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Pensioni ultime notizie quota 100, quota 41, mini pensioni rivista APE per tutti compresi usuranti e precoci

Come funziona il nuovo sistema di uscita prima Ape, modifiche già effettuate e ulteriori richieste: cosa potrebbe ancora cambiare




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 15:07): Sono giunte ulteriori delucidazioni sulle novità per le pensioni riguardanti l'APE direttamente dal responsabile tecnico che se ne sta occupando. Le penalità per questa novità sulle pensioni saranno anche meno dell'1% per le persone che si trovano in gravi difficoltà che si possono racchiudere in quelle con patologie e malattie gravi, senza occupazione e meno abbienti con assegni più bassi e situazioni familiari più complesse. E non si dovranno ridare i soldi una volta di caso di morte prima del previsto, ci sarà una assicurazione a coprire tutto. E si stanno analizzando anche i casi di precoci e usuranti come era emerso dalle ultime notizie e ultimissime, ma loro, in particolare la situazione dei quota 41 è la più complesse perchè si dovrebbero evitare penalità ma i soldi al momento per tutti mancano.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 20:20): Sembra che si sta studiando una revisione dell'Ape la novità per le pensioni che viene portata avanti con più forza al momento come confermano le ultime notizie e ultimissime. Dopo le tanto critiche non solo dei cittadini ma anche di diverse forze sociali ed economiche con l'accusa anche che così come è attualmente l'Ape sarà un flop si cercano di rivedere differenti criteri e parametri per tutti, allargando anche la platea, e cercando di includere anche i quota 41, usuranti e precoci seppur la situazione per loro, ma per gli altri per le novità per le pensioni dati di fatto alla mano sembra in salita e molto

Mentre ancora sembrano rimane da parte novità pensioni di quota 100 e novità pensioni di quota 41, e mentre si attende una ripresa delle discussioni su altre questioni previdenziali, come la cancellazione delle ricongiunzioni onerose e una revisione del sistema di recupero degli anni di studio, è possibile che dal prossimo anno chi è nato dal 1951 al 1955 possa accedere al pensionamento anticipato fino a tre anni prima rispetto all’età di 66 anni e 7 mesi richiesta per la pensione di vecchiaia. Ma per farlo dovrà chiedere un anticipo, che sarà erogato dall’Istituto di Previdenza, passando per gli istituti di credito, e che poi dovrà restituire sulla pensione normale in 20 anni, con rate che peseranno in maniera variabile sull’importo dell’assegno, fino a un massimo di circa il 15% per il redditi pensionistici più elevati. Questa novità per le pensioni si chiama Ape e dovrebbe rientrare nella prossima Manovra, in vigore dal primo gennaio 2017. Stando alle ultime notizie, questo sistema, per cui inizialmente si era parlato di un miliardo di euro dovrebbe costare 500 milioni di euro che potrebbero arrivare al massimo a 700, cifra che servirebbe per coprire le detrazioni fiscali per diminuire le penalità di chi percepisce redditi più bassi.

Al momento si sa che la detrazione fiscale sarà modulata in base, appunto, al reddito e potrebbe azzerarsi per cloro che percepiscono redditi più levati, così come potrebbero azzerarsi anche le penalità di coloro che percepiscono redditi più bassi. Resta, tuttavia, il nodo da sciogliere sull’entità delle stese detrazioni, se cioè saranno effettivamente incisive per coloro che percepiscono redditi inferiori , così come resta ancora da sciogliere il nodo relativo agli interessi che l’anticipo da parte degli istituti di credito comporterà. E si tratta di una questione che preoccupa gli stessi istituti: se infatti gli interessi saranno troppo bassi, non sarebbe certo un sistema conveniente per loro stessi, ma se saranno alti, allora ci si chiede dove lo Stato dovrebbe recuperare i soldi per coprire tale spesa.

Altra questione aperta, quella dell’assicurazione come garanzia per il lavoratore che sceglie di andare in pensione prima: in una prima iniziale formulazione di questo sistema si era parlato di Tfr come assicurazione, misura ritrattata in un secondo omento e ad oggi dovrebbe essere sempre lo Stato a garantire la copertura assicurativa, nei casi, per esempio, di scomparsa dello steso lavoratore. Mentre le forze sociali chiedono ulteriori modifiche di questo piano di mini pensione, a partire dalla riduzione delle penalità attualmente previste, portandole dal 15 all’8% al massimo, per arrivare ad un aumento degli anni di uscita prima, elevandoli a tre a quattro, stessei chieste presentate anche dallo stesso Comitato ristretto per le pensioni a Montecitorio, potrebbero prospettarsi ulteriori novità anche per i lavoratori che hanno iniziato a lavorare prestissimo o che svolgono attività faticose.

Infatti, proprio in riferimento a coloro che sono entrati giovanissimi nel mondo occupazionale, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Nannicini ha assicurato che si sta lavorando per mettere a punto soluzioni di uscita prima per queste categorie di persone e senza alcuna penalità, pensando anche alla soluzione della mini pensione senza, appunto, alcuna decurtazione finale. E', inoltre, possibile, secondo le ultimissime notizie che il nuovo Ape, possa valere per tutti i lavoratori, e cioè non solo privati ma anche statali e autonomi. Quest’ultima notizia sarebbe stata confermata dallo stesso ministro dell'Occupazione Poletti al termine dell'ultima riunione tenuta con le forze sociali. Ne seguiranno altre, a porte chiuse, durante le quali potrebbero emergere ulteriori indicazioni di funzionamento di questo metodo di uscita prima, ma si tratta di riunioni che si terranno a porte chiuse per cui per ulteriori informazioni dovremo aspettare le dichiarazioni ufficiali dei protagonisti dei dibattiti.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il