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Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 41, quota 100 finanza e burocrati ancora vincono non c'è svolta europea

Non ci sarà al momento alcun nuovo margine di intervento e nuovo blocco per novità pensioni: situazione attuale, esito summit Ue e cosa farà l’esecutivo italiano




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 20:30): Ci si attendeva una svolta a livello europeo sgli argomenti più sentiti dai cittadini comunitari tra cui soprattutto quelli sociali dove non posson mancare le novità per le pensioni, ma in realtà alla fine nonostante le premesse positive del trilaterale ancora una volta la riunione dei ventisette finisce con un nulla di fatto con un rinvio ulteriore per qualsiasi decisione, non solo delle novità per le pensioni, come confermano le ultime notizie e ultimissime. E c'è ancora una vittoria della finanza con lo scudo bancario lasciato all'Italia e non solo.

L’auspicio era quello di un allentamento delle rigide politiche europee d’austerità dopo l’esito del voto inglese che certamente modificherà gli equilibri europei. Per evitare un effetto domino sui Paesi euroscettici che sull’onda inglese potessero indire votazioni dello stesso genere, ipotesi di cui come confermano le ultime notizie si parla già in alcuni Paesi come Danimarca, Olanda o Francia, era infatti possibile che le politiche di austerità europee potessero essere allentate, per dimostrare maggiori aperture. Ma dall’esito del summit europeo che si è tenuto nei giorni scorsi non sembra che le cose siano andate effettivamente così. Grande delusione per lo stesso premier Renzi cui la Germania ancora una volta sembra aver chiuso le porte di nuove opportunità di intervento.

E questo significa dover continuare a mantenere i rigidi vincoli di bilancio, decisamente stretti, e non poter ancora intervenire su novità per le pensioni, proprio per mancanza di soldi, oggettiva, ma anche per mancanza di una reale volontà da parte dell’esecutivo. Le intenzioni del premier italiano erano quelle di riuscire ad ottenere nuovi margini di intervento per poter agire con novità nella prossima Manovra che, però, a quanto pare, avrebbero interessato soprattutto la riduzione delle imposte e ancora una volta nulla su novità per le pensioni. Anche se in realtà per una nuova spinta all’economia e al rilancio dell’occupazione giovanile deriverebbe proprio da quelle novità per le pensioni per cui sta risultando sempre più difficile fare qualcosa, soprattutto in riferimento a novità per le pensioni di quota 100 o a novità per le pensioni di quota 41.

Contro nuove aperture a maggiori interventi anche burocrati e tecnici della finanza, a partire dal presidente della Bce Draghi che ha chiaramente prospettato un rischio di calo del Pil dovuto all’esito del voto inglese, una situazione che tenderebbe a restringere ancora gli interventi. Se, però, fossero state accolte le richieste di una eliminazione dell’austerità si sarebbe trattato di un passo importante per l’Italia che avrebbe potuto aprire a novità per le pensioni proprio a sostegno del rilancio occupazionale soprattutto per i più giovani, rivedendo probabilmente anche quel sistema di mini pensione che l’esecutivo sta ora portando avanti ma poco vantaggioso per i lavoratori stessi e decisamente limitato a causa delle poche risorse economiche disponibili.

Con una maggiore disponibilità di soldi si sarebbe potuto non solo modificare questo sistema ma anche aprire a piani di quota 100 o novità pensioni di quota 41, pensati per la tutela soprattutto di determinate categorie di lavoratori, come colo che hanno iniziato a lavorare prestissimo o coloro che sono invece impegnati in attività faticose, senza dimenticare i margini restanti per la definizione di nuovi aiuti sociali, a partire da quell’assegno universale tanto richiesto in Italia ma che ultimamente sembra essere stato dimenticato dall’esecutivo, soprattutto dopo che il premier ha chiaramente detto che non sarebbe la misura ideale per coloro che in età avanzata hanno perso l’occupazione, e che invece è già in vigore in quasi tutti gli altri Paesi europei. Buone, dunque, sarebbero state le prospettive se l’Europa avesse leggermente ‘ceduto’, ma nulla di tutto questo si farà, almeno per il momento, e si dovrà continuare a seguire la strada di lavoro intrapresa con la revisione del nuovo Def.


Poche continuano ad essere le risorse disponibili ed è ormai plausibile pensare che ogni novità per le pensioni, ad accezione del solo piano basato sulla mini pensione per i nati tra il 1951 e il 1953 con coinvolgimento degli istituti di credito, penalità al 15% e piano 20ennale di restituzione dell’anticipo percepito, per cui sono stati resi disponibili 500 milioni, che sarebbero dovuti diventare 700, 800, cosa che sembra difficile. Tuttavia questo meccanismo di mini pensione non convince e dopo l’ultima riunione tra esecutivo e forze sociali ne sono state anche chieste modifiche. Bisognerà dunque capire come l’esecutivo avrà intenzione di muoversi in tal senso e se e come effettivamente le modifiche richieste saranno applicate al piano attuale. In ogni caso, non basterà questa novità a soddisfare le richieste di quanti nel corso di questi mesi hanno chiesto modifiche all’attuale legge pensioni, soprattutto dei cosiddetti quota 41.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il