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Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 100, quota 41 domani Direzione confronto opposizione-maggioranza su temi e struttura

Revisione della segreteria, misure sociali e novità per le pensioni tra i temi attesi domani in nuova riunione Direzione Pd: cosa aspettarsi




Si riunisce domani, lunedì 4 luglio, la Direzione del Pd, convocata prima per la scorsa settimana, poi rimandata all’indomani dei risultai del voto inglese sull’uscita del Paese dall’Inghilterra dall’Europa. Si è trattato di una voto storico e che si rivelerà decisivo proprio per il futuro dello stesso progetto europeo e ciò che si teme oggi è l’effetto domino che questo voto potrebbe avere anche su altri Paesi, alcun dei quali, come Danimarca e Olanda, hanno già intenzione di indire referendum di tale genere. E’ chiaro, dunque, come serva un svolta, tanto a livello europeo, quanto a livello interno e per recuperare voti e consensi anche in vista del prossimo referendum costituzionale di ottobre, è necessario che il premier faccia qualcosa di concreto che soddisfi i cittadini e cambi le sue strategie di lavoro, come richiesto dall’opposizione interna ma anche da esponenti stessi della maggioranza. Tra le richieste attese: nuova segreteria, novità pensioni e misure sociali.

Gli stessi fedelissimi di Renzi, da Matteo Orfini al ministro della Giustizia Orlando, hanno chiaramente spiegato che i temi su cui focalizzarsi per riconquistare i consensi dei cittadini ma anche per riportare il sereno all’interno dello stesso partito, tra maggioranza e opposizione interna, non sono solo quelli di cambiamenti e novità per quanto riguarda la segreteria del partito, e non solo le misure sociali, che restano comunque fondamentali, ma servono necessariamente anche novità per le pensioni. E il ministro Orlando negli ultimissimi giorni ne ha parlato tranquillamente in maniera diretta, spiegando che sono urgenti modifiche sia per risolvere alcuni errori causati dall’attuale legge sia per riuscire a garantire certezza di un futuro pensionistico ai giovani di oggi.

E le richieste di novità per le pensioni degli stessi fedelissimi del premier, esattamente come quelle dell’opposizione, non riguardano il nuovo piano dell’esecutivo basato sulla mini pensione, che continua a non convincere e a non essere considerato particolarmente vantaggioso per gli stessi lavoratori, ma novità pensioni di quota 100, con particolare attenzione a coloro che sono entrati giovanissimi nel mondo occupazionale o che sono impegnati in attività faticose. Del resto, novità di quota 100 insieme a novità pensioni di quota 41, ma anche cancellazione delle ricongiunzioni onerose e misure sociali, come l’assegno universale, sono le stesse richieste che sono state presentate in questi mesi all’esecutivo dal Comitato ristretto per le pensioni, ma per cui non è arrivata mai alcuna sposta ufficiale da parte dell’esecutivo.

O meglio, tra le righe e con i lavori che stanno procedendo sul meccanismo di mini pensione, è chiaro che l’orientamento dell’esecutivo sembra tutt’altro rispetto alle richieste presentate da Comitato ristretto e opposizione interna, eppure l’intervento dei fedelissimi potrebbe cambiare le cose, soprattutto perché gli stessi esponenti della maggioranza, come il ministro della Pubblica Amministrazione Madia, stanno rilanciano, come confermato dalle ultimissime notizie, la necessità di cambiamento di strategia di lavoro del premier e l’importanza di misure sociali capaci di risolvere le diseguaglianza esistenti riportando proprio equità sociale. Lunedì l’opposizione interna certamente rilancerà su richieste di nuove strutture per il partito, nuova organizzazione della segreteria, anche se il premier ha già detto che non lascerà così come richiesto la carica di segretario del partito, ma anche temi cruciali come misure sociali e novità per le pensioni, che appaiono poi strettamente collegate.

Nelle ultime settimane, l’ex premier Massimo D’Alema a fortemente attaccato il premier per i tanti annunci fatti e i pochissimi fatti concretizzati, compresi i riferimenti alle novità per le pensioni, ha chiarito l’esigenza di una nuova strategia di lavoro da parte del premier stesso e se qualcosa non cambierà ha già annunciato che voterà no al referendum costituzionale del prossimo ottobre. Secondo D’Alema, la prima cosa da fare sarebbe che il premier lasciasse la carica di segretario del partito perché serve una figura che si occupi esclusivamente della gestione de partito stesso. Per Maurizio Cacciari, per recuperare i consensi degli italiani è necesario che il Pd dimostri di esserci attraverso misure e provvedimenti pensate per i cittadini, con particolare riferimento ad aiuti alle fasce più deboli, a partire dall’assegno universale per chi resta senza occupazione in età avanzata, a nuove opportunità lavorative per i giovani, e a novità per le pensioni di uscita prima.

Negli ultimi giorni, anche l’ex premier Prodi ha parlato di urgenti soluzioni degli squilibri sociali esistenti per ristabilire eguaglianza tra tutti, attraverso, come sopra detto, aiuti sociali per ci si ritrova in grosse difficoltà economiche, novità per le pensioni e conseguente rilancio occupazionale per i più giovani, oggi tagliati fuori da un mondo del lavoro che continua ad essere popolato da persone costrette a rimanere a lavo sempre più a lungo.  

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il