BusinessOnline - Il portale per i decision maker






Pensioni ultime notizie mini pensioni Ape e lo studio del Governo Renzi su cosa cambiare accanto quota 100, mini pensioni

Alla ricerca della migliore definizione delle mini pensioni con penalizzazioni e interessi da pagare.




Lo studio sulla migliore configurazione delle mini pensioni è appena alla battute iniziali. L'intenzione è di far passare la misura con la prossima manovra, quella che entrerà nel vivo dopo l'estate e assumerà la sua forma definitiva sul finire dell'anno. Secondo Palazzo Chigi si tratta dello strumento migliore per togliere rigidità all'attuale legge previdenziale ovvero permettere l'uscita fino a qualche anno prima ai lavoratori. Le ultime notizie riferiscono del tentativo di estendere questa soluzioni anche ai dipendenti pubblici e ai lavoratori autonomi oltre che quelli del comparto privato. O almeno è questa una delle strade ipotizzate con le forze sociali.

Quali sono le ipotesi in campo e cosa potrebbe cambiare nel contesto di un più ampio disegno sulle novità per le pensioni? Presupposto di base delle mini pensioni è il requisito anagrafico: è necessario trovarsi a non più di tre anni dalla pensione. Il meccanismo scatta nel 2016 per chi ha almeno 63 anni ovvero per chi è nato negli anni 1951, 1952, e 1953. La durata massima delle mini pensioni è di tre anni e l'entità dell'assegno non dovrebbe superare il 95% dell'ipotetica pensione di vecchiaia maturata. L'opzione scelta per le agevolazioni fissa a 5.000 euro di pensione lorda la soglia oltre la quale non scattano le detrazioni fiscali.

Attenzione al tasso sulle mini pensioni. Considerando l'attuale andamento dei tassi e il la situazione economica, è possibile ipotizzare l'applicazione di un tasso annuo nominale del 3%. All'ipotesi di Tan si aggiungerebbe un'assicurazione contro il rischio di morte anticipata con un premio del 30% sul valore delle mini pensioni. Il costo per il pensionato ovvero l'incidenza della rata media di rimborso sull'assegno? Se distribuita su 20 anni, potrebbe oscillare tra l'1,4% e il 5% l'anno. Per le forze sociali, non si tratta comunque dell'unico strumento da prendere in considerazione per migliorare il sistema previdenziale italiano. E la pensa allo stesso modo il gruppo Pensioni a Montecitorio che sta elaborando alcune proposte correttive.

Al di là dell'applicazione di quota 100, quale somma di età anagrafica e anni di contribuzione da maturare per andare in pensione per chi svolge attività prevalentemente faticose, e di quota 41, come anni di contribuzione, per chi ha iniziato a lavorare sin da giovane, tra le le idee c'è quella di permettere il congedo fino a 4 e non fino a 3 anni prima. Sulle penalizzazioni da applicare, il suggerimento è di non sforare la soglia dell'8%.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il