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Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 41, quota 100 tra rischi e opportunità del bilancio

Conclusioni summit Ue, rischi risultato voto inglese, nuove richieste di apertura all’Europa e possibili conseguenze per novità pensioni




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:33): Si sta stendendo il bilancio ma non è semplice, anzi rimane come prima uno dei più difficili degli ultimi anni. Mancano ancora dai 7 ai 13 miliardi da trovare e molti degli obiettivi prefissati come il taglio delle imposte per tutti non si possono fare al momento. E i numeri parlano chiaro, anche le novità per le pensioni sono irrisorie e lo saranno se saranno confermati i 500 milioni delle ultime notizie e ultimissime. Le stesse che confermano una trattativa per recuperare i 15 milioni necessari ( e si avrebbero dei soldi in più) con l'Europa. E i soldi in più potrebbero servire per delle novità per le pensioni più importanti delle semplici e limitatissime mini pensioni. E se è vero che in questo senso le ultime notizie e ultimissime non sono ancora favorevoli, c'è da pensare che anche per le banche e lo scudo non lo erano. Certo, ci sonod egli aspetti, dei criteri con cui si costruisce il bilancio che al momento sono peggiorati e dovranno essere rivisti perggiorati come il Pil 

Il summit Ue di qualche giorno fa sembra si sia conclusa con una piccola sconfitta per il premier italiano che, sulla scia di quanto successo in Inghilterra, aveva auspicato cambiamenti nella gestione dei vincoli europei, per dimostrare che l’Europa rappresenta una certezza e una possibilità di stabilità, e un allentamento dell'austerità chiedendo 15-20 miliardi di euro per la nuova Manovra, per riuscire a ridurre effettivamente l’Irpef, mettere a punto nuovi piani di investimento e pensare ad ulteriori interventi da inserirvi. Nessun accenno a eventuali novità per le pensioni ma sembra che la volontà  del premier e le buone prospettive di nuove aperture siano state bloccate dalla rigida posizione della Germania che ha chiaramente lasciato intendere come le regole europee non possano cambiare solo perché un Paese ha deciso di rinunciarvi e che le politiche di austerità, come si dice finora, sono necessarie proprio per continuare a garantire la stabilità europea, portando i Paesi in crisi ad una nuova crescita.

E’ stato tuttavia dimostrato, e le ultime notizie lo confermano, che le austere politiche europee finora non hanno poi permesso di raggiungere gli obiettivi sperati e la chiusura da parte della stessa Europa a novità per le pensioni in Italia ne è una dimostrazione: l’Europa dice da sempre no a novità per le pensioni perché teme possano incidere sulla tenuta dei conti pubblici, ma da tempo ormai ci si sta impegnando per far capire all’Europa che novità pensioni come quota 100, quota 41, mini pensione ma non come quella proposta attualmente dall’esecutivo, sarebbero solo vantaggiose, sia perché rilancerebbero quell’occupazione giovanile che la stessa Europa invoca, perché i prepensionamenti dei lavoratori più anziani libererebbero nuovi posti di lavoro per i più giovani, sia perché permetterebbero di accumulare ulteriori risparmi, seppure nel lungo periodo, derivanti, come abbiamo sempre ripetuto, dalle penalità che ogni sistema di uscita prima prevede a carico del lavoratore.

Si pensava che il summit Ue e il risultato del voto inglese potessero rappresentare una opportunità per ottenere nuovi margini di intervento, considerando il clima di incertezza economico, la paura del populismo e  che al momento i vincoli di bilancio sono decisamente stretti, motivo per il quale lo stesso ministero dell’Economia italiano continua a dire che non è ancora possibile intervenire con novità per le pensioni. Il problema,però, è che pur pensando a possibili nuove opportunità, la strategia dell’esecutivo, pur avendo maggiori margini di intervento, si concentrerebbe sulle tasse più che sulle novità per le pensioni, per cui al momento è rimasta bloccata a 500 milioni di euro la cifra da investire per il sistema di mini pensione portato avanti dall’esecutivo. A questo si aggiunge il problema del rinnovo dei contratti pubblici, già promesso tempo fa, ma per cui al momento continuano a mancare i soldi. Ma i confronti sulla questione inizieranno a giorni e si cercherà di capire come risolvere la questione.

L’impegno, dunque, c’è, per cui in riferimento particolare alle novità per le pensioni sembra che il vero ostacolo più che la mancanza di fondi, che potrebbero essere recuperati esattamente come fatto per altri interventi considerati urgenti in passato e come si sta cercando di fare al momento per la definizione del nuovo piano salva-banche, sia ancora la mancare di una reale volontà politica di modifica dell’attuale legge pensioni, o la strategia di lavoro diversa, che punta innanzitutto ad una riduzione delle imposte, che in parte, come ha spiegato qualche giorno fa il ministro della Difesa Pinotti, potrebbe interessare anche le pensioni, considerando che la riduzione delle tasse porterebbe all’aumento delle pensioni più basse da inserire nel bilancio, grazie appunto al taglio dell’Irpef. E riduzione delle imposte, insieme a novità pensioni possibili se l’Europa allentasse le sue politiche rigide, sarebbero punti cruciali per un recupero di elettori in vista del referendum d’autunno.

Allo stesso tempo, sono diverse le difficoltà che dovrebbero essere prima risolte, a partire dal rischio paventato dal presidente della Bce Draghi di una riduzione di mezzo punto del Pil come conseguenza del voto inglese, per arrivare al possibile crollo del pil italiano, che a causa del voto inglese potrebbe vedere una notevole riduzione dell’export con importanti ricadute sulle imprese italiane. E’ chiaro dunque come la situazione sia piuttosto complessa e decisamente controversa tra la volontà di mettere in atto novità e le necessità di avere più soldi a disposizione, e vista la conclusione del summit Ue non sembrano profilarsi buone possibilità in tal senso. E ciò che l’Italia è riuscita a conquistare è uno stanziamento di 1,4 miliardi di euro in più nel fondo di sviluppo e coesione e 500 milioni per la questione migranti. Ma, in realtà, nonostante tutti continuino a volersi convincere che il voto inglese non agirà come un affetto domino, in realtà tutti lo temono e potrebbe essere una possibilità, motivo per il quale si vorrebbe sfruttare questa potenziale eventualità per ottenere maggiori aperture. Le stesse che sarebbero necessarie per attuare finalmente novità per le pensioni.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il