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Pensioni ultime notizie e prospettive novità attacco a Governo Renzi di D'Alema su novità promesse come quota 100, quota 41

Si alza il livello dello scontro tra la componente maggioritaria e l'opposizione anche in riferimento alle novità per le pensioni.




Quello sferrato da Massimo D'Alema, ex segretario del Partito democratico e già presidente del Consiglio, è stato un duro attacco al premier e al doppio incarico che ricopre, quale guida del Paese e del principale partito che sostiene l'esecutivo. Parole che foraggiano la protesta dell'opposizione interna dello stesso Partito democratico, intenzionata a portare fino in fondo il confronto in sede di direzione, convocata per il prossimo lunedì. E nel lungo elenco delle recriminazione che deputati e senatori hanno stilato, rientrano anche le novità per le pensioni ovvero l'assenza di interventi in grado di rendere realmente meno rigido l'attuale impianto previdenziale.

Da parte sua il premier non si scompone più tardi e ricorda come nelle principali democrazie europee sia consuetudine che il primo ministro sia anche segretario del principale partito. E sul fronte delle pensioni è pronto a far presente come Palazzo Chigi sia concretamente al lavoro sull'introduzione delle mini pensioni. L'idea di base è molto semplice: permettere di andare in pensione fino a 3 anni rispetto alla vecchiaia ovvero, per questo 2016, a un'età compresa tra 63 anni e 7 mesi e 65 anni e 7 mesi per gli uomini e per le dipendenti pubbliche, tra 62 anni e 7 mesi e 64 e 7 mesi per le dipendenti del settore privato e tra 63 anni e 1 mese e 65 anni e 1 mese per le autonome.

Ma per l'opposizione intera non basta e c'è un errore di fondo rappresentato dalla riduzione ipotizzata della pensione, tra il 3 e il 15%, per effetto delle modalità di calcolo e del prestito da rimborsare, effetto parzialmente attenuato dalle detrazioni fiscali. E poi c'è il capitolo degli interessi da pagare a istituti di credito e assicurazioni che mettono a disposizione dei lavoratori la cifra per uscire un po' prima. Il tutto, fan notare, mentre sono stati approvati i criteri per tenere sotto controllo la spesa previdenziale nell'eurozona: l'allungamento della vita lavorativa. Anche se non c'è un riferimento diretto alla situazione italiana, Bruxelles invoca una comprensione condivisa con tutte le parti sociali delle sfide cui sono chiamati a confrontarsi i modelli pensionistici nazionali.

Da qui la richiesta di prevedere misure più incisive (qualcuno, come lo stesso D'Alema dice più di sinistra) sulle novità per le pensioni in vista della prossima manovra. In particolare, è il ragionamento, se mini pensioni dovranno essere, non possono essere esclusi coloro che hanno iniziato a lavorare in giovane età o chi svolge attività prevalentemente faticose. Per quest'ultimi c'è attualmente la possibilità di andare in pensione con il sistema delle quote ovvero tendendo in considerazione la somma di età anagrafica e di anni di contribuzione versata, che richiede almeno 35 anni di versamenti e comporta, in genere, un'età inferiore rispetto alla pensione di vecchiaia. Per un lavoratore dipendente con 35 anni di contributi, l'età di uscita oscilla tra 61 anni e 7 mesi e 63 anni e 7 mesi in base alla tipologia di lavoro faticosa. Inoltre con la normativa si ottiene la pensione senza decurtazioni.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il