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Pensioni ultime notizie quota 100, quota 41, mini pensioni nei prossimi 30 giorni cosa può succedere

Cosa può succedere nelle prossime settimane di importante per novità pensioni, appuntamenti in programma e prospettive politiche




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 16:07):  Fa sempre più caldo e non meramente da un punto di vista atmosferico e nei prossimi 30 giorni potrebbe fare ancora più caldo ed esserci anche delle tempeste. Fuori di metafora, stiamo parlando ovviamente della maggioranza che sembra sempre più e sempre da più parti a rischio stabilità come riportano le ultime notizie e ultimissime e nei prossimi 30 giorni ne potremo, forse, vedere delle belle.

E non mancheranno le riunioni su più livelli per le novità per le pensioni, basti pensare solo a quelli delle forze socialim, dei tecnici dell'esecutivo e del Ministero, dei comitati online o per la stesura del bilancio, ma tutto questo potrebbe essere offuscato dalle tante questioni che continuano ad emergere all'improvviso (o che sembrano emergere all'improvviso) che richiedono sforzi e risposte urgenti sia in denaro che impegno e trattative che potrebbe provocare un nulla di fatto alle già già fragili novità per le pensioni.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 23:12): Ci sono diversi fronti aperti sulle novità per le pensioni. Anzi, secondo le ultime e ultimissime notizie, i più caldi non sono quelli legati alla creazione di un fondo per il contrasto all'indigenza e all'approvazione del ddl Concorrenza, contenente misure sulla previdenza. Ma quelli politici legati ai dissidi interni al Partito democratico, con un'opposizione che chiede misure sul sociale, e alle strategie del Nuovo centro destra che minaccia di uscire dalla maggioranza nel caso di mancata revisione della legge elettorale.

La riunione della Direzione del Pd di ieri è stata decisamente chiarificatrice e il premier ha sottolineato come non farà un passo indietro nè sull'Italicum e il referendum del prossimo ottobre nè sulla sua carica di segretario del Pd e continuerà a mantenere il doppio incarico di segretario e premier. Il ministro della Cultura gli ha ribadito come sia necessario modificando l’Italicum con il premio di maggioranza alla coalizione; dure le posizioni di Gianni Cuperlo, Roberto Speranza e l’ex segretario Bersani che ha nuovamente detto al premier che o si cambia rotta o si rischia di andare a ‘sbattere’. Ma, stando alle ultime notizie, il premier non sembra accettare le richieste di cambiamento di rotta perché continua ad essere fiero di quanto fatto finora, dalle norme occupazionali, al cantiere sociale aperto ma su cui bisognerà continuare a lavorare.

E sembra questa l’unica apertura nei confronti delle richieste presentate dall’opposizione: impegnarsi cioè sulle misure sociali i bisogni dei cittadini. Ma entrando nel pieno merito degli aiuti sociali, Renzi ha ribadito come non sia affatto favorevole all’introduzione dell’assegno universale che potrebbe rappresentare per tanti l’alibi per non far nulla, mentre ritiene che sostenere chi in età avanzata si ritrova senza lavoro e non può nemmeno andare in pensione debba tradursi in un nuovo rilancio delle politiche occupazionali. E nelle prossime settimane probabilmente continuerà a mantenere questa linea di lavoro.

Nulla invece è stato detto sulle novità per le pensioni, per cui sembra chiara la conferma delle intenzioni dell’esecutivo di continuare a lavorare in questi 30 giorni sulla definizione sempre più puntuale del sistema di uscita prima basato sulla mini pensione, piuttosto che su novità pensioni come quota 100 e quota 41. Nessun accenno o apertura anche alla revisione del sistema di unione dei contributi versati nelle diverse gestioni previdenziali, nonostante la stessa opposizione, insieme alle forze sociali, incalzi anche per la realizzazione di questo cambiamento. Quali scenari potrebbero dunque aprirsi per questo mese sulle novità per le pensioni?

Probabilmente, come detto, l’unica novità su cui si continuerà a lavorare sarà quella della mini pensione con coinvolgimento degli istituti di credito, anche perché bisogna fare i conti con le poche disponibilità economiche e soprattutto dopo che non c’è stato quell’ammorbidimento sperato da parte della Comunità sulla concessione di nuovi soldi. Il premier in occasione dell’ultimo vertice europeo aveva chiesto ulteriori 15 miliardi che però al momento sono stati negati. Secondo quanto da lui stesso spiegato, sarebbero serviti per la riduzione dell’Irpef innanzitutto e altre misure tra cui non rientravano le novità per le pensioni.

Ma avendo più soldi a disposizione si sarebbe potuto pensare anche a sistemi per risolvere le questioni dei cosiddetti quota 100 e quota 41, cioè coloro che hanno iniziato a lavorare da giovanissimo o che sono impiegati in attività faticose e pesanti. Bisognerà capire solo se nei prossimi giorni saranno accolte quanto meno le modifiche presentate per il piano di mini pensione, visto che forze sociali e Comitato ristretto hanno chiesto di modificare le penalità abbassandole dal 15 all’8% e aumentare gli anni di uscita prima, da tre a quattro. Interessanti saranno poi gli iter, che continueranno nei prossimi giorni, su Fondo Indigenza e Ddl Concorrenza: entrambe avrebbero dovuto essere pronti per la fine di giugno ma chiaramente sono stati rinviati e contengono misure che in entrambe i casi potrebbero avere impatto sulle novità per le pensioni, considerando che comprendono tagli e revisioni delle agevolazioni fiscali, servizi sociali e alcuni tipi di pensioni, senza dimenticare la questione di separare la spesa assistenziale da quella pensionistica, provvedimento che insieme ai tagli previsti permetterebbe di recuperare ulteriori risorse da impiegare, come più volte ripetuto, per novità pensioni positive per tutti o per il welfare.

Appuntamenti importanti nei prossimi giorni saranno anche le nuove riunioni tra esecutivo e forze sociali, che si svolgeranno sottotraccia, ma che saranno fondamentali perché da queste riunioni di capirà davvero se l’esecutivo ha intenzione di modificare il sistema basato sulla mini pensione, rivedendo penalità e tempi di uscita, e quanto sia forte la volontà politica di agire in tal senso, anche se le aspettative sono buone, considerando che il premier, soprattutto all’indomani delle critica riunione della Direzione del Pd tenutasi, ha bisogno di appoggi in vista del referendum d’autunno e le forze sociali ne rappresentano uno non indifferente.  

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il