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Indulto e amnistia: novità della settimana

L'attenzione nel mondo della giustizia è adesso puntata su fondo indennizzo vittime finalmente nell'ordinamento italiano.




Non decollano i temi di amnistia e indulto nella discussione politica italiana, ancora bloccati e messi in subordine rispetto ad altre questioni. Oltre che per rallentamenti procedurali, ci sono certamente motivazioni politiche alla base di questa congelamento. A ogni modo, si segnala l'intervento pubblico del ministro della Giustizia Andrea Orlando in merito alle vittime nel sistema penale. A detta del guardasigilli, "per troppo tempo nel nostro Paese si è evocato il tema delle vittime per inasprire l'apparato sanzionatorio, trascurando del tutto il tema reale dell'assistenza della vittima dopo il reato, durante e dopo il processo". Il governo, come ha ricordato, sta cercando di comare un ritardo di quasi 10 anni.

In che modo? Dopo aver recepito a ottobre dell'anno scorso la direttiva del 2012 su diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato, "istituiamo finalmente il Fondo per le vittime di reati intenzionali e violenti che non riescano ad ottenere il risarcimento del danno da parte dell'autore del reato". Come precisato dal ministro della Giustizia, su questo tema l'intenzione è di proseguire rafforzando la tutela delle vittime attraverso una sistematizzazione di tutte le forme di tutela previste nell'ordinamento italiano per vari reati, attraverso un'azione di coordinamento del Ministero delle associazioni del mondo del volontariato che si occupano da tempo di questo tema, costruendo un sistema di accesso più facile alle informazioni sui diritti delle vittime.

Il tutto mentre è entrata in vigore la Banca dati nazionale del Dna, il cui accesso è consentito alla polizia giudiziaria e all'autorità giudiziaria per soli fini di identificazione personale, nonché per le finalità di collaborazione internazionale di polizia. A seguito di assoluzione con sentenza definitiva perché il fatto, perché l'imputato non lo ha commesso o perché il fatto non costituisce reato, è disposta d'ufficio la cancellazione dei profili del Dna e la distruzione dei relativi campioni biologici.

In questo contesto si segnala come gli errori giudiziari e la storia di chi ne resta vittima sono finiti al centro del docufilm "Non voltarti indietro". Si tratta di una produzione che si basa sul lavoro dei giornalisti Benedetto Lattanzi e Valentino Maimone. Il docufilm, presentato sia al festival di Pesaro e sia a quello di Ischia, è diretto da Francesco Del Grosso e gira intorno alla storia di cinque persone che hanno vissuto il carcere e il processo da innocenti, vedendosi poi assolvere. Quindi indaga sulle conseguenze di quest'esperienza, che ogni anno in Italia coinvolge centinaia di persone. Dati alla mano, negli ultimi 24 anni oltre 24.000 sono finiti in carcere da innocenti e per risarcirle lo Stato ha speso più di 630 milioni di euro.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il