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Riforma pubblica amministrazione contratti statali, rinnovo stipendi dipendenti pubblici e riordino polizia: novità del mese

In settimana dovrebbe arrivare il via libera della Corte dei Conti all'accordo che riduce i comparti del pubblico impiego. Poi il rinnovo dei contratti.




Succede che mentre il personale della Forestale scende in piazza in questo mese di luglio 2016 per protestare con l'accorpamento ai Carabinieri deciso dal governo Renzi e si attende il riordino della Polizia, in settimana dovrebbe arrivare il via libera della Corte dei Conti all'accordo che riduce i comparti del pubblico impiego, da 11 a 4, come il numero dei contratti. Seguirà una convocazione all'Aran per la ratifica finale dell'intesa dopo di che, a stretto giro, saranno invitati i sindacati al ministero. Dopodiché entreranno nel vivo le trattative per il rinnovo di contratti dei dipendenti pubblici. Di certo il governo vuol dare la priorità ai lavoratori con salari più bassi.

Neppure il salario accessorio rimarrà così com'è. Un altro rebus tocca le alleanze tra i sindacati. Il tutto mentre il decreto che vuole mettere ordine nel mondo delle partecipate è ormai vicino al traguardo e dovrebbe approdare in Consiglio dei ministri entro luglio. Ma i sindacati chiedono prima di fare luce sui possibili esuberi, ne stimano oltre 150.000, e definire misure di salvaguardia. Alcune soluzioni sono state avanzate dal Parlamento, nei pareri già dati da Camera e Senato. Giudizi favorevoli ma con una serie di paletti, che il governo sta valutando.

Si va da un ammorbidimento dei divieti per il conferimento di incarichi a chi è già dipendente pubblico a un'ulteriore stretta sugli stipendi, da una definizione del danno erariale che colpisca la "malagestione" a una gestione su base regionale del personale delle società da chiudere. Il responsabile dei settori pubblici della Cgil, Michele Gentile, spiega che "senza soluzioni, sia sul versante degli ammortizzatori sociali sia su quello previdenziale, la continuità occupazionale sarà a rischio". La Uil, con il segretario confederale Antonio Foccillo, azzarda una cifra, parlando di "oltre 150.000" persone che potrebbero essere lasciate a spasso.

"Vorremmo evitare infortuni da errata valutazione, come successe per gli esodati col Governo Monti", chiarisce Giovanni Luciano per la Cisl. Le sigle sindacali chiedono una cabina di regia e una mappatura della situazione. Sia Palazzo Madama sia Montecitorio consigliano di limitare il taglio a quelle società che abbiano registrato perdite pesanti. Il ministro della Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, ha già garantito "più d'una" apertura. Ma le condizioni di Camera e Senato sono tante (27 nel primo caso e 18 nel secondo). Molti punti si ritrovano però in entrambi i pareri: un compromesso col governo sembra possibile.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il