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Pensioni ultime notizie tanti abusano di novità sociale urgenti e paradosso quasi nessuno novità mini pensioni, quota 41,quota 100

Il confronto sulle novità per le pensioni diventa sempre più ampio, ma in quanto ci credono veramente?




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 15:02):  Chi davvero sta parlando di novità per le pensioni? Solo pronunciare il termine pensioni sembra far paura e probabilmente è anche vero se si analizzano le tante affermazioni fatte nelle ultime notizie e ultimissime. Hanno parlato in tanti e tanto, ma pochi, pochissimi hanno detto qualcosa sulle novità pensioni realmente. Il sociale è stata la parola più usata nelle ultime notizie e ultimissime, ma vuol dire poco o nulla.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:33): Si sta registrando anche in questo inizio settimana un maggiore attenzione del mondo della politica per le questioni sociali, novità per le pensioni incluse. Come riferiscono le ultime e ultimissime notizie se ne parla anche nelle segreterie di partito, ma quale sia la reale volontà politica, al netto delle disponibilità economiche, è chiaramente tutto da scoprire.

Lo scenario si ripete, ma se possibile con ancora più evidenza. La richieste di interventi sul sociale in generale e sulle pensioni in particolare sta caratterizzando il dibattito politico di questi giorni, ma con la novità della sollecitazione di misure risolutive da parte di esponenti di spicco. Insomma, a esporsi in prima persona non sono solo coloro che da più tempo, per formazione o per vocazioni, sono impegnati su questo versante. Ma anche ex premier, governatori di Regioni, leader di correnti di partito. Si tratta del segnale più chiaro di come la questione delle pensioni sia sempre più centrale e avvertita a ogni livello, oltre che elettoralmente preziosa.

Il termine sociale, ad esempio, è entrato più volte nelle discussioni di Romano Prodi, ex presidente del Consiglio ed ex presidente della Commissione europea, di Massimo Cacciari, già sindaco di Venezia ed esponente del Partito democratico, di Sergio Chiamparino, presidente della Regione Piemonte. Per tutti loro, il Pd ha smarrito quella vocazione di partito di sinistra e l'attenzione per il sociale è andata progressivamente persa. E lo stesso presidente del Consiglio, a bene vedere, ha promesso e proposto interventi in materia, ma quanto fatto fino a questo momento è ritenuto insufficiente per garantire una vera e propria svolta in un contesto economico complicato come quello di questi anni. Ma tutti questi, non hanno mai parlato di pensioni, ma di sociale...hanno fatto intendere qualcosa sulle pensioni, ma nulla di più. In pochi hanno avuto il coraggio di parlare davvero di pensioni

A sollecitare precisi interventi sulle pensioni sono stati ben pochi. Tra file dell'opposizione viene in mente Luigi Di Maio, esponente del Movimento 5 Stelle e vicepresidente della Camera dei deputati. Cavallo di battaglia è da sempre l'assegno universale per chi si trova in uno stato economico di bisogno, disoccupati in primis. Si segnala anche Roberto Speranza, tra le figure di riferimento dell'opposizione interna del Partito democratico, che da diverse settimane sta battendo il tasto delle novità delle pensioni. Nelle ultime ore si è aggiunta anche una parte della maggioranza che fa riferimento al premier. Basta leggere le affermazioni sulle novità per le pensioni di Matteo Orfini, responsabile del Partito democratico nella Capitale.

Fino a questo momento l'esecutivo sembra deciso ad andare fino in fondo, senza ascoltare nulla per quota 41 quota 100, alla soluzione delle mini pensioni con penalizzazioni con cui consentire l'uscita un po' prima di tre anni. Si accennava alla penalità, forse il principale nodo da sciogliere. Stando alla versione base, potrebbe essere dall'1 al 3% con tetto massimo del 4% a secondo del numero di anni di anticipo rispetto all'età pensionabile. Tanto per essere precisi, tre anni prima significa un taglio complessivo del 9%. L'entità della penalizzazione annua si baserà sul reddito per cui chi ha una pensione più alta subirà una riduzione maggiore. Al contrario, chi ha un assegno più basso andrà incontro a una penalizzazione inferiore.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il