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Pensioni ultime notizie quota 100, quota 41, mini pensioni cosa attendersi nella Legge di StabilitÓ realmente

Gli interventi sulle novitÓ per le pensioni sono legati ai margini concessi dall'Europa e alla riduzione delle imposte.




Palazzo Chigi intende giocare tutte le sue carte nel capitolo previdenza della prossima manovra sulle mini pensioni con penalizzazioni. In buona sostanza si tratta di permettere ai lavoratori e ai disoccupati a cui mancano fino a 3 anni dalla maturazione dei requisiti per il congedo, la possibilità del ritiro in cambio di un taglio dell'importo dell'assegno. A finanziare la misura sarebbero banche e assicurazioni a cui, naturalmente, andranno corrisposti gli interessi. Chiarito l'impianto di base, restano da definire tutti i dettagli, dalla esatta individuazione della platea dei beneficiari ai disincentivi da applicare passando per gli stessi interessi.

Tra le novità per le pensioni vanno escluse le varie soluzioni di quota 100 e quota 41, ma non è da escludere la previsione di provvedimenti ad hoc per chi ha iniziato a lavorare in giovane età o per chi svolge attività prevalentemente faticose. Altra ipotesi in agenda è quella di intervenire sulle ricongiunzioni dei contributi versati in più casse previdenziali per renderle più convenienti. Molto dipenderà comunque dagli ulteriori margini di manovra che l'Europa è disposta a concedere.

Il premier ha poi annunciato che tra le priorità del governo, di cui va valutata la compatibilità con le novità per le pensioni, l'assoluta priorità della prossima manovra di bilancio autunnale è la riduzione del peso fiscale sul ceto medio e le famiglie. Un'operazione da realizzare attraverso un intervento sulle aliquote Irpef o un sistema fiscale diverso. Resta però da sciogliere il nodo delle risorse necessarie per coprire un intervento di questo tipo anche alla luce degli impegni sui conti pubblici concordati con Bruxelles. Una calibratura al ribasso delle aliquote intermedie del 27% e del 38% costerebbe circa 3-5 miliardi di euro. Molto più elevato il costo per l'operazione di riduzione degli scaglioni.

Si rafforza l'ipotesi di un taglio strutturale al costo del lavoro già nel 2017. La conferma arriva dal ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, che ha spiegato come il governo intenda rendere il contratto a tempo indeterminato più conveniente rispetto alle altre forme di lavoro a termine. Già oggi i rapporti fissi, grazie all'eliminazione dell'Irap lavoro, costano il 5-6% in meno di quelli a termine. Si punterebbe, adesso, a incrementare la convenienza. Sul tavolo resta anche l'ipotesi di prorogare l'attuale decontribuzione pure al prossimo anno, ma in versione ancora più leggera: si ragiona su uno sgravio intorno ai mille euro per un solo anno.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il