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Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 41, quota 100 APE miglioramenti e aperture per usuranti e precoci

Quali possibili novità per le pensioni potrebbero ulteriormente essere definite per Ape ma anche per altre questioni. Prospettive




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 20:30): Differenti sono le novità per le pensioni che devono essere stabilite ancora per l'APE che dalle ultime notizie e ultimissime sembra il metodo su cui si punta decisamente. Ma siamo ancora gli inizi, tanto è vero che la platea non è ancora decisa con certezza.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:45): Sono ancora troppi i dubbi sulle novità per le pensioni prospettate da Palazzo Chigi. A non convincere fino in fondo, come riferito da ultime e ultimissime notizie, è la definizione della platea dei beneficiari, per ora limitata a coloro che sono nati tra il 1951 e il 1953, l'entità delle penalizzazioni applicate all'assegno, che restano ancora da decidere, e gli eventuali interessi da corrispondere alla banche e alle assicurazioni che anticipano la somma. 

Coloro che sono tra il 1951 e il 1955 dal prossimo anno potrebbe andare in pensione fino a tre anni prima rispetto all’età di 66 anni e 7 mesi richiesta per la pensione di vecchiaia, percependo un anticipo sulla pensione finale, che sarà erogato dall’Istituto di Previdenza ma per concessione da parte degli istituti di credito, e che il lavoratore stesso dovrà restituire con un piano 20annale, come si trattasse di un mutuo, con penalità fino ad un massimo di circa il 15% per il redditi pensionistici più elevati, ma anche con detrazioni fiscali che saranno applicate per rendere più leggere le penalità per coloro che percepiscono pensioni più basse. L’Ape, così battezzato questo sistema di anticipo pensionistico, costerebbe 500 milioni di euro, che potrebbero arrivare al massimo a 700, 800, ma che certamente richiederebbe meno risorse rispetto ai miliardi delle altre novità per le pensioni richieste, tra novità di quota 100 e novità di quota 41.

Restano però alcuni nodi da sciogliere sul funzionamento di questo sistema di uscita prima Ape, e vale a dire entità delle detrazioni fiscali che dovrebbero essere applicato ed effetti reali sulla riduzione della pensione finale; entità degli interessi che dovrebbero essere calcolati sul piano di restituzione 20ennale, interessi che sarebbero a carico dello Stato, come riconfermato anche dalle ultime notizie, e non del lavoratore ma che lascia ancora perplessi gli istituti di credito perché se tali interessi fossero bassi non vi sarebbe alcun vantaggio per gli istituti coinvolti; assicurazione, anch’essa dovrebbe essere a carico dello Stato e non più ‘coperta’ dal Tfr o altre garanzie personali dei lavoratori stessi ma ci si chiede con quali risorse lo Stato coprirà i costi assicurativi. Senza considerare che da questo sistema così come modulato resterebbero fuori i cosiddetti quota 100 o quota 41, vale a dire coloro che svolgono occupazioni faticose o che sono entrati giovanissimi nel mondo del lavoro.

Intanto, alla luce delle ultimissime indicazioni sul funzionamento dell’Ape, sono state presentate richieste di modifiche e miglioramenti da parte delle forze sociali ma anche del Comitato ristretto che riguardano le penalità previste al 15% ma da ridurre al massimo dell’8% al massimo e gli anni di uscita prima, tre previsti dall’Ape ma da aumentare a quattro. Inoltre, le ultime notizie confermano che vi potrebbero essere nuove soluzioni di uscita prima anche per le categorie di lavoratori penalizzati sopra citati, cioè chi ha iniziato a lavorare prestissimo e chi svolge lavori pesanti, senza alcuna decurtazione sulla pensione finale; ma anche la possibile estensione del nuovo Ape per tutti, statali, professionisti, privati e lavoratori autonomi. Sarò interessante capire in questo senso come andranno le prossime riunioni con le forze sociali.

Nel frattempo, il presidente del Comitato ristretto, insieme al rilancio del piano di quota 41 e di una revisione del meccanismo di riunione dei contributi versati in diverse gestioni previdenziali da rendere gratuito, ha nuovamente invitato l’esecutivo a correggere l’attuale legge pensioni, ribadendo la necessità di uscita prima fino a quattro anni e non tre, pensando a reali modifiche dell’Ape basato sulla mini pensione che lo stesso presidente invita a ‘non demonizzare a priori’ perché, come ha spiegato, in questo particolare momento potrebbe rappresentare l’unica soluzione per garantire a chi non ce la fa più di lasciare il lavoro in anticipo, permettendo allo stesso tempo ai più giovani di entrare in quel mondo occupazionale le cui porte oggi sembrano letteralmente chiuse. Bisognerà capire quali realmente saranno le regole di questo sistema e quali le risorse effettivamente stanziate per il suo funzionamento per poi procedere ad una critica eccessiva di non convenienza del piano o meno.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il