quella fiducia che gli inglesi hanno chiaramente dimostrato di aver perso. E una tale dimostrazione sarebbe anche una maggiore flessibilità da parte dell’Ue per ulteriori margini di interventi in diversi Paesi, in crisi, e che per l’Italia potrebbero proprio partire dalle novità per le pensioni, per cui il conclamato problema soldi potrebbe essere risolto se si lavorasse davvero, come accaduto per altri provvedimenti, per recuperare i soldi necessari all’attuazione di novità pensioni come prioritarie.  

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il